Mumbai, consegnato il premio Madre Teresa 2017 a padre Tom Uzhunnalil

La Harmony Foundation ha consegnato a padre Tom Uzhunnalil il premio Madre Teresa 2017 per la sua dedizione e impegno mostrati in luogo di grande pericolo.
Padre Tom è stato coinvolto lo scorso marzo 2016 in un attacco alla casa delle Missionarie della Carità dove operava da diverso tempo con coraggio e resilienza; persero la vita 16 persone, tra cui 4 religiose, mentre il missionario salesiano fu rapito e liberato dopo 18 mesi di prigionia.
La cerimonia della consegna si è tenuta domenica 10 dicembre a Mumbai. Le parole di Padre Tom: “Ho incontrato Madre Teresa nel 1983 e sono stato ispirato dal suo amore per Dio, dalla sua umiltà e semplicità e dall’approccio molto amichevole verso le persone”.

 

La notizia riportata sul sito dell’ANS

Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana: coltivare le preziose arti dell’ascolto e dell’accompagnamento sulla scia del Sinodo sui Giovani

Dal 18 al 21 gennaio 2018 si terranno a Torino-Valdocco le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana. Sulla scia della Strenna per il 2018 sul tema «“Signore, dammi di quest’acqua” (Gv 4,15). COLTIVIAMO L’ARTE DI ASCOLTARE E DI ACCOMPAGNARE», perno e nucleo di questa 36ª edizione saranno l’ascolto e l’accompagnamento, in perfetta armonia con il prossimo Sinodo dei Vescovi sul tema ‘Giovani, fede e discernimento vocazionale’.

Don Eusebio Muñoz, Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, in una lettera inviata ai Superiori, Coordinatori e Responsabili dei vari Gruppi della Famiglia Salesiana, scrive: “rifletteremo insieme sull’importanza che ha per la missione di tutta la Famiglia Salesiana il coltivare le preziose arti dell’ascolto e dell’accompagnamento”. Quest’anno la partecipazione è vivamente raccomandata a coloro che sono direttamente coinvolti nell’accompagnamento dei giovani.

Per registrarsi alle Giornate è necessario recarsi sul sito sdb.org, entrare nella sezione Famiglia Salesiana>Giornate di Spiritualità, compilare l’apposito modulo, procedere alla registrazione e infine inviare l’e-mail alla Segreteria.

La notizia riportata sul sito dell’ANS

Papa Francesco in visita in Myanmar. Ad attenderlo anche i sacerdoti e i laici delle Missioni don Bosco

È la prima volta che un Pontefice romano giunge in Myanmar, ex Birmania. «Papa Francesco viene a spezzare il pane della pace sul Calvario dei conflitti», dice su Avvenire Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon, che rimasto orfano di padre all’età di due anni, fu affidato alla cura dei padri salesiani di Mandalay. In questo contesto è nata la sua vocazione sacerdotale.
I Salesiani giunsero a Mandalay – antica capitale del regno e ora nuovamente capitale politica del paese – nel 1939. Poi con il colpo di stato del 1962, tutti i missionari stranieri furono costretti ad abbandonare il paese. Solo don Fortunato Giacomin, sacerdote salesiano, poté rimanere grazie ad un permesso di soggiorno come insegnante. Assieme ai primi giovani salesiani locali ha tenuto vivo per anni il carisma di Don Bosco di cui padre Peter Myo Khin ne ha raccolto le redini. Padre Peter e gli altri salesiani, infatti, con assoluta devozione impegnano le loro giornate per gli ultimi, a cominciare dai malati di tumore e di Hiv, fornendo loro biancheria pulita e kit per l’igiene personale. Non manca poi l’impegno per i ragazzi di strada: stanno con loro, li trattano come amici e li accolgono in una casa famiglia.

 

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PPa, l’app per identificare i bambini accolti nei centri salesiani in India, premiata all’unanimità al Talento Digital

“Capacità di trasformazione digitale del lavoro delle ONG”:  è stata questa la decisione della giuria della piattaforma Talento Digital che tra gli oltre 300 progetti presentati al concorso, ha scelto l’applicazione PPa proposta dall’ONG Itwillbe.

PPa è un software che può essere installato su tablet, computer e telefoni cellulari con sistema operativo Windows. Attraverso la combinazione di altri strumenti con alta tecnologia che permettono di raccogliere  impronte digitali e vene del palmo della mano, vengono registrati i dati biometrici di qualsiasi persona per poterle identificare. “Inizialmente era un progetto per l’ONG salesiana Bosco in India”, spiega Arancha Martínez, fondatrice dell’ONG Itwillbe. Don Thomas Aquinas che ha il compito di coordinare da Bangalore l’applicazione di PPa all’ONG Bosco, aggiunge: “Tutto è iniziato nel 2013, quando ci siamo resi conto che dovevamo creare un database dei bambini che venivano nei nostri centri”.

