“La Laudato si’: occasione per un mondo migliore?”: ad ottobre l’evento nella Chiesa di San Bernardino a Verona

Il 5 ottobre 2017 un’occasione di incontro e confronto sull’enciclica Laudato si’ nella chiesa di San Bernardino a Verona.  L’evento chiude il ciclo di manifestazioni della diocesi in occasione del Centenario delle Apparizioni di Fatima.

Organizzato dalla diocesi di Verona e dall’Ispettoria salesiana del Nord-Est, ad aprire il dibattito troveremo il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti. Tra i presenti alla tavola rotonda, il cardinale Oscar R. Maradiaga, l’ex premier Enrico Letta e l’ex ministro degli Esteri e già commissario europeo Franco Frattini. Modera Daniele Cunego.

Dimensioni Nuove, è disponibile il nuovo numero

È disponibile il nuovo numero di Dimensioni Nuove (settembre/ottobre), con approfondimenti e storie:

ATTUALITÀ
UNA BRUTTA ARIA
Terremoti, uragani, siccità spingono tante persone a lasciare il proprio Paese. Sono i “rifugiati ambientali” e hanno scarsa protezione.

DOSSIER
DENTRO LA RIFORMA DI LUTERO
Cinquecento anni fa Martin Lutero dava avvio alla sua Riforma.

VIAGGI
LA CITTÀ STRATIFICATA
Come un libro di storia, Cagliari ha conservato pagine delle varie dominazioni, senza perdere la sua essenza sarda.

SOCIETÀ
BUONE NOTIZIE CERCASI
Pare siano scomparse dall’orizzonte dell’informazione. Invece ci sono, basta saperle cercare.

MUSICA
TANTI KOLORS PER OGNI CANZONE
Incontro con la giovane band arrivata al suo terzo cd di successo.

CINEMA
DATEMI UN MARTELLO
Ritorna Thor e si trova in brutti guai. Dovrà vedersela con la perfida Hela nel cinecomics “Thor: Ragnarock”.

Per informazioni e abbonamenti, clicca qui

Austria, a Vienna nuova casa di accoglienza per minori rifugiati

Fino a 30 minori rifugiati richiedenti asilo e non accompagnati avranno una nuova casa nel quartiere di Inzersdorf a Vienna. La nuova casa di accoglienza “Abramo” voluta dai Salesiani si affiancherà alla casa esistente nella Don Bosco Gasse, in zona più centrale e che necessita di interventi, dopo 15 anni di attività. L’edificio a due piani sarà realizzato in comune dai Salesiani di Don Bosco, dalle Figlie di Maria Ausiliatrice e dalla associazione “Jugend Eine Welt”, attraverso il servizio comune “Refugee”, con un costo previsto di 1,5 milioni di euro. Le sei unità abitative previste sono progettate come appartamenti condivisi con camere doppie e triple, cucina in comune e servizi igienici per le cinque persone che la occuperanno, e l’inaugurazione è prevista per aprile 2018. I futuri residenti avranno una età compresa tra i 14 e i 18 anni, con una provenienza prevalentemente da Somalia, Afghanistan e Siria. Il servizio “Refugee” cerca di ricostruire, per i minori, una routine quotidiana: “Essi partecipano a un programma di formazione”, ha detto all’agenzia cattolica austriaca Kathpress l’amministratrice delegata di Refugee, Eva Kern, che ha ricordato come i percorsi educativi e di aiuto si svolgeranno presso i centri giovanili salesiani anche per permettere ai giovani rifugiati di incontrare loro coetanei austriaci: “L’idea è quella di non porre sui ragazzi il timbro del rifugiato”. (Fonte: Agenzia SIR)

“Una vita a imitazione di Cristo”: l’omelia di don Chavez al funerale di don Adriano Bregolin

Il 26 agosto, a Firenze, don Pascual Chavez ha celebrato il funerale di don Adriano Bregolin, morto per un improvviso infarto durante un’escursione in montagna. Don Bregolin, dopo undici anni come vicario generale della Congregazione salesiana, dal 2014 era direttore dell’istituto salesiano di Firenze.

Di seguito il testo dell’omelia, con il ricordo della vita dedicata a don Bosco, in linea con ciò che San Paolo dice nella lettera ai Filippini: «Prendete in considerazione tutto quello che è vero, buono, giusto, puro, degno di essere amato e onorato, quel che viene dalla virtù ed è degno di lode».

