In un tempo segnato dalla guerra, la visita del Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile della Congregazione Salesiana, don Rafael Bejarano, alla Visitatoria di rito bizantino in Ucraina ha assunto un profondo significato spirituale ed educativo. La sua presenza si è fatta segno tangibile della vicinanza del Rettor Maggiore e del Consiglio Generale, portando sostegno, incoraggiamento e comunione ai salesiani che, con dedizione, continuano la loro missione accanto ai giovani, specialmente ai più poveri e vulnerabili, e alla popolazione provata dalla guerra, secondo lo spirito di Don Bosco e il carisma salesiano.
Ad accompagnare don Bejarano erano il Superiore della Visitatoria, don Mychailo Chaban, e il Delegato per la Pastorale Giovanile della Visitatoria, don Anatoliy Hetsyanyn.
Un incontro vivo con i giovani
La visita ha avuto inizio presso il Centro di Formazione Professionale “Don Bosco”, dove il Direttore, don Andriy Bodnar, ha accolto l’ospite con grande cordialità. Don Bejarano si è rivolto agli studenti in un clima di entusiasmo, gioia e sincera apertura e nel suo intervento ha offerto una riflessione profonda e coinvolgente, ispirata al brano evangelico della vedova di Nain (Lc 7,11-17), mettendo in luce come la missione educativa salesiana sia chiamata a “ridare vita” ai giovani, specialmente a quelli segnati dalla sofferenza, aiutandoli a riscoprire la propria dignità, a coltivare i loro sogni e a diventare protagonisti responsabili del proprio futuro.
Questo spirito di dialogo, ascolto e vicinanza è proseguito anche durante l’incontro con gli studenti del campus presso la comunità salesiana “Maria Ausiliatrice”. Lì il Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile ha sottolineato quanto il periodo della vita in comune con gli altri sia un luogo privilegiato di crescita umana e cristiana e ha invitato i giovani a costruire relazioni autentiche, fondate sulla fiducia e sul rispetto reciproco, e a camminare insieme nella fede, sostenendosi gli uni gli altri come in una vera famiglia.
Successivamente, si è radunato con i giovani dell’oratorio “San Domenico Savio”, il primo oratorio salesiano a Leopoli, e poi con i giovani del Movimento Giovanile Salesiano (MGS), partecipando anche ai lavori del Consiglio MGS.
Un momento particolarmente significativo si è svolto anche presso il ginnasio “Sheptytskyi”, con l’incontro con gli allievi della scuola. Don Bejarano ha sottolineato che l’educazione, nello spirito di Don Bosco, nasce innanzitutto dall’incontro, dall’ascolto reciproco e dalla fiducia nel cuore dei ragazzi; e, richiamandosi al carisma di san Giovanni Bosco, ha ricordato che solo attraverso un’educazione integrale, capace di toccare il cuore oltre che la mente, è possibile trasformare il mondo e costruire una società più giusta e fraterna. Così ha incoraggiato i giovani a non smettere di cercare il senso profondo della propria vita, a custodire la luce della speranza anche nelle difficoltà e a riconoscersi protagonisti responsabili del futuro del proprio Paese, soprattutto in un tempo così delicato.
Merita di essere sottolineato che ai diversi incontri hanno preso parte anche rappresentanti della pastorale giovanile della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina: don Roman Demush, viceresponsabile della Commissione per la Pastorale Giovanile della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, e don Orest Yelizarov, responsabile della Commissione per la pastorale giovanile dell’Arcieparchia di Leopoli della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, con i quali i Salesiani collaborano strettamente.
La fede celebrata: liturgia e comunione
Elemento centrale della visita è stata la condivisione delle celebrazioni liturgiche, cuore della vita cristiana e fonte della missione salesiana.
