Papa Francesco in visita in Myanmar. Ad attenderlo anche i sacerdoti e i laici delle Missioni don Bosco

È la prima volta che un Pontefice romano giunge in Myanmar, ex Birmania. «Papa Francesco viene a spezzare il pane della pace sul Calvario dei conflitti», dice su Avvenire Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon, che rimasto orfano di padre all’età di due anni, fu affidato alla cura dei padri salesiani di Mandalay. In questo contesto è nata la sua vocazione sacerdotale.
I Salesiani giunsero a Mandalay – antica capitale del regno e ora nuovamente capitale politica del paese – nel 1939. Poi con il colpo di stato del 1962, tutti i missionari stranieri furono costretti ad abbandonare il paese. Solo don Fortunato Giacomin, sacerdote salesiano, poté rimanere grazie ad un permesso di soggiorno come insegnante. Assieme ai primi giovani salesiani locali ha tenuto vivo per anni il carisma di Don Bosco di cui padre Peter Myo Khin ne ha raccolto le redini. Padre Peter e gli altri salesiani, infatti, con assoluta devozione impegnano le loro giornate per gli ultimi, a cominciare dai malati di tumore e di Hiv, fornendo loro biancheria pulita e kit per l’igiene personale. Non manca poi l’impegno per i ragazzi di strada: stanno con loro, li trattano come amici e li accolgono in una casa famiglia.

 

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