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Carissimi Fratelli e Sorelle,

Con sentimenti di profondo dolore per la scomparsa così improvvisa di don Adriano Bregolin che ci ha lasciati sconvolti, ma con immensa gratitudine a Dio per il dono che ci ha dato in questo fratello, autentico figlio di Don Bosco, ci siamo radunati a celebrare questa eucaristia.

Ci accompagnano sua cognata, i nipoti, i cugini, gli amici e tanti membri della Famiglia Salesiana che, come noi, hanno avuto il privilegio di conoscerlo ed arricchirsi dei doni con cui piacque al Signore adornarlo. Molte altre persone, ad incominciare dal nostro Rettore Maggiore, don Ángel Fernández, e dalla Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Yvonne Reungoat, si sono fatte presenti attraverso messaggi, whatsapps, e-mail e telefono per porgere le condoglianze e rendere testimonianza alla sua vita dedita al servizio della Congregazione e della Famiglia Salesiana.

Eravamo in montagna, quelle montagne che tanto amava, e a 200 metri di arrivare al traguardo si è seduto, ci ha chiamato dicendo mi fermo, mi riposo e vi attendo. Subito sono sceso e al mio arrivo ho visto attorno a lui un gruppo di volontari che cercavano di rianimarlo. Presto è arrivato il Pronto Soccorso Alpino che ha fatto tutto il possibile senza esserci riusciti.

Scrive don Guido Poier, grande amico suo anche di salite su vette impegnative, “sapevo che ci sono tanti sentieri che portano al Signore: uno di questi passa attraverso la montagna. E lì Gesù gli ha fatto da guida fino agli ultimi passi”.

Il suo decesso è, umanamente parlando, “una grande perdita” per tutti, come ha scritto il Rettor Maggiore, per i suoi cari, per la Congregazione e la Famiglia Salesiana che ha servito con grande passione, creatività e competenza. Sono sicuro che Maria Ausiliatrice, di cui era un figlio devotissimo, e don Bosco, che considerava vero suo padre, lo avranno accolto e introdotto per mano in Paradiso e che adesso esulta assieme a loro e a tutti i santi della nostra Famiglia, nella dimora della luce, della pace, della gioia e della vita di Dio.

Scrive Madre Yvonne: “Il Signore conosce quello che è meglio per ogni persona ed Egli ha voluto chiamare don Adriano in un momento bello della sua vita: nella bellezza della natura in cui Lui è presente. Il fatto che eravate insieme è stato una grazia per don Adriano e anche per te.” Sono convinto che per don Silvano, don Guido e per me, questi ultimi giorni e, ovviamente, questo suo ultimo giorno tra noi, è stata infatti una ricca esperienza spirituale.

Senza cedere alla tentazione di fare dell’omelia un elogio della persona, ma convinto al tempo stesso che in questo caso ci sono molti elementi della sua vita che illustrano la Parola, non posso non fare della sua esistenza consacrata al Signore dietro le orme di Don Bosco, e del suo messaggio, uno spunto per la riflessione che condivido con voi.

Infatti, la vita di don Adriano è stata – a giudizio di quanti lo hanno conosciuto da vicino e hanno condiviso con lui la sequela e imitazione di Cristo, la fraternità e la missione, sogni e lavoro, gioie e sofferenze, speranze e preocccupazioni – una vita permeata dal Vangelo, imparato a casa e sviluppato e maturato lungo gli anni della sua vita salesiana. Mi azzarderei a dire che ha fatto del Vangelo nel suo insieme e delle Beatitudini, proprio perché un programma di felicità, il progetto della sua vita, con tutto lo sconvolgimento di valori e di atteggiamenti che il Vangelo e le Beatitudini comportano, ma che sono quelle che rendono la nostra vita gioiosa, radiante e significativa, una vera alternativa alla società imperante.

Come semplice confratello, come superiore –direttore e ispettore per sei anni nella Ispettoria di San Zeno di Verona–, e infine come Vicario del Rettore Maggiore per 11 anni, e ultimamente come Direttore di questa casa di Firenze, ha saputo dimostrarsi sempre un degno figlio di don Bosco, un signore nelle relazioni interpersonali, un uomo retto e trasparente, un sacerdote entusiasta e creativo in tutte le cose che gli sono state affidate, buon pastore, zelante e generoso, che aveva in mente la salvezza degli altri, specialmente quella dei giovani, in somma, un salesiano secondo il cuore di don Bosco.

