A cura di Rossano Sala – Riccardo Pincerato – Giancarlo De Nicolò
Era da tempo che sognavamo di occuparci in presa diretta dell’incaricato diocesano di pastorale giovanile. Si tratta di una figura che dagli anni ’90 è sostanzialmente presente in ogni Diocesi italiana. In realtà però non abbiamo mai preso in considerazione la sua identità e missione, ovvero il suo profilo in forma critica e costruttiva.
Il debito ora è estinto attraverso questo Dossier che cerca di mettere in campo le forze migliori che abbiamo a disposizione per qualificare questa proposta, che speriamo sia un utile arsenale a cui ogni buon incaricato di pastorale giovanile possa attingere come strumento di formazione, verifica e rilancio della sua missione.
Il Dossier è composto di tre parti: una storica, una sistematica e una attualizzante.
1. La prima ricostruisce il percorso storico della pastorale giovanile e dei suoi incaricati in forma dialogata, attraverso il confronto con i quattro Direttori del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della Conferenza Episcopale Italiana che si sono succeduti finora: mons. Domenico Sigalini, mons. Paolo Giulietti, mons. Niccolò Anselmi e don Michele Falabretti. Attraverso le interviste si snoda non solo un percorso storico, ma anche le istanze prioritarie e i nodi critici che hanno caratterizzato questi ultimi trent’anni.
2. La seconda parte è fondativa. Ha il compito importante di tratteggiare con chiarezza e ordine gli elementi fondamentali che dovrebbero caratterizzare un buon incaricato diocesano di pastorale giovanile. In tre passaggi – dedicati rispettivamente all’orizzonte di riferimento, all’istanza della corresponsabilità e alla coerenza operativa – vengono delineate le competenze, le virtù e le abilità necessarie per svolgere con profondità di pensiero, capacità di collaborazione e operatività coerente questo incarico nella propria Diocesi.
3. La terza parte è una raccolta di sei buone pratiche che si riferiscono alle tre aree di lavoro delineate nella seconda parte. Alcune Diocesi hanno condiviso alcune loro prassi in riferimento alla conoscenza e al protagonismo dei giovani, al lavoro in équipe e alla disponibilità a fare rete e squadra, alla presenza profetica nel mondo digitale, all’educazione integrale delle persone. Ciò ci porta verso un orizzonte di formazione e di azione comune, legato ad alcune sinergie che oggi non possono più mancare.
Osiamo anche dire di più, ovvero che quello che si dice dell’incaricato diocesano di pastorale giovanile vale in realtà per la pastorale giovanile stessa, perché in molti sensi il Dossier tratteggia nel suo insieme la fisionomia complessiva dell’azione di pastorale giovanile per il nostro tempo, indicando condizioni di esercizio, traiettorie possibili ed esempi positivi.
Emerge anche dal Dossier che la questione formativa è la più radicale e decisiva. La formazione di base non è né sufficiente né adeguata per fornire strumenti essenziali per l’esercizio di un ministero ecclesiale specifico, complesso e articolato come quello legato alla pastorale giovanile. Bisognerà escogitare con creatività spazi e tempi nuovi per formare presbiteri, laici e consacrati a questo ministero nella Chiesa.
Infine è interessante che NPG, che di solito parla “di” pastorale giovanile, in questo Dossier parla direttamente “alla” pastorale giovanile. Questo Dossier per molti aspetti provoca la pastorale giovanile in quanto tale, perché la invita ad una sana e seria verifica. Di certo incoraggia gli attuali incaricati diocesani attraverso tanti stimoli, ed è talvolta pungente perché vuole far crescere tutti in una direzione generativa e feconda.





