Oltre 300 persone, per lo più giovani, accompagnati da dirigenti sportivi ed educatori, hanno affollato, sabato 14 marzo 2026, la sala del cinema teatro “Don Bosco” a Roma per la presentazione del documentario “Don Bosco. Il Santo dei Giovani e dello Sport”, realizzato da Sky Sport in collaborazione con le Polisportive Giovanili Salesiane (PGS).
L’anteprima del documentario
L’autore del documentario, Tommaso Liguori, exallievo salesiano e caporedattore di “Sky Sport”, ha introdotto l’opera ai presenti. Durante l’evento sono intervenuti in video collegamento anche il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il Direttore Responsabile di Sky Sport, Federico Ferri, e il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, membro a titolo individuale del Comitato Olimpico Internazionale (CIO).
Numerose le personalità intervenute sul palco: Ciro Bisogno, Presidente PGS e Coordinatore degli Enti di Promozione Sportiva del CONI; suor Mara Tagliaferri, Presidente CIOFS; suor Nilza Fátima de Moraes, Consigliera Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) per la Formazione; don Francesco Preite, SDB, Presidente di “Salesiani per il sociale APS” e Referente Nazionale del Centro Nazionale Opere Salesiane per le PGS; don Francesco Motto, SDB, membro dell’Associazione Cultori di Storia Salesiana (ACSSA); e altre personalità ancora.
Per l’occasione anche Don Fabio Attard, Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, ha inviato un messaggio di saluto, in cui ha sottolineato alcuni aspetti cruciali e temi di fondo toccati dalle interviste e dalla ricostruzione storica: “Per Don Bosco il tema della ricreazione del cortile, oggi diciamo dello sport, era fondamentale come spazio di convergenza e anche appartenenza; noi lo consideriamo così in tutto il mondo. Lo sport è un’opportunità di un incontro che fa sparire barriere e differenze, favorendo fraternità e collaborazione”.
Per questo, ha proseguito il Rettor Maggiore, occorre “guardare allo sport non solo come un divertimento che consuma il tempo, ma come a un cammino che educa alla solidarietà e all’assunzione del proprio dovere e della propria partecipazione, di tutto quello che un giovane ha e che può condividere. Speriamo che tutte le agenzie sportive ed educative coinvolte in questo campo possano favorire quelle alleanze ed esperienze condivise in cui possano trovare uno spazio i giovani, specialmente i più poveri che non hanno mezzi per vivere queste esperienze, perché lo sport possa diventare un’opportunità per tutti”.
Da parte sua, dopo aver portato i saluti della Superiora Generale delle FMA, Madre Chiara Cazzuola, in Brasile, per una visita alle Ispettorie BRE e BAP, nel suo breve intervento, suor de Moraes ha richiamato alcuni aspetti carismatici legati alla rilevanza educativa dello sport: “Don Bosco sviluppò l’esperienza dell’Oratorio (…) un luogo capace di rispondere ai bisogni dei giovani: bisogno di affetto, amicizia, gioia, vita attiva, comunità, partecipazione, fiducia, crescita culturale e professionale”.
“Per questo – ha proseguito la religiosa – anche oggi, ogni scelta educativa, ogni attività e ogni disciplina sportiva possono contribuire alla crescita integrale delle donne e degli uomini di domani, aiutando i giovani a sviluppare responsabilità, spirito di squadra, rispetto e solidarietà”.
Il documentario
“Don Bosco. Il Santo dei giovani e dello sport” – in onda da sabato 21 marzo alle 22.45 su Sky Sport Uno, e disponibile in streaming anche su “NOW” e on demand – è un racconto corale attraverso le voci di chi ha raccolto l’eredità spirituale del santo, tra gli oratori dove è sorto e si è sviluppato il suo movimento e che ha trovato nelle missioni salesiane lo strumento più efficace per diffondere il suo insegnamento in tutto il mondo. Si tratta di un viaggio nelle parrocchie e nei campetti in cui il valore dello sport significa inclusione, relazione e crescita individuale.
La narrazione è affidata a chi questi ambienti li ha vissuti e continua a viverli ogni giorno in prima persona, trasformando il gioco in un’occasione di incontro e arricchimento personale. Numerose e autorevoli, infatti, sono le testimonianze che arricchiscono il percorso narrativo, a partire dal Cardinale José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Città del Vaticano, che in uno dei passaggi dell’audiovisivo afferma, infatti: “Lo sport ci fa appassionare, ci fa innamorare di qualcosa. Dietro un ragazzo che corre e una palla che va avanti c’è l’intuizione di un grande educatore. L’opera di Don Bosco è profetica in un modo che lo rende un grande maestro per il nostro tempo”.
Nel documentario non mancano poi le voci più autorevoli del mondo salesiano, rappresentate proprie dal Rettor Maggiore, Don Attard, e dalla Madre Generale FMA, Madre Chiara Cazzuola, accompagnate dai contributi di suor Francesca Scibetta, Referente nazionale FMA per le PGS, e don Francesco Preite, Presidente di Salesiani per il sociale e Referente Nazionale SDB per le PGS; oltre a quello del prof. don Motto, che ha tracciato la storia di Don Bosco e le ragioni che lo portarono a fare degli oratori e dello sport il centro di tutta la sua pastorale.
Intervengono infine, numerosi exallievi salesiani. Tra loro, il Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, Gianni Petrucci e il Presidente delle PGS Ciro Bisogno, insieme all’ex Commissario Tecnico della Nazionale Maschile di Pallavolo e attuale deputato, Mauro Berruto, dell’ex CT della Nazionale di Basket Meo Sacchetti, oltre alla partecipazione del giornalista Francesco Giorgino. A completare il mosaico, le voci di tecnici e atleti di ieri e di oggi, tra cui il calciatore del Watford Edoardo Bove e il pallavolista argento olimpico ad Atene 2004 Valerio Vermiglio.






