In Colombia gli ex bambini soldato realizzano i loro sogni al centro “Ciudad Don Bosco”

L’opera di Don Bosco è arrivata in Colombia nel 1915 e da 15 anni è in azione un nuovo programma di protezione per i minori delle FARC, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, che reclutano bambini tra le loro fila. Giulio Golia ha incontrato padre Rafael Bejerano Rivera, sacerdote salesiano e direttore del centro “Ciudad Don Bosco” a Medellin. Sono ragazzi di 10, 12, 15 anni: “Ti legano a un palo, ti uccidono, ti sotterrano come un animale”, dice qualcuno; “Ti portano a scavare la tua fossa e ti sotterrano vivo”, dice qualcun altro.

Secondo le stime sono tra gli 8 e i 13 mila, tra ragazzi e ragazze, i giovani reclutati dalle Farc. Golia ha raccolto le loro storie: “Mi è cambiata la vita perché ho un’altra mentalità. Adesso penso diversamente, voglio andare avanti e realizzare i miei sogni, raggiungere i miei obiettivi. Non dobbiamo smettere di sognare, in alto, in grande”

I giovani, sotto la guida di padre Rafael e di diversi collaboratori, sono impegnati in un programma di recupero al centro “Ciudad Don Bosco”.

 

 

Per il documentario Alto el fuego sul progetto di riabilitazione e reinserimento sociale dei bambini soldato delle Farc clicca qui

 

Per servizio de Le Iene clicca qui

 

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