Una serata per parlare di temi alti e importanti della vita cristiana – l’amore, l’indissolubilità di certi legami, la vita eterna… – attraverso delle testimonianze e un approccio vicini e familiari, che hanno raccontato la vita quotidiana di famiglie ordinarie, vivificate però in maniera straordinaria dallo Spirito Santo, in grado di suscitare al loro interno esempi di santità e di vita cristiana assolutamente fuori dal comune. Tutto questo è andato in scena nella serata di venerdì 24 aprile 2026 presso l’opera salesiana “Sacro Cuore” al Castro Pretorio, nell’ambito dell’evento dal titolo: “Io, Te, Noi… e la Vita Eterna. Spunti di Vita vera per Sposi e Famiglie di oggi”.
Organizzato dall’équipe pastorale che accompagna le attività della parrocchia “Sacro Cuore di Gesù al Castro Pretorio”, parte del complesso della Sede Centrale Salesiana, l’appuntamento ha previsto un primo momento di fraternità e convivialità per la quarantina circa di persone presenti ed è proseguito poi nella rinnovata Cappella della Parola della comunità salesiana per il tempo dell’incontro e delle testimonianze.
Ad introdurre i lavori è stato il Direttore della comunità salesiana del Sacro Cuore, don Francesco Marcoccio, che, insieme con la religiosa delle Missionarie di Cristo Risorto, suor Maria José Rey Merodio, ha illustrato tempi, dinamiche ma soprattutto il senso della serata: ascoltare alcune testimonianze d’impatto e di vita concreta di famiglie di oggi, per far riflettere tutti i convenuti sull’orizzonte ultimo della Vita Eterna nella prospettiva cristiana, a partire dalla realtà familiare.
Ecco, dunque, che a prendere la parola, alle volte interrotti dall’emozione, sono stati i genitori di Gilda Cersosimo, Paola e Pasquale; e la mamma della Serva di Dio Marianna Boccolini, Maria Letizia Tomassoni, accompagnata da padre Massimo Reschiglian, OFM, biografo della vita di Marianna e da anni vicino alla sua famiglia.
I coniugi Cersosimo hanno così parlato della straordinaria testimonianza della loro secondogenita, Gilda Cersosimo (2004-2021), una forza della natura concentrata in soli 17 anni di vita, portata in Cielo da una rara e complicata forma tumorale. Attraverso le loro parole, hanno raccontato di una giovane amante degli sport, delle lingue, dei viaggi, della moda… Una ragazza piena di vita e leader naturale tra le sue amiche, che ha vissuto la sua rapida vita quasi incarnando la ricetta della santità propugnata da Don Bosco: “Stare sempre allegri, fare sempre e bene il proprio dovere e aiutare gli altri”.
Solare e propositiva anche durante la malattia, non perse la speranza nemmeno durante la terribile recidiva del male che la colpì, premurandosi di accompagnare lei gli amici e i familiari nelle loro difficoltà e testimoniando fino all’ultimo una profonda fede nella vita eterna.
Una testimonianza analoga, con tutte le differenze nella personalità e nel vissuto, è stata quella portata dalla madre di Marianna Boccolini (1992-2010), giovane umbra salita al Cielo a 18 anni a seguito di un tragico incidente stradale. Studiosa, amante della lettura, pittrice, manifestò sin da piccola una peculiare sensibilità cristiana e un’attenzione speciale verso gli ultimi. Dotata di molti talenti, non cercava di primeggiare, ma semmai di aiutare gli altri, a cominciare da chi gli era più vicino, ad elevarsi. Pur in pochi anni di vita, scrisse molto, tra diari, blog, temi… testimoniando un’autentica fede cristiana e il desiderio di collaborare alla creazione di un mondo più giusto, solidale e fraterno.
Pochi giorni prima dell’incidente che le fece perdere la vita terrena, previde l’imminenza della sua morte e anticipò alla madre di perdonare il ragazzo alla guida dell’auto. Il 7 giugno scorso 2025, nella Concattedrale di Narni, è stata aperta l’inchiesta diocesana per la sua Causa di Beatificazione.
Parlando di loro, tratteggiandone i tratti caratteriali e riportandone frasi, aneddoti ed episodi, i genitori di Gilda e la madre di Marianna hanno testimoniato non solo che la più terribile delle prove della vita possa essere affrontata e superata con la fede e nella prospettiva della vita eterna; ma soprattutto che vivere una vita autenticamente cristiana in famiglia oggi è ancora possibile, attraente e bello e che spesso sono i più giovani a dare i maggiori insegnamenti agli adulti.
A completamento della serata – alternata da brevi momenti di riflessione e dialogo per le singole coppie di sposi – tutti i presenti si sono trasferiti nella basilica salesiana del Sacro Cuore, dove, guidati dal parroco, don Javier Ortiz, hanno ripetuto alcuni gesti del rito del Battesimo, per rinnovare la memoria di quel sacramento che introduce ogni fedele alla vita eterna in Cristo.