Sono arrivati in questi pochi giorni, dal momento in cui ci è venuto a mancare, molti messaggi di cordoglio e tutti quanti hanno fatto vedere sfaccettature nuove che evidenziano la ricca personalità di don Adriano, ma sempre con un elemento che li accomuna e li rende armonici: la sua ricca umanità, la sua gentilezza e generosità, la sua disponibilità per servire ed accompagnare, il suo amore intenso a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco, la sua identità salesiana, la sua paternità.

Per don Adriano si adatta molto bene il programma di vita tracciato dalla lettera ai Filippesi, nella esortazione che la Chiesa ha voluto suggerire per celebrare la Festa di don Bosco: «Prendete in considerazione tutto quello che è vero, buono, giusto, puro, degno di essere amato e onorato, quel che viene dalla virtù ed è degno di lode». Era appunto questa sua personalità che lo rendeva attraente, simpatico, con un senso fine dell’umore che lo portava a scherzzare per far sentire bene le persone che lo avvicinavano o che lui avvicinava e accorciare le distanze senza cedere mai alla banalità.

Don Adriano amava vivere in profondità, consapevole che i veri tesori mai si trovano sulla superficie della terra, ma che si deve scavare in profondità.

È proprio bello, anzi è una grazia trovare confratelli come lui che diventano amici, compagni di cammino, “un amico spirituale sincero” con il quale sognare e aiutarsi ad “essere” quello che siamo chiamati ad “essere”.

Ci mancherà molto la sua presenza gentile e incoraggiante, il suo volto tranquillo e sorridente, la sua disponibilità ad aiutare chiunque, lo sguardo sereno e il suo pensiero al Paradiso.

Ci mancherà perché ogni persona è irripetibile, ma ci lascia in eredità una testimonianza e un messaggio di cui fare tesoro. Questi si possono trovare nella sua spiccata e fine sensibilità umana, nella sua capacità di amiciza profonda, nlla sua comunione spirituale, nel suo anelito di pienezza di vita, di amore e di felicità in Dio, nella sua forza interiore, nella sua esperienza spirituale che voleva condividere e che sapeva proporre in forma appassionata e convincente.

Carissimo Don Adriano, fratello e amico, adesso sei più felice che mai perché ora stai finalmente godendo della pienezza di vita in Dio, della gioia che non finirà mai, della luce in cui si rivela tutto l’essere profondo di Dio, perché già Lo puoi vedere a faccia a faccia.

Carissimi fratelli e sorelle, amici tutti, vorrei che la grande tristezza che ci ha portato la tua scomparsa così improvvisa lasci spazio al ringraziamento, alla supplica e alla speranza.

Don Silvano e don Guido sono testimoni di quanto tempo lo ho tenuto preso per mano mentre cercavano di rianimarlo, e quanto mi sono avvicinato al suo volto per dirgli tutto il mondo di bene che lo vogliamo e portargli la carezza che tanti di voi avresti voluto dargli.

Oggi vogliamo rendere grazie a Dio per la tua vita, dono prezioso che Lui ci ha fatto; e vogliamo pure ringraziare te per la tua esemplare forma di interpretare la vita salesiana. Riposa in pace nella casa del Padre, accanto a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco, e intercedi per noi. Amen.

Don Pascual Chávez V., SDB

Firenze, 26 Agosto 2017

Torre Annunziata, inaugurata la comunità alloggio per minori “Peppino Brancati”

Il  25 luglio, a Torre Annunziata (NA), è stata inaugurata la comunità alloggio per minori “Peppino Brancati”, una nuova struttura residenziale che ospiterà otto ragazzi tra i 14 e i 21 anni, inviati dai Servizi Sociali Territoriali e dal Centro di Giustizia Minorile. A partecipare all’inaugurazione anche il Vescovo di Nola, mons. Francesco Marino e il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione.

I nuovi ambienti intitolati al primo “scugnizzo” napoletano accolto da Don Bosco a Torino, sono stati ristrutturati grazie al contributo di Salesiani per il Sociale – Federazione SCS/CNOS l’ente dei Salesiani impegnato a contrastare il disagio e l’emarginazione giovanile in Italia. La comunità sarà gestita dall’associazione salesiana Piccoli passi grandi sogni – Onlus che già da anni accoglie minori in difficoltà presso la casa “Mamma Matilde” sempre a Torre Annunziata.

