Il cortile della Basilica del Sacro Cuore di Gesù al Castro Pretorio è diventato, al mattino di domenica 22 febbraio 2026, una fonte zampillante di gioia ed entusiasmo. Circa 1.200 persone – parrocchiani, pellegrini, Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, sacerdoti, seminaristi, famiglie e molti giovani – si sono riuniti per accogliere Papa Leone XIV nella parrocchia salesiana affidata ai Figli di Don Bosco.

Poco dopo le 8:15, il Santo Padre è entrato tra gli applausi. Quello che è seguito non è stata una processione formale, ma la presenza paterna di un pastore tra il suo popolo. Ha salutato personalmente centinaia di persone, una per una, benedicendo i bambini e soffermandosi con gli anziani e i malati. Molte persone hanno condiviso e offerto a Papa Leone ciò che avevano preparato con gioia e portato per lui con tanto amore. Una giovane coppia di fidanzati ha chiesto la benedizione per il loro imminente matrimonio; egli si è fermato e ha pregato per loro. Il volto sereno e sorridente di Papa Leone, il suo sguardo paziente e attento, i suoi gesti semplici erano profondamente umani e pastoralmente significativi, e hanno dato il tono all’intera visita.

La voce della parrocchia

Il benvenuto ufficiale è stato dato da due bambini del catechismo della parrocchia, che hanno parlato a nome dell’intera comunità. Con chiarezza e affetto, hanno ringraziato il Papa per la sua presenza e gli hanno assicurato le preghiere della comunità. Hanno descritto la sua visita come una grazia, specialmente nella I Domenica di Quaresima, tempo di rinnovamento e conversione.

Hanno sottolineato la vivace vita della parrocchia: la catechesi, la pastorale giovanile, le attività caritative, l’impegno delle famiglie e dei volontari e le numerose iniziative che rendono la Basilica una casa accogliente in un quartiere caratterizzato da un movimento costante e da reali bisogni umani.

“La gioia della nostra speranza”

Quando Papa Leone XIV ha parlato, le sue parole sono state semplici e luminose. “La domenica è il giorno della Resurrezione, la gioia della nostra speranza”, ha detto, ringraziando la comunità per il suo calore e la sua gioia. Anche nella Quaresima, ha ricordato loro, c’è fiducia e luce, perché “sappiamo che il Signore vuole accoglierci, vuole darci il benvenuto, proprio come questa parrocchia”.

«Com’è bello trovarci in un luogo dove tutti sono benvenuti». Riflettendo sul titolo Sacro Cuore, ha invitato i fedeli a riscoprirne il significato: un simbolo di amore, carità e generosità senza limiti. Guardando l’assemblea, composta da persone di molte nazionalità e provenienze diverse, ha parlato dell’unità e della fraternità rese possibili dalla misericordia di Cristo.

Ha salutato in modo particolare “i Salesiani e le Suore Salesiane”, ricordando la storia iniziata con Don Bosco e Papa Leone XIII – “il mio predecessore, che si chiamava anch’egli Leone”, ha aggiunto con un sorriso. Ma questo, ha insistito, non è solo storia ricordata. “Oggi stiamo facendo la storia – ha detto – perché anche oggi vogliamo vivere questa bella tradizione di servizio, di carità, di lavoro con i giovani”.

Il suo sguardo si è poi posato sui bambini riuniti davanti a lui: “Che bello vedere tutti questi bambini qui! Vivere la gioia della vita! E che bello è essere vivi, avere questo dono della vita che il Signore ci dà”.

Un cuore vivo nella città

Dopo la Messa, il Papa ha incontrato i membri della Comunità Educativo-Pastorale, ringraziandoli e incoraggiandoli per la loro dedizione nel rendere la parrocchia una testimonianza viva dell’amore del Cuore di Gesù.

In un quartiere vicino alla stazione Termini, dove ogni giorno passano migliaia di persone, la parrocchia salesiana continua ad essere lievito nella pasta, un porto di accoglienza e un segno di speranza. La presenza del Papa ha ribadito questa missione: essere, nel cuore di Roma, un cuore aperto a tutti.

Al termine della mattinata, il cortile è rimasto pieno di una rasserenante gioia. Molti hanno avuto l’opportunità di stringere la mano al Pontefice e hanno ricevuto la sua benedizione; molti altri hanno portato a casa il ricordo di un incontro ravvicinato. Per tutti è stata una domenica caratterizzata da vicinanza, semplicità e rinnovata energia missionaria, nel pieno dello spirito di Don Bosco.

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