Sono circa 500 i giovani che ogni anno frequentano i corsi del Cnos-Fap Fossano, uno dei centri di formazione professionale più grandi della provincia di Cuneo. Un punto di riferimento per il territorio non solo per la formazione dei ragazzi, ma anche per i percorsi rivolti agli adulti e per il collegamento diretto con il mondo del lavoro. Domenica 12 aprile la struttura della casa salesiana di Fossano ha ospitato una giornata di festa dedicata agli ex allievi, occasione per aprire le porte alla città e mostrare anche i nuovi spazi recentemente inaugurati: un edificio da 3mila metri quadrati con laboratori moderni e ambienti didattici all’avanguardia. Una realtà in crescita che oggi è guidata da don Stefano Mondin, nuovo direttore arrivato da Torino dopo una lunga esperienza nel settore educativo e formativo. Si tratta di un ritorno alla dimensione più “territoriale” dopo oltre vent’anni di lavoro in contesti complessi. «Qui a Fossano ho trovato una realtà molto diversa, con una grande accoglienza da parte della comunità, delle istituzioni e delle aziende». Un contesto che favorisce il dialogo e la collaborazione, elementi fondamentali per una formazione professionale sempre più legata alle esigenze concrete del tessuto produttivo.
Direttore, che realtà è oggi il CnosFap di Fossano?
«È una realtà importante, con circa 500 ragazzi nei percorsi diurni e sette corsi attivi, dalla meccanica agli impianti fino al benessere – tra cui meccanica industriale, elettrico, termoidraulico, autoriparazione e carrozzeria, oltre ai percorsi per estetiste e acconciatori -. Ma per noi formazione ed educazione sono un tutt’uno: lavoriamo con giovani di 14 anni che in pochi anni devono entrare nel mondo del lavoro con competenze tecniche e personali».
Il rapporto con le aziende cuneesi?
«Incide moltissimo. Le aziende cercano personale e si avvicinano già dal secondo anno. Questo ci spinge a lavorare insieme per rendere i percorsi sempre più moderni e coerenti con le richieste del mercato».
I nuovi laboratori vanno in questa direzione?
«Assolutamente sì. Abbiamo realizzato una struttura da 3mila metri quadrati con laboratori aggiornati e spazi didattici innovativi. E non ci fermiamo: stiamo già lavorando al rinnovamento della carrozzeria e ad altri sviluppi».
C’è anche un lavoro sugli adulti?
«Sì, accanto ai giovani abbiamo percorsi per adulti e disoccupati, con corsi brevi e mirati, tra le 60 e le 200 ore, costruiti sulle esigenze delle aziende o del territorio. Inoltre, il nostro sportello lavoro mette in contatto aziende e persone: parliamo di oltre mille utenti ogni anno».
Che tipo di comunità studentesca trovate?
«Molto variegata. Circa il 20% dei ragazzi è di origine straniera, ma l’integrazione è molto buona. Le famiglie ci scelgono anche per questo: sanno che qui c’è attenzione alla persona».
La giornata di domenica scorsa, che significato ha avuto?
«È stato un modo per aprirci alla città e far vedere quello che facciamo. Gli ex allievi sono una parte fondamentale della nostra storia e vogliamo coinvolgerli in questo percorso di crescita». La giornata degli ex allievi è stata anche occasione per raccontare una realtà in crescita. Il Cnos-Fap Fossano rafforza il legame con le aziende. «Se scuola e impresa non lavorano insieme cresce la distanza per i giovani».






