Il dialogo interreligioso in Marocco, tra condivisione e amicizia

Dal 29 dicembre 2017 il salesiano Cristobal Lopez Romero guida la diocesi di Rabat, in Marocco.

Per l’occasione, il re Mohammed VI che detiene anche il potere spirituale, aveva mandato il governatore locale in rappresentanza, mentre il Ministro per gli affari religiosi ha accolto padre Lopez con grande amabilità: questo testimonia «la volontà espressa dalle massime autorità del Marocco di mantenere buone relazioni con i cristiani», racconta l’arcivescovo salesiano.

Il Marocco conta 37 milioni di abitanti,  perlopiù di fede musulmana di rito malachia; i cristiani, invece, sono circa 30 mila tra la diocesi di Tangeri e quella di Rabat. Anche se non esiste ufficialmente un dialogo interreligioso, esso si esprime nella condivisione della quotidianità, nella collaborazione, nella scuola, nell’amicizia. Fra gli amici di fede islamica di padre Lopez vi è Rachid Makh Makh che svolge il ruolo di supervisore generale della locale scuola “Don Bosco” dove racconta di aver imparato «il senso della comunità, lo spirito di famiglia e la gioia nel lavoro».

 

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