Nella mattinata di domenica 18 gennaio 2026, nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino-Valdocco, la Famiglia Salesiana si è raccolta per la Celebrazione Eucaristica conclusiva delle XLIV Giornate di Spiritualità, presieduta dal Rettor Maggiore, don Fabio Attard. Un momento fondamentale profondamente significativo del cammino vissuto, nel quale l’ascolto della Parola e la comunione eucaristica hanno offerto la chiave spirituale di sintesi e discernimento, accompagnando i partecipanti verso le successive tappe del programma.
L’Eucaristia, cuore e sintesi del cammino
Nel clima orante della Basilica, gremita di membri dei diversi gruppi della Famiglia Salesiana provenienti da tutto il mondo, la celebrazione conclusiva si è presentata come cuore e sintesi dell’esperienza vissuta. L’Eucaristia ha ricondotto alla fonte ogni riflessione, incontro e testimonianza, offrendo a tutti l’occasione di rinnovare la propria disponibilità al Signore e alla missione educativa e pastorale affidata da Don Bosco alla sua Famiglia.
“Servire”: forma concreta del discepolato cristiano
Nell’omelia il Rettor Maggiore ha guidato l’assemblea in una profonda meditazione sulla dimensione del servizio come forma essenziale del discepolato cristiano in piena sintonia con la Strenna 2026: “Fate quello che vi dirà”. A partire dalle letture domenicali, don Fabio Attard ha sottolineato come il servizio non sia un’aggiunta opzionale alla vocazione cristiana, ma il suo cuore pulsante, il luogo in cui la fede prende carne e diventa testimonianza credibile.
Richiamando il profeta Isaia, san Paolo, il Salmo responsoriale e la figura di Giovanni Battista, il Rettor Maggiore ha evidenziato come l’identità del credente nasca dall’essere chiamati e scelti per una vita donata. Il servizio, ha affermato, non nasce da sforzo morale o da senso di colpa, ma da un incontro autentico con l’amore di Dio, che libera il cuore e lo rende capace di dire con verità: «Eccomi, vengo per fare la tua volontà».
Servire come espressione di fede autentica
Al centro dell’omelia è emersa con forza l’idea che una fede autentica si riconosce dal servizio concreto, vissuto con gratuità e senza ricerca di protagonismo. Quando il servizio è vissuto nello stile del Vangelo, diventa contagioso, genera libertà e apre strade nuove anche per gli altri. In un mondo segnato da solitudine, indifferenza e competizione, il servizio cristiano appare così come gesto profetico, capace di restituire dignità alla persona e di costruire comunità fondate sulla fraternità.
“Fate quello che vi dirà”: una consegna per il futuro
Nella parte conclusiva don Fabio Attard ha richiamato con forza le parole di Maria alle nozze di Cana: «Fate quello che vi dirà», presentandole come programma di vita e di missione per tutta la Famiglia Salesiana. Accogliere i segni dei tempi, radicarsi profondamente in Cristo, vivere la chiamata con libertà interiore e servire con gioia e generosità: questi i passaggi indicati come via concreta per incarnare la Strenna 2026 nella vita personale e comunitaria.
Mandati nel mondo con Maria Ausiliatrice
La celebrazione si è conclusa in un clima di gratitudine e di rinnovato slancio missionario. Affidati a Maria Ausiliatrice, i partecipanti hanno ricevuto un mandato silenzioso ma eloquente: tornare nei propri contesti come discepoli-servitori, portatori di speranza, di vicinanza e di amore educativo, soprattutto verso i giovani più poveri e fragili.






