VIS – “Io non discrimino”, dalle scuole italiane all’università di New York

Il VIS ha presentato all’università Hofstra di New York il progetto “Io non discrimino” in occasione della Shoot 4 Change New York Conference (S4C), una conferenza che riunisce fotografi e giornalisti per sensibilizzare l’impegno sociale attraverso mezzi di comunicazione audiovisivi.
“Io non discrimino” è un’iniziativa in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione rivolta agli studenti delle scuole superiori per promuovere un’adeguata conoscenza del fenomeno migratorio e prevenire ogni forma di discriminazione.
Il progetto può essere visto anche in realtà aumentata utilizzando il proprio smartphone scaricando gratuitamente l’APP StopTratta VR.

 

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Prostituzione minorile in Sierra Leone: LOVE, il documentario che insegna il valore dell’educazione

 

È stato presentato a Roma il documentario LOVE, diretto dal regista Raúl de la Fuente, che racconta la drammatica realtà delle ragazze di Freetown, in Sierra Leone. Sono giovani – alcune giovanissime – che per pagarsi gli studi o per un sostegno economico alla famiglia si prostituiscono.

Il Don Bosco “Fambul” di Freetown, centro diretto da don Jorge Crisafulli, missionario salesiano, accoglie queste giovani ragazze offrendo loro la possibilità di riscattarsi. Qui viene offerto loro un pasto, studiano, frequentano corsi di formazione e viene insegnato loro la fiducia negli uomini e a sognare in grande.

Il documentario, che è già stato presentato nei giorni scorsi a Bruxelles e Ginevra, arriverà ora in altre città europee.

 

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In Colombia gli ex bambini soldato realizzano i loro sogni al centro “Ciudad Don Bosco”

L’opera di Don Bosco è arrivata in Colombia nel 1915 e da 15 anni è in azione un nuovo programma di protezione per i minori delle FARC, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, che reclutano bambini tra le loro fila. Giulio Golia ha incontrato padre Rafael Bejerano Rivera, sacerdote salesiano e direttore del centro “Ciudad Don Bosco” a Medellin. Sono ragazzi di 10, 12, 15 anni: “Ti legano a un palo, ti uccidono, ti sotterrano come un animale”, dice qualcuno; “Ti portano a scavare la tua fossa e ti sotterrano vivo”, dice qualcun altro.

Secondo le stime sono tra gli 8 e i 13 mila, tra ragazzi e ragazze, i giovani reclutati dalle Farc. Golia ha raccolto le loro storie: “Mi è cambiata la vita perché ho un’altra mentalità. Adesso penso diversamente, voglio andare avanti e realizzare i miei sogni, raggiungere i miei obiettivi. Non dobbiamo smettere di sognare, in alto, in grande”

I giovani, sotto la guida di padre Rafael e di diversi collaboratori, sono impegnati in un programma di recupero al centro “Ciudad Don Bosco”.

 

 

Per il documentario Alto el fuego sul progetto di riabilitazione e reinserimento sociale dei bambini soldato delle Farc clicca qui

 

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Elledici, comunicato sul sussidio “Incontrare Gesù/1”

La presente nota – fa sapere l’editrice Elledici –  viene redatta ed inviata a seguito dell’articolo a firma di Andrea Zambrano, pubblicato dal sito La Nuova Bussola Quotidiana (NBQ) il 9 aprile 2018, riguardante il Sussidio “INCONTRARE GESU’/1”, il quale, per ragioni al momento ancora da accertare, contiene informazioni e deduzioni e opinioni completamente false.

Leggi il comunicato: LDC-COMUNICATO STAMPA

“Non aver paura della santità!”: un videomessaggio per l’esortazione apostolica Gaudete et Exsultate di Papa Francesco

“Il mio umile obiettivo è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità. Perché il Signore ha scelto ciascuno di noi «per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità» (Ef 1,4)”, scrive Papa Francesco nell’esortazione apostolica Gaudete et Exsultate sulla chiamata alla Santità nel mondo contemporaneo.

