In Italia 1.136.000 bambini e adolescenti vivono in povertà assoluta, il 12,5% dei minori residenti: più di uno su otto. È il dato allarmante che emerge dal rapporto ISTAT sulla povertà in Italia nel 2025, pubblicato il 15 ottobre. Una condizione che non riguarda soltanto i bisogni materiali, ma rischia di compromettere le opportunità educative e il futuro delle nuove generazioni.
Salesiani per il sociale, rete associativa nazionale impegnata nella tutela dei minori e nel contrasto alla povertà educativa, richiama le istituzioni alla necessità di interventi strutturali che uniscano sostegno economico alle famiglie, accesso ai servizi educativi e accompagnamento dei giovani verso l’autonomia.
«In Italia oltre un milione di minori vive in povertà assoluta. È un’ipoteca sul futuro del Paese: quando un bambino rinuncia a un libro, allo sport o a un percorso di studio per ragioni economiche, perdiamo tutti», dichiara don Francesco Preite, presidente nazionale di Salesiani per il sociale. «Questi dati chiedono scelte politiche precise: sostenere il reddito delle famiglie, rendere accessibili i servizi educativi, accompagnare i ragazzi fino alla formazione e al lavoro. La povertà si eredita anche attraverso le opportunità negate. È questa catena che dobbiamo spezzare».
I numeri ISTAT confermano la gravità delle disuguaglianze: oltre 656mila famiglie con minori vivono in povertà assoluta (11,2%), mentre nel Mezzogiorno l’incidenza della povertà minorile raggiunge il 15,2%. Il disagio coinvolge anche i giovani adulti: quasi 1,2 milioni di persone tra i 18 e i 34 anni sono in povertà assoluta, pari al 12,1% della fascia d’età. Una realtà che Salesiani per il sociale incontra quotidianamente attraverso oltre 600 realtà territoriali in tutta Italia, 112 servizi socioeducativi, tra cui 30 Case famiglia e 46 Centri diurni, raggiungendo ogni anno più di 200mila beneficiari. Una rete di accoglienza, protezione e accompagnamento educativo che opera soprattutto accanto ai minori e ai giovani più vulnerabili.
«Nelle nostre opere incontriamo giovani che hanno capacità e desideri, ma partono con troppi ostacoli. Il loro impegno ha bisogno di scuole, educatori e servizi presenti, soprattutto nei territori più fragili», sottolinea don Francesco Preite.
Per Salesiani per il sociale, contrastare la povertà minorile significa fare dell’educazione una priorità delle politiche pubbliche, rafforzando la collaborazione tra istituzioni e Terzo settore e garantendo continuità agli interventi.
«Serve un investimento stabile, costruito insieme da istituzioni e Terzo settore. Il futuro di un ragazzo non può dipendere dal reddito dei genitori o dal quartiere in cui nasce. Garantirgli la possibilità di scegliere la propria strada è una responsabilità pubblica che non possiamo rinviare», conclude don Francesco Preite.






