La sensibilizzazione contro lo sfruttamento minorile viaggia sui social: la campagna promossa dal capo tribù Nana

Ad Adjena, un piccolo villaggio sulle sponde del Lago Volta, in Africa Occidentale, vive Nana Ayimedu Brempong III. Laureato in filosofia e antropologia e detective della polizia nazionale, Nana è principalmente un comunicatore che ha avviato una campagna d’informazione contro il traffico di esseri umani per lo sfruttamento del lavoro e sessuale dei minori attraverso trasmissioni radiofoniche, post su Facebook, messaggi su gruppi WhatsApp. I capi locali, infatti, non hanno adeguate competenze né gli strumenti necessari per affrontare da soli temi difficili come i diritti umani e la lotta ai traffici criminali in un Paese come il Ghana dove i bambini vengono venduti per fame. “Quando i leader tradizionali saranno stati educati a riconoscere e denunciare gli episodi di sfruttamento del lavoro minorile allora il fenomeno potrà finire. Non mi fermerò fino a che il traffico di esseri umani non sarà finito e ci riusciremo solo lavorando insieme”.  Queste sono le parole in una tavola rotonda svoltasi ad Accra sul tema “Traffico di esseri umani e immigrazione illegale”, a cui hanno preso parte i rappresentanti dell’Unione europea riuniti dal Vis-Volontariato Internazionale per lo Sviluppo e dai Salesiani di Don Bosco per il West Africa.

 

L’articolo completo sul sito dell’ AGI

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