Samba a Palazzo Madama. «Grazie ai Salesiani ho sperimentato il valore dell’accoglienza. E ho scelto di diventare mediatore culturale»

Samba Dieye è un ragazzo senegalese di 23 anni che studia Mediazione linguistica e culturale. Arrivato in Italia nel 2011 con il suo bagaglio di sogni – “volevo fare il calciatore”, dice -, viene accolto nella comunità salesiana per i minori di Sassari dove ha potuto imparare la lingua italiana per una migliore integrazione e proseguire gli studi fino all’università. Attualmente svolge il Servizio Civile Nazionale nella medesima comunità che lo ha accolto: «L’ho fatto principalmente perché sento il dovere di ricambiare in qualche modo ciò ho ricevuto perché nel mio Paese di origine si usa così».

In occasione della presentazione al Senato del bilancio delle attività svolte dal Garante per l’infanzia e l’adolescenza nell’anno 2017 in materia di diritti dell’infanzia con un focus particolare sul tema dei minori stranieri non accompagnati, Samba ha lasciato la sua testimonianza.

 

Riportiamo qui di seguito il testo integrale del suo intervento:

“Egregie senatrici ed egregi senatori, mi chiamo Samba, ho 23 anni e vengo dal Senegal. Sono arrivato in Italia nel 2011, avevo 16 anni e inseguivo sogno: diventare un calciatore. Dopo un breve passaggio a Milano mi sono trovato a Sassari, spaesato e senza documenti. Dal Servizio Sociale sono stato inserito in una comunità per minori salesiana. Su consiglio degli educatori ho ripreso il percorso di studi. Inizialmente sentivo paura, non conoscevo la lingua, la cultura e temevo di non essere accettato, allo stesso tempo però desideravo imparare l’italiano per poter comunicare e conoscere gli altri. Lo sport è stato per me uno strumento di integrazione potente: mi ha permesso di farmi conoscere per le mie abilità e il mio modo di stare sul campo, di farmi degli amici e di entrare in relazione con gli altri e pian piano imparare la lingua. In alcune occasioni ciò che mi ha ferito, e che mi ferisce ancora, è sentirmi visto non come persona, come individuo, ma come lo straniero parassita e nullafacente. Al tempo stesso ci sono persone da cui mi sono sentito accolto e percepito come uno di loro, e difeso da atteggiamenti razzisti. Il desiderio che ho maturato in questi anni, vivendo questa esperienza di difficile ma positiva integrazione, è stato di diventare mediatore culturale, per essere un confine tra due realtà che per conoscersi e apprezzarsi hanno bisogno semplicemente di comunicare tra loro e scambiare esperienze. Ed è per questo che dopo il diploma Esabac al liceo Linguistico, ho iniziato l’Università, dove frequento il primo anno della Facoltà di mediazione linguistica e culturale.”

 

Salesiani per il Sociale – Federazione SCS/CNOS è un’associazione non profit nata nel 1993 che da 25 anni crede nell’accoglienza, nell’accompagnamento, nell’educazione, nell’importanza dell’inclusione sociale dei giovani che nel nostro Paese vivono in condizioni di difficoltà e marginalità.

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