Resoconto dell’incontro «L’Europa dei cittadini» Roma, 8 novembre 2017

Nel 2015 in un discorso del Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker sono state gettate le fondamenta per il Pilastro europeo dei diritti sociali. Il testo, dopo un complesso negoziato, verrà firmato il 17 novembre 2017 a Goteborg. L’obiettivo ambizioso del progetto è quello di avvicinare i cittadini all’Europa tale che ognuno possa “sentirsi a casa” in Europa come nel proprio Paese, mediante pari opportunità e accesso al mercato del lavoro.

Si è tenuto oggi 8 novembre 2017 al Palazzo Rospignosi a Roma un convegno che ha visto la compartecipazione dei cittadini (studenti, lavoratori, volontari del Servizio Civile Nazionale, tra cui i volontari del CNOS) per discutere insieme “dell’Europa dei cittadini insieme ai cittadini”, come chiosato dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Tra partecipanti alla tavola rotonda – oltre al già citato Ministro – Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti; Oscar Pasquali, capo della Segreteria Tecnica del MIUR; Ruth Paserman, Vicecapo di Gabinetto della Commissaria UE Marianne Thyssen; Luca Visentini, segretario generale della Confederazione europea dei sindacati.

Moncalvo ha precisato come l’Europa libera e unita abbia fornito benefici al settore agricolo con strumenti concreti.  Eliminare compartimenti stagni, grande potere politico che risiede nelle scelte dei singoli cittadini: questi sono alcuni punti essenziali del suo intervento.

Il Pilastro sociale consta in venti principi prioritari e Visentini ha però tenuto a precisare che il Pilastro da solo non può creare lavoro.

La  legge 107 del 2015, la cosiddetta Buona Scuola, prevede come punto essenziale il binomio istruzione e formazione. Pasquali ha ritenuto opportuno soffermarsi su questo concetto: non bastano le conoscenze acquisite nell’iter scolastico, c’è bisogno di formazione. E, in particolare, di formazione inclusiva che garantisce opportunità per tutti.

Molteplici le domande dei cittadini compartecipanti. Una studentessa, riallacciandosi al punto 6 del Pilastro sociale, ha chiesto cosa si intendesse per vita dignitosa. Ruth Paserman ha preso parola affermando che una vita dignitosa è una vita senza situazioni estreme di tensione e, dunque, con la possibilità di pagare l’affitto, riuscire a sostenere i bisogni essenziali della persona. Visentini, invece, è intervenuto affermando che una vita dignitosa è avere il diritto all’educazione, alla formazione, a un lavoro.

Una questione sicuramente interessate che è emersa è il concetto di identità. Esiste una identità europea? I cittadini si sentono europei? “Noi siamo molto di più di un trattato o una moneta”, ha affermato il Ministro Poletti. Una domanda legittima a questo punto, parafrasando Massimo d’Azeglio, sarebbe “s’è fatta l’Europa, e ora come si fanno gli europei?”.

La risposta, seppur ancora embrionale,  potrebbe essere l’ambizioso Pilastro Sociale.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *