In data 2 gennaio 2026, Mons. Edgar Peña Parra, Sostituto della Segreteria di Stato Vaticano, ha comunicato a Sua Eminenza il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, che Papa Leone XIV ha accolto la proposta di celebrare il Rito di Beatificazione dei Venerabili Servi di Dio Ubaldo Marchinoni, presbitero diocesano, don Elia Comini, Salesiano di Don Bosco, e padre Martino Capelli, Dehoniano, il 27 settembre 2026 a Bologna. Rappresentante del Sommo Pontefice sarà l’Em.mo Card. Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi.
Don Elia Comini nasce in località “Madonna del Bosco” di Calvenzano di Vergato (BO) il 7 maggio 1910. Mons. Fidenzio Mellini, già alunno di don Bosco a Torino, lo orienta ai Salesiani di Finale Emilia. Novizio il 1° ottobre 1925, Elia emette la prima Professione il 3 ottobre 1926 ed è professo perpetuo l’8 maggio 1931. Ordinato sacerdote a Brescia il 16 marzo 1935, il Servo di Dio vive nelle case salesiane a Chiari (in provincia di Brescia, fino al 1941) e a Treviglio (in provincia di Bergamo, dal 1941 al 1944). Nell’estate del 1944 rientra per alcuni periodi sull’Appennino bolognese per assistere la mamma, ormai anziana e sola, e per aiutare nella pastorale lo stesso Mons. Fidenzio Mellini. Egli arriva a Salvaro il 24 giugno. Vi resterà per poco più di tre mesi, sino alla morte. Soccorre la popolazione nella concretezza delle sue molteplici esigenze dettate dal tempo di guerra, anima la liturgia e promuove la frequenza dei sacramenti; affianca le consacrate e vive un intensissimo apostolato nell’esercizio di tutte le opere di misericordia corporale e spirituale. Media, inoltre, tra gli opposti fronti: popolazione; partigiani; tedeschi della Wehrmacht che stazionano in canonica per un mese (1° agosto – 1° settembre 1944).
Il Servo di Dio istituisce con il giovane Dehoniano padre Martino Capelli una fraternità sacerdotale che li associa nel ministero e nel martirio. Il 29 settembre 1944 mattina, don Elia accorre, con padre Martino, verso la “Creda”, un abitato dove le SS di un battaglione della Sedicesima Divisione Corazzata avevano appena perpetrato un eccidio: stola, oli santi e teca con alcune particole eucaristiche li identificano chiaramente come sacerdoti nell’esercizio del loro ministero di conforto degli agonizzanti. Catturati, spogliati delle insegne sacerdotali, usati come «bestia» da soma nel trasporto delle munizioni, don Elia e padre Martino vivono quel giorno una intensa passione. Tradotti a sera nella “casa dei birocciai” a Pioppe di Salvaro vivono due intensi giorni persuaso sin dall’inizio di essere destinati a morire e nondimeno vicini ai prigionieri. Alla sera del 1° ottobre 1944 vengono uccisi nel gruppo degli “inabili” presso la Botte della canapiera di Pioppe di Salvaro, al termine di una surreale liturgia in cui le SS avevano fatto sfilare i prigionieri su una passerella prima di falciarli con le mitragliatrici: don Elia intona le Litanie e grida infine “Pietà!”. Nell’impossibilità di recuperare le salme, verranno successivamente aperte le griglie e l’impetuosa corrente del fiume Reno trasporterà via per sempre quei poveri resti, già consumati.
Don Ubaldo Marchioni, fu sacerdote esemplare e fedele alla sua comunità anche nei momenti più tragici della Seconda guerra mondiale. Dopo anni di formazione e amicizie profonde in Seminario, divenne prete nel 1942 e fu parroco a San Martino di Caprara e Casaglia dal maggio 1944. Durante l’eccidio nazista del 29 settembre di quell’anno, rimase accanto ai suoi parrocchiani fino alla morte violenta sui gradini dell’altare di Casaglia. Proprio tra le macerie di quell’altare fu rinvenuta una pisside perforata da proiettili, simbolo di fede e martirio.
“Don Elia Comini, padre Martino Capelli, don Ubaldo Marchioni, insieme al Beato Giovanni Fornasini, – ricorda don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale – sono giovani sacerdoti che hanno incarnato la carità del Buon Pastore, dando la vita per il loro gregge e con il loro gregge, fedeli ministri dei misteri della redenzione, artigiani di pace, di giustizia e di riconciliazione”.