Durante la Divina Liturgia in rito bizantino-ucraino, celebrata nella Chiesa della Protezione della Santissima Madre di Dio, il Consigliere Generale ha espresso la sua sincera vicinanza al popolo ucraino, assicurando la preghiera costante della Congregazione Salesiana e trasmettendo il saluto e la paterna vicinanza del Rettor Maggiore, Don Fabio Attard.
Nell’omelia, prendendo spunto dal Vangelo della terza domenica di Pasqua nel rito bizantino, che narra delle donne che all’alba si recano al sepolcro portando aromi per ungere il corpo di Gesù, (Mc 15,43–47; 16,1–8), don Bejarano, ha ricordato come Dio continui ad agire anche nei momenti più difficili, quando sembra che non ci sia spazio per la speranza. “Anche nelle difficoltà e nelle prove, il Signore pone e fa crescere nei nostri cuori qualcosa di nuovo, seme di speranza e di Risurrezione”.
Un altro momento significativo è stato vissuto nella celebrazione insieme ai giovani della squadra di calcio dell’“FC Pokrova Lviv”, che sono stati esortati ad interrogarsi sulla profondità del proprio cuore e sulla propria relazione personale con Dio.
Durante la sua visita il Consigliere Generale ha anche guidato il ritiro per i confratelli della Visitatoria, che si è concluso con la Celebrazione Eucaristica, e ha sottolineato che, pur nella diversità dei percorsi di vita, è proprio nell’Eucaristia che si costruisce una vera comunione.
Vicinanza concreta: tra sofferenza e rinascita
La visita è stata arricchita anche da momenti di forte impatto umano, nei quali la vicinanza si è fatta incontro reale con storie segnate dal dolore, ma illuminate dalla speranza.
Toccante è stato l’incontro con la squadra di calcio “Pokrova AMP Football”, composta da giovani ex militari che hanno perso gli arti a causa della guerra. I giocatori hanno condiviso con grande dignità e coraggio le loro esperienze di rinascita attraverso lo sport, testimoniando una forza interiore capace di trasformare la sofferenza in un nuovo inizio.
Profondamente colpito da queste testimonianze, don Bejarano ha espresso sincera ammirazione per il loro esempio di resilienza e speranza, manifestando al contempo il suo impegno a far conoscere e sostenere questa realtà anche a livello internazionale.
Inoltre, a Vynnyky, accompagnato dal Direttore della casa salesiana, don Hryhorii Shved, il Consigliere Generale ha visitato il “Superhumans Center”, centro di riferimento per la cura e la riabilitazione dei traumi di guerra, attivo dal 2022 e specializzato in protesi, chirurgia ricostruttiva, riabilitazione e supporto psicologico per adulti e bambini colpiti dalla guerra. Qui ha potuto incontrare da vicino la sofferenza di persone ferite e mutilate dalla guerra, realtà con cui la comunità salesiana locale di Vynnyky collabora strettamente.
Durante la visita a Vynnyky ha conosciuto i diversi ambiti dell’opera salesiana: l’oratorio e centro giovanile, la casa-famiglia per minori, la scuola socio-sportiva della Fondazione “Real Madrid” e altri servizi nati in risposta all’emergenza della guerra in quanto fin dall’inizio del conflitto, i salesiani di Vynnyky hanno accolto famiglie di sfollati interni e continuano a ospitare anche giovani militari ed ex militari feriti e traumatizzati, insieme alle loro famiglie, che si recano periodicamente al “Superhumans Center” per le cure.
Ancora, significativa è stato la visita al campus modulare “Mariapolis” per gli sfollati interni della guerra. Accompagnato da don Andrii Platosh, che vi svolge il suo servizio, don Bejarano ha potuto conoscere e toccare con mano la realtà in cui sono accolte circa mille persone, le cui storie personali sono segnate dalla sofferenza causata dalla guerra.
