Dal 31 maggio al 2 giugno 2026, il Riva Marina Resort di Brindisi si è trasformato nel cuore pulsante della riflessione ecclesiale italiana grazie al XXIX Convegno Nazionale di Pastorale Giovanile. Guidati dal mandato biblico “Va’ e accostati” (At 8,29), centinaia di incaricati diocesani, religiosi, responsabili di associazioni e movimenti si sono ritrovati per tracciare le rotte dell’evangelizzazione in un’epoca di profondi mutamenti. Non si è trattato di un semplice aggiornamento organizzativo, ma di un intenso esercizio di discernimento per rispondere al “grido” di una generazione definita “fragile e sola”, ma allo stesso tempo lucida e profondamente affamata di senso.
Il cammino si è aperto con la lectio del priore di Bose Sabino Chialà sull’incontro tra Filippo e l’eunuco, offrendo subito la cifra spirituale dell’evento: l’evangelizzazione avviene spesso nel “deserto”, lungo strade incerte, avvicinandosi a chi è in ricerca senza imporre sistemi di idee, ma offrendo l’incontro con una persona, Gesù. Interessante è stata la presentazione da parte del servizio di PG della Puglia insieme alla dottoressa Bignardi della ricerca sulla domanda di Dio dei giovani nella regione.
Questa prospettiva di discesa nella realtà si è concretizzata la mattina del secondo giorno, dedicata interamente ai tavoli di lavoro e di progettazione condivisa su alcuni ambiti e con alcuni relatori incaricati: Digitale (Roberta Carta); Famiglia, relazioni e vita affettiva (Gaia De Vecchi); Liturgia (don Luca Corona); Vocazione (don Michele Gianola); Impegno sociale e politico (Alice Manoni); Scuola e Università (Caterina Magnolo); Oratorio e Comunità cristiana (don Giuseppe Russo); Lavoro (don Bruno Bignami); Sport e tempo libero (don Riccardo Cavallazzi); Sofferenza e fallimento (don Massimo Angelelli). I partecipanti sono stati chiamati ad abbandonare le “domande false” della vecchia pastorale (es. cosa organizziamo? come li intratteniamo?) per concentrarsi sulle “domande vere” (es. cosa trasformiamo? che relazione sto creando?). I facilitatori hanno guidato l’analisi su cinque leve fondamentali per l’annuncio: la Relazione (che crea sicurezza), l’Esperienza (che apre domande), la Parola (che illumina), il Rito (che fissa la memoria) e la Comunità (che accoglie il processo).
In questo delicato lavoro di “sartoria pastorale”, il contributo della Famiglia Salesiana si è rivelato prezioso e radicato: hanno partecipato per i Salesiani don Elio Cesari, don Giuseppe Russo, don Mauro Mergola oltre alle FMA e ai Salesiani Cooperatori. Il carisma di don Bosco ha animato direttamente i gruppi: don Giuseppe Russo ha messo a disposizione la sua esperienza come relatore per il tavolo “Oratorio e Comunità cristiana”. Proprio sul tema dell’oratorio, la presenza salesiana all’interno del tavolo nazionale CEI (insieme alle FMA, ODL, ANSPI, NOI e CSI) sta aiutando a mettere a fuoco una grande sfida: superare la “deriva del contenitore” per far tornare l’oratorio a essere “bottega e villaggio”, pensando a come proseguire l’esperienza del FOI, a partire da un prossimo evento sull’oratorio in Italia. Una vera e propria scelta teologica in cui “si educa evangelizzando e si evangelizza educando”, rendendo i giovani protagonisti e non meri “ospiti” da intrattenere.
La mattinata conclusiva del Convegno ha spalancato le porte sul futuro (“Sguardi sul futuro”), offrendo una densa carrellata di spunti per i prossimi anni. Si è posta attenzione sulle dinamiche europee (Francia e Germania in primis), evidenziando un sorprendente aumento dei battesimi giovanili che richiede alla PG di assumere un volto più esplicitamente “catecumenale e missionario”. A seguire, don Bruno Bignami ha tracciato il passaggio storico dal Progetto Policoro (che chiude dopo trent’anni) al nuovo GenerAzioni in Rete, che concentrerà l’impegno dei giovani in tre ambiti vitali per il Paese: aree interne, formazione sociopolitica, e startup legate ai beni ecclesiastici.
Di grandissimo impatto è stata la restituzione della ricerca curata dall’Istituto Toniolo sul Giubileo dei Giovani. Il prof. Fabio Introini e don Giordano Goccini hanno descritto l’impatto di una generazione che ha decretato la “morte” del Dio puramente normativo e giudicante, per cercare un Dio che offra rassicurazione e senso. I dati hanno rivelato che i giovani vivono il sacramento della confessione con sentimenti di “serenità, fiducia e gioia”, chiedendo ai sacerdoti non di fare da “intermediari” lontani, ma di essere compagni capaci di prendere per mano. Lo sguardo si è poi rivolto all’Oriente, con le prime coordinate per la GMG di Seoul 2027 (“Coraggio, Io ho vinto il mondo”), per la quale sarà cruciale una preparazione culturale approfondita, necessaria per incontrare una società fortemente strutturata su gerarchie e prestazioni, e portare i tre pilastri di Verità, Amore e Pace.
Ma il vero vertice di senso del Convegno è arrivato con l’intervento finale, affidato a don Riccardo Pincerato. Raccogliendo i frutti dei giorni di lavoro, don Riccardo ha affrontato il rischio peggiore per la pastorale: trasformare tutto questo sforzo in una sterile “ingegneria” o in un correre sul tapis roulant. Cosa rende “verificabile” un progetto? Non certo i numeri di “quanti arrivano” o “quanti restano”, ma la santità. Riprendendo il magistero di Papa Francesco contro il neopelagianesimo, don Riccardo ha ricordato che la pastorale non è una “prestazione per sentirsi a posto” o ottenere qualcosa in cambio, ma è pura risposta allo scandalo gratuito del kerygma: noi operiamo perché ci scopriamo già amati.
Da qui l’immagine-consegna che i partecipanti hanno riportato a casa: diventare “i santi del passo indietro”. Come Filippo negli Atti degli Apostoli che, una volta annunciato Gesù, scompare per lasciare l’eunuco libero di proseguire il suo viaggio “pieno di gioia”, così il vero educatore cristiano non lega i giovani a sé in un rapporto di dipendenza per sentirsi necessario. La più alta forma di amore e santità pastorale è quella di “lasciar andare”, accettando di sparire per far sì che il giovane resti in piedi e cammini nella gioia, forte dell’annuncio ricevuto.






