Dalla rubrica “Buongiorno scuola!” di Note di Pastorale Giovanile.
***
L’adolescenza è per definizione il tempo della crescita, non solo fisica ma soprattutto interiore. È l’età delle grandi domande: “Chi sono? Dove sto andando? Cosa farò da grande?” Questi interrogativi, che un tempo emergevano gradualmente, oggi investono i ragazzi con forza travolgente in un mondo che cambia rapidamente. La crescita per un adolescente contemporaneo significa confrontarsi con infinite possibilità e altrettante paure: la paura di sbagliare, di non essere all’altezza, di deludere le aspettative.
La vocazione non è solo la scelta della professione futura, ma il riconoscimento di quella chiamata profonda che ognuno porta dentro di sé. È scoprire i propri talenti, le proprie passioni, ma anche i propri limiti. Per molti giovani oggi la vocazione si manifesta attraverso il desiderio di fare la differenza, di contribuire a un mondo migliore. Si esprime nell’impegno sociale, nella creatività artistica, nella dedizione allo studio, nell’attenzione agli altri.
Crescere significa anche imparare a gestire l’incertezza. Gli adolescenti di oggi vivono in un’epoca di cambiamenti continui, dove le professioni si trasformano rapidamente e il futuro appare meno prevedibile che in passato. Questa instabilità può generare ansia, ma anche aprire spazi inediti di creatività e innovazione. La crescita autentica include la capacità di adattarsi, di reinventarsi, di trovare nella propria identità profonda la bussola per orientarsi.
La dimensione comunitaria rimane fondamentale: crescere significa anche imparare a stare con gli altri, a collaborare, a costruire relazioni significative. In un mondo sempre più connesso digitalmente ma spesso disconnesso umanamente, la vocazione alla crescita passa necessariamente attraverso la riscoperta dell’importanza dell’incontro autentico con l’altro.
________________________________________
FIGURA BIBLICA
Samuele rappresenta l’archetipo della vocazione giovanile. Ancora ragazzo, mentre serve nel tempio sotto la guida del sacerdote Eli, sente una voce che lo chiama durante la notte. Inizialmente non riconosce che si tratta della voce di Dio e corre da Eli pensando che sia stato lui a chiamarlo. Solo al terzo richiamo, grazie alla saggezza del suo maestro, Samuele comprende e risponde: “Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta”.
La storia di Samuele illumina diversi aspetti della crescita vocazionale. Prima di tutto, la necessità di guide sagge: Eli, pur con i suoi limiti, sa riconoscere quando Dio sta parlando al giovane e lo aiuta a discernere. Questo sottolinea l’importanza degli educatori, dei genitori, dei mentori che sanno accompagnare senza sostituirsi ai ragazzi nelle loro scelte.
In secondo luogo, la gradualità del riconoscimento: Samuele non capisce subito, ha bisogno di tempo e di ripetute esperienze per comprendere la sua chiamata. Questo insegna che la vocazione non è sempre un’illuminazione improvvisa, ma spesso un cammino di progressiva consapevolezza.
Infine, la disponibilità all’ascolto: “Il tuo servo ti ascolta” diventa il motto di chi vuole crescere secondo il progetto di Dio. L’ascolto richiede silenzio interiore, capacità di fermarsi, disponibilità a mettere in discussione i propri piani. Samuele diventerà profeta, guida del popolo, scopritore di re. La sua disponibilità giovanile all’ascolto determinerà tutta la sua esistenza e la storia di Israele.
________________________________________
PAROLE DI GESÙ E DI PAPA FRANCESCO
Gesù, incontrando il giovane ricco, “fissò lo sguardo su di lui e lo amò” (Mc 10,21). Questo sguardo d’amore precede sempre la proposta vocazionale: “Vendi quello che hai e seguimi”. Il giovane se ne andò triste, ma quel momento rimane paradigmatico dell’incontro tra Gesù e ogni giovane. Lo sguardo di Gesù non giudica, ma riconosce le potenzialità, vede oltre le apparenze, scorge il tesoro nascosto in ogni cuore giovanile.
Papa Francesco, rivolgendosi ai giovani, ricorda spesso: “Dio ha un sogno per voi, ha una vocazione, ha una strada preparata apposta per voi”. Il Papa incoraggia i ragazzi a non aver paura dei loro sogni grandi: “Non lasciate che vi rubino la speranza! Non permettete che qualcuno vi dica che non si può cambiare il mondo”. Francesco li invita a essere “protagonisti del cambiamento”, a non accontentarsi di una vita mediocre, ma a cercare ciò che veramente li realizza.
“La vocazione – dice ancora il Papa – è una chiamata d’amore che richiede tutto l’amore”. Non si tratta di un peso da portare, ma di una gioia da vivere. La crescita autentica passa attraverso la scoperta di questo amore che ci precede e ci accompagna sempre.
________________________________________
TESTIMONI DI SANTITÀ
Don Bosco incarna perfettamente il tema della crescita e della vocazione. La sua stessa vita fu un continuo crescere nella comprensione della sua missione verso i giovani. Da bambino di famiglia contadina, attraverso sogni significativi e incontri provvidenziali, scoprì gradualmente la sua chiamata educativa. Il famoso sogno dei nove anni – con il bambino che diventa lupo e poi agnello attraverso l’educazione – divenne la bussola di tutta la sua esistenza.
Don Bosco non si limitò a seguire la sua vocazione personalmente, ma divenne maestro di vocazioni. Accompagnò centinaia di giovani nella scoperta della loro strada, alcuni verso il sacerdozio, altri verso professioni diverse, tutti verso la santità. Il suo metodo educativo, basato su ragione, religione e amorevolezza, mirava a far crescere “buoni cristiani e onesti cittadini”. Vedeva in ogni ragazzo, anche il più difficile, una potenzialità di bene da far emergere.
Santa Teresa di Lisieux rappresenta un altro modello di crescita vocazionale giovanile. A soli quindici anni scelse la vita religiosa, ma la sua “piccola via” divenne universale. La sua crescita spirituale, documentata negli scritti, mostra come anche una vita breve possa essere intensamente vocazionale.
San Luigi Gonzaga, morto a ventitré anni assistendo gli appestati, dimostra come la santità giovanile possa esprimersi nella dedizione totale agli altri, trovando nella carità verso i più bisognosi il senso ultimo della propria esistenza e crescita spirituale.
________________________________________
GIOVANI TESTIMONI CONTEMPORANEI
Greta Thunberg, pur nelle controversie che la circondano, rappresenta un esempio di come i giovani oggi possano trovare la propria vocazione nell’impegno per cause più grandi di loro. Partita da una semplice protesta scolastica per il clima, è diventata voce di una generazione che vuole prendersi cura del pianeta. La sua determinazione mostra come la crescita personale possa coincidere con la responsabilità verso il futuro dell’umanità.
Carlo Acutis, beatificato nel 2020, ha vissuto la sua breve esistenza (1991-2006) come testimonianza di come fede e modernità possano integrarsi. Appassionato di informatica, ha utilizzato le tecnologie per diffondere la devozione eucaristica, creando una mostra sui miracoli eucaristici in tutto il mondo. La sua vita ordinaria – scuola, amici, sport, computer – è diventata straordinaria attraverso una fede vissuta con gioia e creatività.
Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace nel 2014 a soli diciassette anni, ha trasformato la sua esperienza traumatica in missione educativa globale. Sopravvissuta a un attentato per il suo impegno per l’istruzione femminile, ha fatto della sua guarigione una piattaforma per promuovere il diritto all’educazione per tutti i bambini del mondo, dimostrando come il dolore possa trasformarsi in forza generativa.