“Sulla scìa di quel primo ragazzo accolto da Don Bosco e mamma Margherita nella casa di Valdocco, ancora oggi vogliamo essere casa di chi non ha casa, attraverso l’apertura della comunità famiglia “Peppino Brancati”” afferma Don Antonio Carbone, direttore della comunità. “In un territorio segnato da forti problematiche sociali e delinquenziali siamo felici di ampliare le attività di prevenzione e recupero svolte da noi Salesiani attraverso l’Oratorio, il centro giovanile e queste due comunità”.

 

 

Un augurio per questa nuova esperienza arriva anche da Don Giovanni D’Andrea, presidente di Salesiani per il Sociale: ““Casa che accoglie” è uno dei quattro criteri oratoriani che guidano ogni attività salesiana. Con l’apertura della comunità “Peppino Brancati” questo principio continua a concretizzarsi e a rendere protagonisti loro, quei giovani bisognosi di un ambiente educativo degno di tale nome. Tutto questo è stato possibile anche grazie ai nostri benefattori. È grazie alla loro generosità e fiducia nei nostri confronti che possiamo continuare quello che Don Bosco ha avviato più di 150 anni fa”.

ORDINAZIONE SACERDOTALE DON DONATO BOSCO

Sabato 28 Gennaio 2012 ore 16.00 presso la Parrocchia si Sant’Erasmo in Sateramo il Colle (Bari) altper l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S.E. Rev.ma Mons. Francescantonio Nolè Vescovo di Tursi Lagonegro.alt

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UNIVERSITA’ PONTIFICIA SALESIANA“Oltre la crisi…”

UNIVERSITA’ PONTIFICIA SALESIANA
“Oltre la crisi…”
L’Università Pontificia Salesiana di Roma ha organizzato dal 3 al 5 dicembre il convegno “Oltre la crisi: prospettive per un nuovo modello di sviluppo – Il contributo del pensiero dinamico di Tommaso Demaria”. Modera il dott. Piero Damosso, Giornalista e Caporedattore al TG1.
Il convegno, che si svolge presso la sede dell’Università in P.zza dell’Ateneo Salesiano 1 a Roma, esamina le principali questioni legate ai modelli di sviluppo economico e all’attuale situazione del lavoro, dei mercati e della finanza, approfondendone i contenuti anche dal punto di vista antropologico ed etico.
Per questo si serve del contributo di importanti personalità del mondo istituzionale, accademico, imprenditoriale, culturale ed ecclesiale, tra i tanti il card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, don Pascual Chávez Rettor Maggiore dei Salesiani, e l’ing. Monica Lucarelli, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori di Roma.
Don Tommaso Demaria, (Vezza d’Alba, 21 novembre 1908 – Torino, 12 luglio 1996) accademico italiano famoso per i suoi studi sulla tomistica, insegnò presso la Facoltà di Teologia dell’Università Pontificia Salesiana a Torino e a Roma.
Per informazioni ed iscrizioni:
Università Pontificia Salesiana
tel. +39.06.872901
Web: www.unisal.it
( A cura di Alessandra Felli)

convegno_UPS_1L’Università Pontificia Salesiana di Roma ha organizzato dal 3 al 5 dicembre il convegno “Oltre la crisi: prospettive per un nuovo modello di sviluppo – Il contributo del pensiero dinamico di Tommaso Demaria”. Modera il dott. Piero Damosso, Giornalista e Caporedattore al TG1.

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cantiere

arriviamo

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TARCISIO BERTONE “Non ci sono precedenti nemmeno nei regimi comunisti”

pas_3La notizia diffusa tramite agenzie di stampa e mezzi di comunicazione ha destato ovunque stupore e sgomento. Duro il commento del Segretario di Stato Tarcisio Bertone. “Deplorevoli e sorprendenti quelle perquisizioni”, il commento del Papa. Nessun segnale di solidarietà dal mondo politico e dalla società civile di fronte a tale aggressione. Continua a leggere

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CORPUS DOMINI – “… Che cosa di più sublime di questo sacramento?”

100_1_11Nello splendore della festa del Santissimo Corpo e Sangue di Gesù Cristo Signore nostro, per mantenere in alto i nostri cuori e resistere nelle prove che tendono a sconfortarci, il bellissimo, densissimo e peraltro semplicissimo come acqua cristallina testo di san Tommaso d’Aquino – nostro dottore nella fede oltre a essere protettore dei filosofi, di quella filosofia a mio modo di vedere tanto vera perché visitata dalla Sapienza biblica – che la liturgia ci propone per l’Ufficio delle letture di oggi. Continua a leggere

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