Il 23 marzo 2026, presso lo “Studium Theologicum Salesianum”, all’interno del monastero di Ratisbonne, si è svolto il seminario annuale organizzato dalla sezione di Gerusalemme della Facoltà di Teologia dell’Università Pontificia Salesiana, sul tema “Nicea a 1700: ricordare il concilio e rinnovare la fede”.

L’evento, come da tradizione della Facoltà, è stato caratterizzato dalla partecipazione di esponenti delle varie chiese di Gerusalemme riuniti per riflettere intorno all’importanza del Concilio come vincolo di unione delle comunità di cristiani, e ha visto la partecipazione dei vescovi William Shomali, Vicario per Gerusalemme e Palestina, e Giacinto Marcuzzo, Vescovo emerito del Patriarcato Latino di Gerusalemme.

Padre David M. Neuhaus SI, docente della Facoltà Teologica salesiana, ha sviluppato una relazione su Concilio, Credo e Canone. Ruolo di Nicea nello sviluppo del Canone Biblico, attraverso la lettura delle interazioni tra l’Imperatore Constantino, Eusebio di Cesarea e Atanasio di Alessandria, “attori particolarmente significativi in questa discussione” e in particolare sull’ordine di cinquanta Bibbie che Costantino richiese al vescovo Eusebio “da scrivere su pergamena preparata in modo leggibile, e in una forma comoda e portatile”.

L’archimandrita Christodoulos, abate del Monastero greco-ortodosso della Santa Croce di Gerusalemme, ha riflettuto su La visione spirituale di Nicea: culto, preghiera e confessione, concludendo il suo intervento affermando che “la grazia divina non permette che le membra di Cristo siano fatte a pezzi, ma chiama tutti all’unità sul fondamento dell’unica fede e all’interno della comune vita eucaristica della Chiesa”.

Marie-Armelle Beaulieu, caporedattrice di Terresainte.net ha presentato il contributo dei vescovi palestinesi presenti al Concilio – ben 18 – fornendo un’ampia veduta sulla chiesa palestinese del IV secolo d.C., soffermandosi in particolare su Macario di Gerusalemme, maggiore artefice della costruzione della basilica del Santo Sepolcro, venerato come santo sia in Oriente che in Occidente.

Il Canonico Richard Sewell, della Comunione Anglicana, affermando di voler portare “una prospettiva anglicana inclusiva” ha riflettuto su Nicea come fondamento dell’Unità dei Cristiani oggi affermando con decisione che “se qualcosa può salvarci, e la Chiesa tutta intera, dalla mancanza di fede che sono le nostre decisioni; quella è il documento fondativo dell’unità originale della Chiesa, che è proprio il credo niceno-costantinopolitano”.

A margine dell’evento ha avuto luogo la presentazione del volume Nicea I a 1700: ricordare il Concilio e rinnovare la fede, miscellanea curata dai proff. Vincent Bosco SDB, docente presso il Campus di Gerusalemme della Facoltà di Teologia dell’UPS; e Stanley Jayakumar Yesudass SDB, docente presso il “Don Bosco Theological Centre di Chennai”, in India. Il testo raccoglie contributi di una dozzina circa di studiosi che approfondiscono l’eredità del Concilio da diverse prospettive, ed è stato il frutto di un percorso di ricerca e collaborazione tra i due centri di studio e i loro docenti.

Oltre ai contenuti presentati e offerti durante il simposio, la stessa realizzazione dell’evento ha avuto un valore specifico in sé: “Nelle scorse settimane ci siamo domandati se fosse il caso di rimandare l’evento a tempi più sereni, ma poi ci siamo detti che forse oggi, nel mezzo di una situazione storica difficile e preoccupante, in mezzo a venti di guerra che puntano solo ad esasperare le divisioni, questo seminario avrebbe voluto essere il nostro semplice contributo per ricordare che per dare alle nostre comunità un futuro di pace è fondamentale partire da ciò che ci accumuna, guardando alle nostre radici comuni, e lasciando da parte, per un momento, gli elementi che sembrano dividerci” hanno spiegato i promotori dell’iniziativa.

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