Il 12 luglio 2026 La Presidenza CISI, guidata dal Regionale don Juan Carlos Godoy, con la presenza del Rettor Maggiore e del suo Vicario, si è concentrata sull’approvazione di un documento di lavoro sul Ridisegno dell’Italia Salesiana.

Al termine di un anno di discernimento che ha viste coinvolti tutte le Ispettorie (salesiani e laici), i Consigli Ispettoriali e i rappresentanti dei vari Uffici e Servizi, si è arrivati all’elaborazione di un documento che verrà presentato a livello nazionale. Un documento che delinea una riorganizzazione dell’Italia Salesiana sulla base dei seguenti orientamenti emersi dall’ascolto e dal confronto:

  • Confermare la rilevanza dell’Ispettoria dentro un modello integrato: fare in modo che l’Ispettoria mantenga una piena autonomia dentro le indicazioni-quadro che saranno indicate dal livello nazionale, così da riconoscere e custodire il principio carismatico della ‘presenza’ e della ‘paternità’ degli ispettori sul territorio loro affidato
  • Assegnare alla Presidenza CISI un potere di governo e non solo di animazione, volto a integrare le disomogeneità strutturali e pastorali a livello nazionale e accompagnare uno sviluppo organico dell’Italia salesiana.
  • L’assunzione da parte del Centro Nazionale di un ruolo di sostegno rispetto alle Ispettorie sugli aspetti tecnici e di indirizzo, coordinamento ed advocacy. Si metteranno a disposizione delle ispettorie strumenti e risorse dentro un principio di mutualità delle risorse umane ed economiche.

Il modello emerso è stato denominato ‘confederativo’, in quanto ha la funzione di tutelare le diversità che caratterizzano i diversi territori dell’Italia Salesiana ma dentro un quadro condiviso a livello nazionale che abbia una sua forza di indirizzo vincolante. Questo permetterà di sviluppare una grammatica comune nell’apostolato, un ruolo di advocacy e di coordinamento nazionale, in particolare per i seguenti ambienti apostolici: scuola, oratorio, centri di formazione professionale, opere sociali. Inoltre, avrà la funzione di uniformare la formazione sulla linea della CEP, costituita da salesiani e laici insieme. La linea nazionale sarà definita attraverso un Progetto Organico Nazionale, in grado di fornire linee chiare a livello nazionale per superare la frammentarietà e per camminare insieme.

La riforma in chiave confederativa richiede, rispetto all’attuale organizzazione, una risignificazione del Centro Nazionale affinché gli ispettori possano affidargli un ruolo di coordinamento e di advocacy nazionale chiaro, oltre a sostenere i processi locali; una governance nazionale con chiari poteri di indirizzo strategico e coordinamento.

Si prospetta così un’organizzazione sinergica al servizio della missione, in grado di superare la frammentazione delle singole realtà apostoliche e territoriali, per agire come un corpo più unitario, capace di pensare e progettare a livello nazionale, pur valorizzando le specificità territoriali.

La concretizzazione di questo modello, che nel documento finale è descritto anche negli aspetti tecnici, richiederà nei prossimi due anni una fase graduale di attuazione, per l’individuazione delle figure nei ruoli necessari per il nuovo organigramma, per chiarire le dinamiche di governo che questo processo andrà a ridefinire tra Uffici e tra Centro Nazionale ed Ispettorie. Il prossimo anno pastorale 2026/2027 si configurerà così come un “anno di transizione e preparazione strutturale”, cercando un’armonizzazione che tuteli la vita consacrata e, parallelamente, la piena valorizzazione dei laici nella Comunità Educativo-Pastorale. Sarà quindi un anno determinante per una necessaria conoscenza sempre più condivisa della riforma, dove i Capitoli Ispettoriali potranno essere occasione per ampliarne la condivisione.

 

 

 

 

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