La struttura è stata realizzata appositamente dal Comune di Leopoli, e i salesiani vi collaborano sin dal 2022, stando accanto a chi è più bisognoso. All’interno del campus è attiva anche la cucina salesiana a favore di 360 persone tra le più vulnerabili del campus (fino a giugno 2025 erano circa mille!). Don Bejarano ha sottolineato come questo apostolato salesiano in mezzo le persone colpite dalla guerra sia espressione concreta dei valori della solidarietà e della presenza accanto a chi soffre, e rappresenta un autentico ambito sociale della missione salesiana.
Insieme a questi servizi nati in tempo di guerra, i salesiani periodicamente mandano del pane della loro panetteria di Leopoli, insieme con interi tir di viveri, alla gente che rimasta nelle zone di battaglia.
Commovente è stata la visita al cimitero municipale della città, dove riposano i caduti della guerra in corso, in maggioranza giovani, tra cui anche alcuni exallievi salesiani. Don Bejarano, insieme ai suoi confratelli, ha preso parte a una preghiera in suffragio dei defunti, affidando al Signore coloro che hanno donato la propria vita per gli altri.
Educare come famiglia: la casa-famiglia “Pokrova”
Nel corso della visita, don Bejarano ha incontrato i bambini e i ragazzi della casa-famiglia “Pokrova”, giovani provenienti da situazioni di difficoltà e segnati, in molti casi, dall’esperienza dell’orfanezza. L’incontro si è svolto in un clima di gioia e familiarità: i ragazzi hanno offerto uno spettacolo ricco di significato, capace di intrecciare cultura, fede e le esperienze vissute nel tempo della guerra.
Nel suo messaggio finale, il Consigliere Generale ha invitato i giovani a vivere con gioia e fiducia il cammino quotidiano, ricordando che la santità si costruisce nelle piccole cose di ogni giorno. Ha incoraggiato ciascuno a scoprire il proprio valore e a credere che, anche attraverso gesti semplici, è possibile dare senso pieno alla propria vita, camminando insieme come in una vera famiglia.
Formazione e missione condivisa
Significativo è stato l’incontro formativo con gli educatori, insieme ai salesiani impegnati nelle opere educative di Leopoli. Si è trattato di un tempo prezioso di riflessione, confronto e comunione, vissuto nello spirito della missione condivisa.
Nella circostanza don Bejarano ha ricordato che la missione salesiana non si riduce all’organizzazione di attività, ma trova il suo cuore nella testimonianza viva della fede nella quotidianità. Ha sottolineato l’importanza della comunità educativo-pastorale come spazio di corresponsabilità tra laici e consacrati, chiamati insieme ad accompagnare i giovani nel loro cammino di crescita, aiutandoli a scoprire la propria vocazione e il progetto di Dio sulla loro vita.
Un segno di speranza per il futuro
La visita di don Bejarano ha lasciato un segno profondo in tutte le realtà incontrate. È stata un’esperienza di autentica animazione, sostegno e incoraggiamento per la Visitatoria in Ucraina. Attraverso parole, gesti e momenti di sincera condivisione, è emerso con chiarezza un messaggio di speranza: anche nelle situazioni più difficili è possibile costruire il futuro.
Don Bejarano, parlando ai confratelli, ha sottolineato come la Visitatoria sia attiva in tutti i principali ambiti dell’apostolato salesiano, ad eccezione del settore universitario, evidenziando al contempo la capacità dei salesiani in Ucraina di rispondere con prontezza, flessibilità e spirito di adattamento alle sfide odierne. Ha inoltre messo in luce la loro disponibilità ad aprire nuovi cantieri di servizio educativo-pastorale e sociale, per offrire risposte concrete ai bisogni dei giovani e della popolazione in questo tempo di prova.
La presenza dei salesiani e di tutta la Famiglia Salesiana accanto ai giovani in Ucraina martoriata dalla guerra continua ad essere un raggio di speranza, capace di sostenere, educare e accompagnare verso un futuro nuovo, fondato sulla fede, sulla solidarietà e sull’amore, nella fiduciosa attesa che presto giunga una pace giusta e duratura.






