Una delegazione delle Piattaforme Sociali Salesiane ha incontrato, il 13 ottobre a Madrid, il Segretario Generale degli Istituti Penitenziari, Ángel Luis Ortiz González. Hanno presentato il lavoro che la casa salesiana svolge con i giovani privati della libertà e hanno messo in evidenza le équipe educative che lo rendono possibile.

L’incontro si è svolto presso la sede del Segretariato Generale. Ángel Luis Ortiz, accompagnato da due membri del suo team, ha ricevuto:

  • Jota Llorente, Direttore Generale del Coordinamento Statale delle Piattaforme Sociali Salesiane
  • Ester Muñoz, Direttrice dell’Azione Sociale ed Educativa della “Fundación Don Bosco Salesianos Social”
  • Cristina Martínez, Responsabile dell’Azione Sociale ed Educativa della “FISAT Salesianos Social”
  • Roberto Trujillo, dell’area Sviluppo e Progettazione del Coordinamento

Una storia che inizia nelle carceri di Torino

Per i Salesiani, l’accompagnamento dei giovani in carcere non è un progetto come un altro: è al centro del loro carisma. Appena ordinato sacerdote, Don Bosco visitò le carceri di Torino con San Giuseppe Cafasso e trovò giovani rinchiusi insieme ad adulti, senza nessuno ad accoglierli al loro rilascio. Quell’esperienza plasmò il suo approccio all’educazione: prevenzione anziché repressione, e accompagnamento prima, durante e dopo la detenzione.

La delegazione ha spiegato che l’idea di Don Bosco rimane valida: tre persone su dieci private della libertà in Spagna hanno meno di 30 anni e necessitano di un sostegno pensato per la loro età, i loro tempi e la loro lingua.

Il messaggio centrale dell’incontro è stato, quindi, quello di riconoscere il lavoro di coloro che ogni giorno si dedicano a questa opera. Si tratta di educatori sociali, psicologi, assistenti sociali e volontari che frequentano i centri settimana dopo settimana. Conoscono ogni giovane per nome e sono ancora lì quando arriva il momento di andarsene.

Cosa fanno già le entità salesiane nelle carceri

La delegazione ha esaminato il lavoro che le organizzazioni stanno attualmente svolgendo in 13 carceri e centri di reinserimento sociale in Andalusia, nella Comunità Valenciana e nella Comunità di Madrid. Insieme, supportano quasi 600 persone sia all’interno degli istituti penitenziari, sia nel loro percorso di reinserimento sociale.

Fondazione Sociale Salesiana Don Bosco (Andalusia)

Dal 2019 opera nelle carceri con i giovani, concentrandosi sul loro inserimento lavorativo e sulle loro famiglie. È presente nel carcere di Córdoba, nel Centro di integrazione sociale “Carlos García Valdés” di Málaga, nel Centro di integrazione sociale “Evaristo Martín Nieto”, nel centro penitenziario “Puerto III” di Cadice e nel carcere di Jaén. Nel biennio 2025-2026 ha sostenuto 459 partecipanti attraverso molteplici programmi:

  • Rondó, per sviluppare le competenze socio-emotive dei giovani;
  • Reincorpora, che si occupa della sensibilizzazione delle aziende. Solo a Córdoba, ha fornito assistenza a 91 persone;
  • Rondó Familias, per mantenere il legame con la propria famiglia durante la pena detentiva;
  • Travesías, con percorsi di reinserimento sociale e lavorativo.

Inoltre, progetta attività ricreative in carcere insieme ai giovani detenuti e ha percorso il Cammino di Santiago con alcuni ragazzi con problemi legali. Il suo lavoro è stato riconosciuto con la Medaglia d’Argento al Merito Sociale nelle Carceri (Córdoba, 2025) e la Medaglia di Bronzo degli Istituti Penitenziari (Puerto III, 2026).

FISAT Salesianos Social (Comunità Valenciana)

Il suo impegno è iniziato nel 1986 con il Gruppo Martes, fondato dal sacerdote salesiano Ángel Tomás a Torrefiel per sostenere le famiglie colpite dalla tossicodipendenza da eroina. Dal 1993, un gruppo di volontari visita il carcere di Picassent due sabati al mese e nel 2005 ha iniziato a fornire supporto ai detenuti nella terza fase della loro pena presso il Centro di Integrazione Sociale di Valencia.

Si occupa inoltre di prevenzione delle ricadute e partecipa al “COEP-CV”, la rete di enti operanti nel settore penitenziario della Comunità Valenciana.

Pinardi (Comunità di Madrid)

La Federazione delle Piattaforme Sociali Pinardi sostiene il collocamento lavorativo presso il Centro di Integrazione Sociale “Victoria Kent” dal 2015 attraverso il programma “Reincorpora”. Con la sua iniziativa “Travesías”, è presente anche presso i Centri di Integrazione Sociale “Victoria Kent” e “Josefina Aldecoa”, nonché presso le carceri di Madrid II e Madrid IV.

Viaggi e un’uscita che si sta preparando all’interno

L’incontro è servito anche a presentare “Travesías”, il programma statale diretto dal Coordinamento Statale delle Piattaforme Sociali Salesiane e realizzato dalla Fondazione Don Bosco, dalla FISAT e dalla Federazione Pinardi delle Piattaforme Sociali. I risultati ottenuti hanno superato gli obiettivi prefissati e, pertanto, si è discusso della sua prosecuzione durante l’incontro.

La delegazione ha sottolineato un concetto chiave: la via d’uscita inizia dall’interno. Senza lavoro, alloggio o una rete di supporto, la libertà è fragile. Per questo è fondamentale mettere in contatto ogni persona con le risorse del proprio quartiere prima che arrivi quel momento: servizi sociali e per l’impiego, famiglia e comunità.

Le organizzazioni hanno offerto all’Istituto la loro esperienza salesiana con i giovani e le loro profonde radici nella comunità. Hanno inoltre messo a disposizione la loro capacità di fornire supporto attraverso permessi, programmi di semilibertà e reinserimento sociale, oltre ad alloggi protetti e collegamenti con il mondo del lavoro e la famiglia.

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