Verificata, quindi, l’effettiva utilità di PPa, Arancha Martínez ha deciso di renderla adattabile anche per altre associazioni o istituzioni presentando il progetto al concorso “Talento Digital”, premiato all’unanimità dalla giuria.

 

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Sinodo 2018, il Papa nomina don Rossano Sala Segretario Speciale

Don Rossano Sala, docente di Pastorale Giovanile all’UPS e direttore di “Note di Pastorale Giovanile”  è stato nominato da Papa Francesco Segretario Speciale per il Sinodo 2018, dedicato ai giovani. Il cardinale Sérgio Rocha, arcivescovo di Brasilia, sarà Relatore Generale, mentre padre Giacomo Costa, SJ, affiancherà don Rossano Sala nel ruolo di Segretario Speciale.

Don Rossano Sala è salesiano dal 1992 e sacerdote dal 2000. Ha svolto il suo servizio educativo-pastorale per quattro anni nell’opera salesiana di Bologna e per sei anni come Direttore e Preside nell’opera salesiana di Brescia. Licenziato in Sacra Teologia nel 2002, presso la Facoltà Teologica Interregionale di Milano, ha conseguito il Dottorato in Sacra Teologia nel 2012 presso la medesima Facoltà.

Ha insegnato “Teologia fondamentale” presso lo Studentato Teologico salesiano di Torino-Crocetta. Dal 2011 fa parte della comunità accademica dell’Università Pontificia Salesiana di Roma e nel 2016 è stato nominato Direttore della rivista “Note di Pastorale Giovanile”.

“Quest’incarico di Segretario Speciale è un segno di fiducia nei confronti della Famiglia Salesianaha commentato don Sala ad ANS –. È un incarico che viene dal Santo Padre per essere di aiuto e sostegno nella preparazione del Sinodo e soprattutto per accompagnare da vicino il cardinale Rocha”.

“Sono molto grato per la fiducia mostratami dal Santo Padre, come Salesiano e soprattutto come rappresentante della Famiglia Salesiana che lavora con i giovani – ha sottolineato –. Siamo una grande famiglia che ha una pratica educativa pastorale con i giovani, un modo di stare con i giovani e uno stile per accompagnarli. Questa per me è una grande responsabilità e vi chiedo di accompagnarmi con le preghiere. Come Figli di Don Bosco, dobbiamo essere fedeli al nostro fondatore quando si tratta di un incarico che viene dal Santo Padre”.

(Fonte: ANS, Sala Stampa Vaticana)

Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: quando l’ascolto può essere lo strumento più efficace per la tutela della dignità dei minori

Il 20 novembre, in occasione della Convenzione internazionale sui Diritti dell’infanzia approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989, si commemora la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.  Diritti che sono ben lontani dalle belle prospettive siglate sulla carta bianca: ancora massicci i numeri che ci segnalano come il diritto all’istruzione, ad un ambiente sano, ai beni essenziali per il sostentamento, al gioco, alle cure, al tempo libero, siano quasi un miraggio se prendiamo in analisi la parte più povera del mondo. Ma al di là di questa triste dicotomia tra mondo ricco e mondo povero, ulteriori elementi devono essere presi in analisi quando si parla di diritti e di violazione della stessa dignità umana. E parliamo di traumi, sofferenze, violenza fisica e psicologica, che colpiscono e possono colpire qualsiasi bambino e qualsiasi adolescente in ogni parte del mondo e in ogni realtà.

Il 17 novembre il Telefono Azzurro ha celebrato i suoi trent’anni di attività. Ascoltare e ascolto sono le parole permase costantemente nella giornata commemorativa che si celebra ogni anno. Ma se in passato il telefono era il solo strumento per la richiesta d’aiuto, oggi la rete ha sicuramente offerto nuove opportunità. Nuove opportunità, sì. Ma indubbiamente nuovi rischi. Secondo alcune stime, 800 milioni di giovani sono esposti al rischio di divenire vittime di sextortion, sexting, cyberbullismo e molestie. A tal proposito ricordiamo le parole di Papa Francesco in occasione del congresso Child dignity in the digital world tenutosi lo scorso 6 ottobre:  “La rete ha aperto uno spazio nuovo e larghissimo di libera espressione e scambio delle idee e delle informazioni. È certamente un bene, ma, come vediamo, ha anche offerto strumenti nuovi per attività illecite orribili e, nel campo di cui ci occupiamo, per l’abuso e l’offesa della dignità dei minori, per la corruzione delle loro menti e la violenza sui loro corpi. Qui non si tratta di esercizio di libertà, ma di crimini, contro cui bisogna procedere con intelligenza e determinazione, allargando la collaborazione dei governi e delle forze dell’ordine a livello globale, come globale è diventata la rete.”