 

A seguire il video:

 

 

 

 

 

Il Rettor Maggiore in visita a Damasco

Un nuovo viaggio per il Rettor Maggiore e sicuramente impegnativo, ma volto a portare un sorriso e una speranza in una città teatro di guerra da 7 anni: giunto il 5 aprile a Damasco, è stato accolto con fervore ed entusiasmo dalla comunità salesiana locale.  Sono stati giorni di forte raccoglimento spirituale e momenti di ascolto relativi ai problemi e alle sfide in una città in cui il mese scorso si era deciso perfino di chiudere l’oratorio – riaperto poi la Domenica delle Palme – per l’incolumità dei bambini e dei ragazzi.

Non sono mancate le attività ludiche dei ragazzi che hanno onorato il Successore di Don Bosco con spettacoli tradizionali e immortalando i momenti goliardici con foto e selfie. Il Rettor Maggiore ha confessato di aver visto nella Comunità Educativa Pastorale di Damasco una seconda Valdocco e che questi giovani gli hanno rubato il cuore.

 

L’articolo completo su ANS.

“Gaudete et exsultate”: la chiamata alla santità nel mondo contemporaneo di Papa Francesco

Gaudete et Exsultate”, sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo: è questo il titolo della terza esortazione apostolica di Papa Francesco pubblicata il 9 aprile. “Il mio umile obiettivo è far risuonare ancora una volta la chiamata alla santità – scrive il Pontefice nell’introduzione al documento – cercando di incarnarla nel contesto attuale, con i suoi rischi, le sue sfide e le sue opportunità”.

Il servizio di ANS, di Gianfrancesco Romano:

papa-francesco1Il Pontefice articola la sua esortazione attraverso 177 punti, sviluppati in 5 capitoli. Nel primo spicca l’assunto fondamentale dell’esortazione: la santità non è un’altra cosa rispetto alla vita quotidiana, ma è la vita ordinaria vissuta straordinariamente. Per questo il Papa cita esempi di santità quotidiana, quella classe media della santità composta da “genitori che crescono con tanto amore i loro figli”, “uomini e donne che lavorano per portare il pane a casa”, “religiose anziane che continuano a sorridere”…

Nel secondo capitolo il Papa presenta poi due pericoli per la santità: lo gnosticismo e il pelagianesimo. “Sono due eresie sorte nei primi secoli cristiani, ma che continuano ad avere un’allarmante attualità”. Dal primo, che attribuisce un valore eccessivo alla conoscenza religiosa, il Papa mette in guardia rispetto al rischio di “trasformare l’esperienza cristiana in un insieme di elucubrazioni mentali che finiscono per allontanarci dalla freschezza del Vangelo”; mentre in merito al secondo denuncia un atteggiamento che fa conto “unicamente sulle proprie forze” dimenticando che “la mancanza un riconoscimento sincero, sofferto e orante dei nostri limiti è ciò che impedisce alla grazia di agire meglio in noi”.

Nel terzo capitolo il Pontefice analizza quella che può ritenersi “la regola” della vita cristiana, le Beatitudini, ed esaminandole una ad una manifesta come sia proprio attraverso il compimento degli atteggiamenti che esse sottintendono che si manifesta la santità.

Nel quarto capitolo Papa Francesco presenta ancora alcune caratteristiche particolarmente idonee per il mondo di oggi che il cristiano può far proprie lungo il cammino della santità. Si va da quelle più facilmente prevedibili – preghiera costante, sopportazione, pazienza, mitezza – ad altre forse meno attese – la gioiae il senso dell’umorismo, ad esempio – senza dimenticare mai la necessità di agire con audacia e fervore, in un percorso che si fa sempre in comunità.

Infine, nell’ultimo capitolo il Papa non nega che il cammino verso la santità sia fatto anche di combattimento: contro la mentalità mondana, contro le proprie inclinazioni disordinate, ma anche chiaramente, contro il Maligno.

Qui è possibile vedere la conferenza stampa

Questo il testo dell’enciclica

Santità nella famiglia salesiana: al via il secondo Seminario

Dal 10 al 14 aprile alla Casa Generalizia Fratelli delle Scuole Cristiane si svolge  il Secondo seminario di promozione delle cause di beatificazione e canonizzazione della Famiglia Salesiana per consolidare quanto già pronunciato nel primo Seminario tenutosi nell’aprile 2014. Da allora nuovi beati, venerabili e servi di Dio come don Titus Zeman, don Giuseppe Arribat, mons. Stefano Ferrando,  don Francesco Convertini, don José Vandor  mons. Ottavio Ortiz Arrieta, don Rodolfo Lunkenbein e Simão Bororo che vanno tutti a raccogliersi in 51 cause complessive.

