Si è svolta giovedì 1 ottobre, a Calvenzano – Madonna del Bosco – l’inaugurazione della casa famiglia “Don Elia Comini”, sorta all’interno dell’immobile natale del sacerdote e destinata all’accoglienza di ragazze madri e donne in situazioni di fragilità.

L’evento si è svolto nel giorno dell’anniversario del martirio dei beati don Elia Comini (salesiano) e padre Martino Capelli (dehoniano), uccisi dalle truppe nazifasciste il 1° ottobre 1944 a Pioppe di Salvaro insieme a 44 compagni di prigionia. La giornata di celebrazioni si è aperta presso la Chiesa di Sant’Apollinare di Calvenzano con la concelebrazione eucaristica presieduta da padre Carlos Luis Suárez Codorniú, superiore generale dei Dehoniani.

Durante l’omelia, padre Suárez Codorniú ha richiamato l’eredità spirituale e l’impegno di don Comini verso il prossimo e i più fragili, sottolineando il valore ideale della nuova opera sociale con le parole di Don Bosco: “Questa è, certamente, un’opera di Dio”. Poi la comunità si è spostata nella vicina chiesa di Madonna del Bosco a Calvenzano per il taglio del nastro della casa famiglia, alla presenza dei rappresentanti degli enti promotori — la Comunità della missione di Don Bosco APS, i Salesiani Don Bosco Italia e il Comune di Vergato.

(foto di copertina: Ufficio stampa Comune di Vergato)

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