Papa e giovani insieme, in dialogo

“Per la XV Assemblea Generale Ordinaria sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», che si celebrerà nel mese di ottobre del 2018, la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha aperto un sito web il 14 giugno 2017.
Questo sito web – si legge nel comunicato della Segreteria generale del Sinodo –permette di promuovere e ampliare la partecipazione dei giovani di tutto il mondo.
La particolarità del sito è la possibilità di compilare il questionario online rivolto ai giovani nelle diverse lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese). Le risposte dovranno pervenire alla Segreteria Generale entro il 30 novembre 2017.
Queste risposte saranno utili per la preparazione dell’evento sinodale e faranno parte dell’ampia consultazione che la Segreteria Generale sta svolgendo a tutti i livelli del popolo di Dio.
Il questionario non è solo di utilità della Segreteria Generale, ma anche un’occasione per i giovani di far sentire la loro voce e di parlare ai Pastori della Chiesa”.

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L’iniziativa del VIS per ridurre le partenze irregolari dal Mali: sostenere formazione e lavoro

Uno dei principi fondanti della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è la libertà: “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”. Libertà, dunque, come diritto imprescindibile. Ricordiamo a tal proposito la campagna promossa dalla CEI “Liberi di partire, liberi di restare”; ed è su questa onda che si muove il progetto del VIS – sostenuto, appunto, dalla CEI – per contribuire alla riduzione dei flussi migratori irregolari dal Mali mediante  percorsi di formazione ed inserimento socio-lavorativo in grado di creare possibilità per la gioventù locale e favorire la reintegrazione sociale dei migranti di ritorno. Formazione professionale, accesso al mercato del lavoro, al credito e ad attività generatrici di reddito e, ancora, corsi di orticoltura, allevamento, costruzioni metalliche ed energie rinnovabili: è questa l’iniziativa ambiziosa e concreta del VIS.

 

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L’accordo tra BMW e il “Don Bosco Tech” di Bangkok per la formazione dei giovani

Al “Don Bosco Technological College” di Bangkok una collaborazione sinergica con il gruppo automobilistico BMW.  Agli studenti verrà riconosciuta una borsa di studio integrale da parte del gruppo BMW e prenderanno parte a corsi altamente formativi,  sia pratici che teorici, per garantire loro tutte le opportune conoscenze e competenze tecniche.

Dopo il corso e un adeguato periodo di prova, gli studenti potranno essere impiegati da un concessionario autorizzato BMW.

 

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Salesiani: dall’America Latina all’Europa numerosi i missionari impegnati per l’evangelizzazione e lo sviluppo umano

“Sono molte in tutto il mondo le persone che, ispirandosi a don Bosco, spendono la loro vita lontano dalla loro patria per dedicarsi alle missione dell’evangelizzazione e dello sviluppo umano di altri popoli”. È quanto si legge in una nota diffusa dai Salesiani in occasione della Giornata missionaria mondiale che si celebra domenica 22 ottobre. La frase “Non ho mai detto che sarebbe stato facile, ma che ne sarebbe valsa la pena”, una delle più famose attribuite a don Giovanni Bosco, “riassume bene – prosegue la nota – il significato di essere un missionario in un altro Paese: tanto lavoro, dedizione, superamento di sé e dei propri timori e persino rischio della vita sono parte della scelta di chi parte per la missione alle genti”. Dall’Africa all’America Latina, dall’Asia all’Europa sono diverse le testimonianze di sacerdoti salesiani, suore delle Figlie di Maria Ausiliatrice, giovani volontari e in formazione, chierici che provenienti da diversi Paesi del mondo, sono protagonisti di un impegno globale. Significative le parole del salesiano guatemalteco Giuseppe Liano, ora missionario a Gjilan, in Kosovo. Quando decise di partire alcuni confratelli gli dissero: “perché andare fuori, se qui abbiamo parecchio lavoro da fare?”. “È vero – risponde – c’è tantissimo da fare, Però è vero anche che la Congregazione nel mondo è una sola e i giovani ci aspettano ovunque e i confratelli pure”. “Se la vigna è del Signore – aggiunge – Lui saprà come distribuire i suoi operai. A noi corrisponde fare ciò che Lui chiede, con l’amore che Lui ci dona, lì dove Lui ci vuole e ci invia”. “Se i primi salesiani non avessero rischiato quello che avevano per andare oltre – conclude – come avremmo noi conosciuto Dio, don Bosco e la nostra vocazione?”.

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