Non individui perfetti, ma “persone attraversate da Dio” come ci ha detto Papa Francesco in occasione della solennità di Tutti i Santi del 2017.

 

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Salesiani in Nigeria: padre Italo Spagnolo a Ijebu-Ode assieme a cristiani e musulmani

Tre anni fa padre Italo Spagnolo è arrivato a Ijebu-Ode, città nigeriana a sud-ovest del Paese dove da diversi anni i salesiani sono impegnati nelle loro attività. La sua missione comincia nel  1980 quando decide di dedicarsi al Progetto Africa di Missioni Don Bosco. «Il nostro obiettivo è garantire una formazione umana e professionale inappuntabile affinché i ragazzi possano avere un futuro buono e riescano a trovare lavoro in un Paese – la Nigeria ndr. – che ha un tasso di disoccupazione giovanile elevatissimo», racconta in un’intervista a La Stampa. I salesiani con le loro diverse attività e i numerosi incontri nelle parrocchie e nelle scuole stanno cercando principalmente di arginare l’emigrazione illegale fatta di false promesse, sofferenze e umiliazioni.

In Nigeria il vero problema sociale non è la convivenza tra cristiani e musulmani, ma la mancanza di lavoro: nella zona sud-ovest del Paese sono state costruite già tre scuole professionali e ben cinque sono in progetto di costruire. Gli studenti sono quasi 600 giovani musulmani e cristiani che convivono pacificamente – come il resto della comunità – rispettando ognuno il credo dell’altro.

 

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Salesiani a Damasco, dopo un mese di chiusura forzata riapre l’oratorio

Riaperto il 25 marzo, Domenica delle Palme, l’oratorio di Damasco dopo un mese di chiusura forzata per ragioni di sicurezza. Le forze militari del presidente siriano Bashar al Assad hanno preso sotto attacco Ghouta, periferia orientale di Damasco, lo scorso febbraio causando la morte di 250 civili: si trattava di uno dei peggiori bilanci dall’agosto 2013 quando il regime di Assad con armi chimiche metteva sotto attacco quella stessa zona. Subito l’intervento del Consiglio di Sicurezza dell’Onu deliberando una tregua di 30 giorni per permettere la distribuzione di aiuti umanitari e il soccorso alle vittime civili. Ma pochi giorni dopo il regime siriano violava l’accordo: altre bombe e altro sangue. Colpiti persino gli ospedali e le scuole.

Di fronte a un simile e drammatico bilancio, arrivava da Damasco una lettera da Padre Mounir Hanashy, direttore dell’oratorio salesiano della capitale siriana, in cui spiegava che per l’incolumità dei bambini e dei ragazzi si era deciso di chiudere l’oratorio. Mai prima di allora una decisione simile: “É stato ordinato il coprifuoco in tutta Damasco. Tanta è la paura della gente e dei bambini. Anche noi dell’oratorio salesiano abbiamo sospeso tutte le attività. I ragazzi solitamente arrivano con i pullman all’oratorio, per cui può essere pericoloso fargli attraversare la città. Abbiamo detto a tutti loro di stare in casa fino ad un miglioramento della situazione. Che al momento non arriva”, scriveva don Mounir nella sua lettera. “Mi si è gelato il sangue nelle vene” – commentava Giampietro Pettenon, Presidente di Missioni Don Bosco, appresa la notizia – “Se  don Munir  e i confratelli dell’oratorio hanno deciso di chiudere la struttura per evitare ulteriori rischi per la vita dei giovani che lo frequentano, significa che la situazione è davvero drammatica”.

Intanto nella capitale del nord, ad Aleppo, dal 21 al 23 marzo i giovani dell’oratorio salesiano hanno messo in scena un musical dal titolo “Il Suo Amore mi ha trasformato”, un racconto del sogno di Don Bosco, a cui hanno assistito anche i giovani dell’oratorio salesiano di Damasco.

A un mese dall’offensiva e dopo la morte di quasi 2000 persone, il Comando Generale dell’Esercito Siriano ha annunciato la liberazione di diverse città, tra cui Ghouta est: una tregua, seppur fragilissima, che ha permesso la riapertura dell’oratorio di Damasco.

 

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ACISTAMPA

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MISSIONI DON BOSCO

ANS