“Qualsiasi cosa vi dica, fatela” è il titolo dell’ultimo singolo del gruppo musicale DB Sons che ha voluto mettere in musica il messaggio della Strenna 2026 del Rettor Maggiore, Don Fabio Attard: “Fate quello che vi dirà.” Credenti, liberi per servire. Il brano, composto da Don Emanuele Geraci e Don Giuseppe Priolo, è stato realizzato in collaborazione con Roxy Studio, coinvolgendo i giovani di diverse realtà del MGS di Sicilia, diventando ancora una volta occasione di incontro, condivisione, servizio, Grazia: esperienza concreta dell’amore di Dio e della paternità di Don Bosco. È questa la missione dei DB Sons, che si fonda sulla profonda convinzione che l’arte, in particolare la musica, sia una porta spalancata sulla bellezza di Dio e insieme strumento per far emergere i talenti e le capacità di ogni ragazzo, doni nei quali questa bellezza si manifesta.
Riferimento della Strenna è proprio il brano del Vangelo delle nozze di Cana (Giovanni 2, 1-11), in cui, per usare un’espressione di Papa Benedetto XVI, nel suo libro Gesù di Nazaret, avviene “l’irruzione definitiva di Dio sulla terra”, nella storia umana, nella vita di ognuno di noi. Ed è di fronte a questo miracolo che ogni cristiano è chiamato ad accogliere la presenza di Dio nella sua esistenza, a riscoprirsi figlio amato e chiamato da quest’amore. Don Fabio Attard, in questo suo messaggio rivolto alla famiglia salesiana di tutto il mondo, indica quattro atteggiamenti, che incarnano lo spirito evangelico delle nozze di Cana, con i quali poter viver appieno la nostra relazione con Dio. Dobbiamo essere capaci di guardare ciò che attorno a noi succede, come Maria, saper ascoltare la voce di Dio che parla proprio negli eventi di ogni giorno e, a quel punto, scegliere di rispondere a quella chiamata, come i servi, con fiducia ma anche con libertà. Infine, tutto questo non può che tramutarsi nell’agire concreto, in servizio generoso, in amore ricambiato e testimoniato in ogni gesto.
Qualsiasi cosa vi dica, fatela, sono proprio le parole che Maria rivolge ai servi, che non hanno più vino, invitandoli ad affidarsi all’unico che può davvero operare miracoli nella nostra vita quando il fondo dei nostri otri rimane vuoto, Cristo. Non è un obbligo, non è un ordine, nemmeno una costrizione. È la forma più autentica della libertà cristiana, quella di riconoscere e scegliere il bene più grande, l’amore. Un amore che si è fatto carne per noi, per incontrare la nostra miseria e trasformarla, come l’acqua in vino, in possibilità di una vita nuova. È questo il messaggio più profondo che questo angelo ci vuole consegnare e che i DB Sons con il loro brano, il cui titolo è proprio l’invito materno di Maria, vogliono trasmettere, mostrando come quest’amore trasformante s’incarna interamente nel carisma salesiano.
Un cuore salesiano, infatti, è un cuore chiamato ad essere strumento di quella Grazia che opera nella vita di ogni giovane, perché tramite esso possa continuare ad avvenire quel miracolo di resurrezione che ridona la vita. Sì, perché è solo quell’amore che può trasformare i lupi in agnelli, come ci ricorda la canzone e come ci insegna il nostro caro Don Bosco, il cui sguardo era sempre rivolto al bene di ogni suo ragazzo. Ma tutto questo potrà avvenire solo se sapremo riconoscerci noi stessi come bisognosi per primi di quell’amore, lasciando che il Signore possa trasformare anche il nostro niente come vuole lui, per essere a nostra volta segni tangibili della Sua misericordia, soprattutto per i giovani che Egli ci affida.
Signore prendi me e fa ciò che vuoi… e così sia.






