Roma (Italia). Il 5 agosto è per l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) una data profondamente evocativa: richiama le origini, riaccende la bellezza del carisma salesiano e rinnova la responsabilità dell’agire nella storia. È una ricorrenza molto sentita e ogni FMA, in un clima di festa, avverte la gioia e la responsabilità della propria vocazione, della missione educativa e spirituale affidata alla Congregazione e a ciascuna comunità educante, in questo tempo complesso, carico di preoccupazioni ma anche di speranza e attesa, un tempo nuovo che interpella e sfida.

Come ogni anno, la Madre Generale, Suor Chiara Cazzuola raggiunge le FMA e le Comunità Educanti con un messaggio che esprime augurio e vicinanza, diventando un ponte che unisce passato, presente e futuro, e creando un senso di comunione che attraversa tutto l’Istituto. Quest’anno il messaggio si apre con una parola di affetto e preghiera, rivolta in particolare alle comunità che vivono situazioni di guerra, persecuzione, calamità naturali e precarietà: un’espressione di vicinanza che accompagna tutto il testo.

La Madre rievoca poi la storia delle origini dell’Istituto, sottolineando come sin dall’inizio si manifesti un autentico stile sinodale, inaugurato da don Bosco: uno stile fatto di ascolto, confronto e discernimento. Richiama l’episodio narrato nelle Memorie Biografiche: nel maggio 1871 don Bosco convocò il Capitolo dell’Oratorio per valutare la richiesta, avanzata da persone autorevoli e benefattori, di estendere alle ragazze il bene che si stava compiendo per i giovani. Fu un momento emblematico: don Bosco non decise da solo, ma chiese ai confratelli di riflettere, pregare, ascoltare. Ogni membro fu interpellato personalmente e il discernimento comunitario portò a una decisione unanime, che don Bosco riconobbe come volontà di Dio.

A questo percorso si aggiunse l’assenso del Santo Padre Pio IX, che confermò la bontà e l’urgenza di fondare un Istituto femminile animato dal carisma salesiano. Un passaggio che evidenzia la dimensione ecclesiale della nascita dell’Istituto: un’opera che nasce nella Chiesa, con la Chiesa e per la Chiesa.

Nel messaggio viene rievocato così l’incontro che don Bosco ebbe a Mornese (AL) con Maria Domenica Mazzarello: “Sette anni prima, l’8 ottobre del 1864, don Bosco era stato invitato da don Domenico Pestarino a Mornese e, proprio in quell’incontro, aveva fissato lo sguardo su una ragazza di 27 anni che si chiamava Maria Domenica Mazzarello (…). Don Bosco riconobbe in lei la capacità di assimilare con creatività, genialità e dinamismo il progetto educativo già sperimentato nell’Oratorio di Valdocco a Torino”.

Il 5 agosto 1872 questo “sogno” divenne realtà con la professione religiosa delle prime 15 FMA e la fondazione dell’Istituto. Maria Domenica fu la prima ad aderire per essere Figlia di Maria Ausiliatrice.

Nell’omelia di quel giorno, don Bosco affermò con convinzione che l’Istituto è una Famiglia religiosa “tutta di Maria”, voluta da lei nella Chiesa per l’educazione delle giovani e dei giovani. Questa verità è custodita nell’articolo 1 delle Costituzioni: “Per un dono dello Spirito Santo e con l’intervento diretto di Maria, san Giovanni Bosco ha fondato il nostro Istituto come risposta di salvezza alle attese profonde delle giovani”.

“Madre Mazzarello seppe interpretare il carisma salesiano con una impronta tipicamente femminile, fatta di dolcezza, pazienza, creatività e amabilità, vivendo con straordinaria saggezza e semplicità il progetto di un Istituto portatore di un carisma educativo al femminile”.

Guardando al presente, la Madre collega le origini dell’Istituto al cammino verso il Capitolo Generale XXV, il cui tema — «Beati voi…: con la forza profetica del carisma, missionarie di comunione insieme ai giovani» — è una chiamata a vivere “nella logica evangelica di uno stile di vita radicato e centrato su Gesù, Parola del Padre, e a camminare con più determinazione sulle orme di don Bosco e di madre Mazzarello, che hanno incarnato le Beatitudini nella trasparenza della loro vita e nella scelta radicale di Dio e dell’educazione delle giovani e dei giovani”.

Nel messaggio viene richiamato il desiderio delle comunità di dissetarsi alla sorgente del carisma, dono dello Spirito Santo alla Chiesa e alla Famiglia Salesiana, per portare a tutti lo stesso amore e la stessa passione missionaria dei santi fondatori. Questo desiderio viene collegato dalla Madre anche all’audacia missionaria delle origini, così ben espressa dalla figura di Suor Maria Troncatti, recentemente canonizzata. La testimonianza di Suor Maria Troncatti diventa un appello a una fedeltà coraggiosa e creativa, capace di raggiungere tutte le frontiere – vicine e lontane – le periferie spirituali ed esistenziali (direbbe Papa Francesco), di raggiungerle con e per i giovani, contribuendo alla costruzione della civiltà dell’amore.

Celebrare il 5 agosto significa rinnovare la gioia di appartenere a una Famiglia religiosa nata da un discernimento comunitario, confermata dalla Chiesa e guidata da Maria Ausiliatrice. Significa custodire lo spirito mornesino, fatto di sinodalità, missione e apertura al futuro.

La Madre conclude con un augurio che sintetizza l’identità dell’Istituto: vivere questo anniversario con gioia, fiducia e fedeltà allo spirito mornesino, sempre attuale perché sinodale e missionario, aperto al futuro e al servizio della Chiesa e della società di oggi.

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