Nel terzo giorno del Congresso Mondiale, i Salesiani Cooperatori sono riuniti a Sacrofano per rinnovare la loro vocazione laicale, per rafforzare i legami di corresponsabilità con la Famiglia Salesiana e per riconsegnare alla Chiesa locale un’Associazione più unita, più missionaria e più capace di generare vita.
Come i giorni precedenti, la giornata è iniziata con la Messa, ma quello del 9 maggio 2026 non è stato un giorno qualsiasi. La gioia già presente nei giorni scorsi è raddoppiata sino a farsi preghiera e canto di ringraziamento. Il 9 maggio, infatti, è il giorno del 150° anno della fondazione dell’Associazione e si festeggia il momento in cui, finalmente, dopo circa un decennio, la Chiesa approvò il progetto di Don Bosco di avere nella Famiglia dei Salesiani laici. Certo, il progetto originale di Don Bosco ha dovuto subire qualche piccola variazione e aggiustamento per poter essere approvato, ma cosa importa davanti alla salvezza dei giovani?
Il 9 maggio 2026 sono stati celebrati la continuità e il rinnovamento, perché la Pia Unione dei Cooperatori Salesiani – così era stata battezzata da Don Bosco – è oggi l’Associazione dei Salesiani Cooperatori, ma continua ad essere ciò che aveva sognato Don Bosco: veri salesiani nel mondo, veri salesiani che portano il carisma di San Giovanni Bosco nelle loro famiglie, nel loro lavoro al servizio della gioventù, a servizio delle famiglie e delle persone povere.
Nell’omelia di Don Pascual Chávez, Rettor Maggiore Emerito, c’è stato, infatti, subito un monito al fatto che la strada è tutta in salita, ma soprattutto a lasciare spazio al vero protagonista della missione: lo Spirito Santo perché è Lui che apre le frontiere geografiche tanto quanto i cuori delle persone al Vangelo. “Da noi – ha sottolineato Don Chávez – si attende ascolto, docilità e collaborazione”.
Nei lavori a seguire, il cuore della giornata è rappresentato proprio dall’ascolto e dallo sguardo dell’Associazione verso l’esterno, verso l’impegno missionario che essa deve avere, verso quello che deve caratterizzarla e che sarà l’eredità che verrà lasciata ai futuri Salesiani Cooperatori. In questo senso, si è aperta la tavola rotonda cui hanno partecipato quattro provenienti dalle diverse parti del mondo che si sono confrontati sul tema: “Fermento tra giovani, famiglie e anziani”.
Il clima della giornata è ricco di suggestioni, in ascolto, sospeso tra il celebrare questi 150 anni e il proiettarsi verso il futuro dell’Associazione. Poi, a partire dalle 18, cresce l’attesa per la nomina da parte del Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, del nuovo Coordinatore Mondiale. Si attende, in sala, di sapere chi sarà alla guida per continuare a vivere e a mettere in pratica il sogno di Don Bosco.
Quando il Rettor Maggiore sale sul palco si fa immediatamente silenzio e prima di annunciare il nuovo Coordinatore, Don Attard richiama l’importanza del governo per poter camminare insieme perché, in assenza di governo, sottolinea, c’è solo anarchia.
Nell’immaginare un governo che sia fruttuoso per l’Associazione e per la missione salesiana, il Rettor Maggiore ha messo come fondamento quattro parole chiave: ascolto; comunione; missione e partecipazione. Quattro termini che lasciano a tutti i Salesiani Cooperatori un programma sulla loro presenza nell’Associazione e nel mondo. Perché ascoltare genera umiltà, quell’umiltà che, come già ricordava il Vangelo della mattina, può nascere solo dall’intimità con Dio e che ci fa essere strumenti al suo servizio. Umiltà che genera comunione e partecipazione; una partecipazione che lascia spazio all’azione dello Spirito; una partecipazione che evita spazi di conquista; che evita di erigere alternative elitarie; una partecipazione che favorisce spazi di convergenza e collaborazione, sia all’interno dell’Associazione, sia all’interno della Famiglia Salesiana.
Con questo programma, con queste speranze, con questa eredità, Don Fabio Attard ha nominato il nuovo Coordinatore Mondiale: Borja Perez.
Tra i presenti, c’è stata commozione nell’accoglierlo, c’è stata gioia, c’è stata festa, ci sono tanti “grazie” per chi parte e per chi resta, in un’unica grande famiglia che si stringe attorno a un unico sogno: la salvezza dei giovani. È la prima volta che viene eletto un Coordinatore non appartenente alla Regione Italia Medio Oriente e Malta: lo Spirito soffia e ci spinge verso nuovi orizzonti.






