Dal 5 all’8 febbraio l’Ispettoria salesiana di Calcutta ha accolto con gioia e gratitudine il Rettor Maggiore, Don Fabio Attard.

La visita del Rettor Maggiore ha raggiunto il suo gran finale domenica sera al Don Bosco Park Circus, Calcutta, con una solenne celebrazione eucaristica seguita da un ricco e vivace programma culturale, che ha concluso sia la visita del Rettor Maggiore sia le celebrazioni del Centenario della ispettoria.

Santa Eucaristia all’Auditorium Don Bosco

Alle 17.00, il Rettor Maggiore ha presieduto la Santa Eucaristia all’Auditorium Don Bosco, concelebrata dagli ispettori della Regione Asia Sud, insieme ai superiori di altre congregazioni religiose, ai salesiani, ai membri della Famiglia Salesiana, ai religiosi, ai sacerdoti, ai giovani delle parrocchie e a una grande folla di fedeli.

Nella sua omelia, ispirandosi al brano evangelico «Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo», il Rettor Maggiore ha riflettuto sull’identità e la responsabilità dei cristiani. Ha sottolineato che Gesù non invita i credenti a diventare sale e luce, ma dichiara ciò che essi già sono.

Invitando l’assemblea ad approfondire la consapevolezza di questa identità donata da Dio, il Rettor Maggiore ha ricordato che i cristiani non sono spettatori, ma partecipanti attivi al piano di Dio, chiamati ad essere operatori di pace, costruttori di comunità e testimoni di speranza. Ricordando il centenario della presenza salesiana a Calcutta, ha reso omaggio a coloro che li hanno preceduti, che hanno vissuto il Vangelo secondo il carisma di Don Bosco, essendo sale e luce nei loro contesti.

Ha, inoltre, sottolineato che, mentre questa identità è un dono gratuito di Dio, ciò che se ne fa diventa una questione di libertà e responsabilità. Riferendosi alla vita stessa di Don Bosco, segnata dalla povertà ma sostenuta dalla fede e dalla determinazione, il Rettor Maggiore ha evidenziato come la grazia, quando accolta con responsabilità, possa trasformare sia gli individui sia le società.

Invitando la Famiglia Salesiana a un rinnovato impegno, ha sottolineato che la missione oggi continua attraverso l’educazione, la cura pastorale, l’accompagnamento dei poveri e il servizio ai giovani senza distinzione di religione, casta o etnia. Concludendo la sua omelia, ha incoraggiato tutti i presenti a rimanere umilmente radicati nella loro identità, impegnati liberamente e responsabilmente, affinché la luce possa guidare e il sale possa dare sapore al mondo di oggi.

Programma culturale al campus Don Bosco

Alle 18.30, le celebrazioni sono proseguite al campus Don Bosco con un grande programma culturale, accuratamente curato per raccontare il viaggio secolare dei Salesiani attraverso la musica, la danza, la narrazione visiva e gesti simbolici di gratitudine.

Il programma si è aperto con un’introduzione seguita dall’inno del Centenario, che ha dato il tono di ringraziamento e speranza. Don Joseph Pauria, l’ispettore uscente, ha poi pronunciato alcune parole di benvenuto, dopo di che una danza culturale bengalese ha accolto calorosamente il Rettor Maggiore e gli ospiti illustri.

Rivolgendosi ai presenti, il Rettor Maggiore ha condiviso un messaggio sincero, sottolineando come le presentazioni riflettessero il modo silenzioso ma potente con cui il carisma salesiano continua a dare frutti, spesso in modo nascosto e umile. Ha riconosciuto la collaborazione di innumerevoli salesiani e laici missionari che, ispirati dal Vangelo e dal carisma di Don Bosco, hanno lavorato instancabilmente per l’educazione e lo sviluppo integrale dei giovani.

Riflettendo sul contesto sociale in evoluzione, il Rettor Maggiore ha osservato che, sebbene il 2026 sia molto diverso dal 1926, i bisogni fondamentali dei giovani – istruzione, significato, dignità e speranza – rimangono immutati. La povertà, ha osservato, è diventata una realtà globale, intensificata dai conflitti, dagli sfollamenti e dalle disuguaglianze, rendendo la missione salesiana più attuale che mai.

Ha ribadito che la risposta della Famiglia Salesiana risiede nell’educazione integrale – educare la mente e il cuore, l’umano e lo spirituale – attraverso il Sistema Preventivo, caratterizzato da ragione, religione e amorevolezza. Servire i giovani, indipendentemente dal loro background, dalla loro religione o dalla loro condizione sociale, ha sottolineato, non è solo una missione, ma una responsabilità.

Concludendo il suo messaggio, il Rettor Maggiore ha espresso la speranza che quando le generazioni future guarderanno indietro al 2026, possano riconoscere che la Famiglia Salesiana di oggi ha ricevuto fedelmente il carisma, lo ha alimentato con speranza e gli ha permesso di crescere attraverso il servizio amorevole ai giovani.

Dopo le felicitazioni agli ospiti sul palco da parte di don Joseph Pauria e don Sunil Kerketta, la parte culturale è proseguita con una vivace esibizione di danza Adivasi della parrocchia Don Bosco Liluah, che riflette il profondo impegno dell’ispettoria nei confronti delle comunità indigene e dell’inclusione culturale.

La serata si è conclusa con un sentito ringraziamento proposto da don Sunil Kerketta, il nuovo ispettore, seguito da una ventina vibrante esibizione della banda degli ex allievi del Don Bosco Park Circus, che ha portato le celebrazioni a una gioiosa conclusione.

Il programma si è concluso in un’atmosfera di gioia, gratitudine e rinnovato impegno, segnando una degna conclusione  alla visita del Rettor Maggiore e alle celebrazioni del Centenario della ispettoria Salesiana di Calcutta, mentre l’ispettoria guarda con speranza ai prossimi cento anni di servizio ai giovani.

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