Papa e giovani insieme, in dialogo

“Per la XV Assemblea Generale Ordinaria sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», che si celebrerà nel mese di ottobre del 2018, la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha aperto un sito web il 14 giugno 2017.
Questo sito web – si legge nel comunicato della Segreteria generale del Sinodo –permette di promuovere e ampliare la partecipazione dei giovani di tutto il mondo.
La particolarità del sito è la possibilità di compilare il questionario online rivolto ai giovani nelle diverse lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese). Le risposte dovranno pervenire alla Segreteria Generale entro il 30 novembre 2017.
Queste risposte saranno utili per la preparazione dell’evento sinodale e faranno parte dell’ampia consultazione che la Segreteria Generale sta svolgendo a tutti i livelli del popolo di Dio.
Il questionario non è solo di utilità della Segreteria Generale, ma anche un’occasione per i giovani di far sentire la loro voce e di parlare ai Pastori della Chiesa”.

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L’iniziativa del VIS per ridurre le partenze irregolari dal Mali: sostenere formazione e lavoro

Uno dei principi fondanti della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è la libertà: “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”. Libertà, dunque, come diritto imprescindibile. Ricordiamo a tal proposito la campagna promossa dalla CEI “Liberi di partire, liberi di restare”; ed è su questa onda che si muove il progetto del VIS – sostenuto, appunto, dalla CEI – per contribuire alla riduzione dei flussi migratori irregolari dal Mali mediante  percorsi di formazione ed inserimento socio-lavorativo in grado di creare possibilità per la gioventù locale e favorire la reintegrazione sociale dei migranti di ritorno. Formazione professionale, accesso al mercato del lavoro, al credito e ad attività generatrici di reddito e, ancora, corsi di orticoltura, allevamento, costruzioni metalliche ed energie rinnovabili: è questa l’iniziativa ambiziosa e concreta del VIS.

 

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L’accordo tra BMW e il “Don Bosco Tech” di Bangkok per la formazione dei giovani

Al “Don Bosco Technological College” di Bangkok una collaborazione sinergica con il gruppo automobilistico BMW.  Agli studenti verrà riconosciuta una borsa di studio integrale da parte del gruppo BMW e prenderanno parte a corsi altamente formativi,  sia pratici che teorici, per garantire loro tutte le opportune conoscenze e competenze tecniche.

Dopo il corso e un adeguato periodo di prova, gli studenti potranno essere impiegati da un concessionario autorizzato BMW.

 

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Salesiani: dall’America Latina all’Europa numerosi i missionari impegnati per l’evangelizzazione e lo sviluppo umano

“Sono molte in tutto il mondo le persone che, ispirandosi a don Bosco, spendono la loro vita lontano dalla loro patria per dedicarsi alle missione dell’evangelizzazione e dello sviluppo umano di altri popoli”. È quanto si legge in una nota diffusa dai Salesiani in occasione della Giornata missionaria mondiale che si celebra domenica 22 ottobre. La frase “Non ho mai detto che sarebbe stato facile, ma che ne sarebbe valsa la pena”, una delle più famose attribuite a don Giovanni Bosco, “riassume bene – prosegue la nota – il significato di essere un missionario in un altro Paese: tanto lavoro, dedizione, superamento di sé e dei propri timori e persino rischio della vita sono parte della scelta di chi parte per la missione alle genti”. Dall’Africa all’America Latina, dall’Asia all’Europa sono diverse le testimonianze di sacerdoti salesiani, suore delle Figlie di Maria Ausiliatrice, giovani volontari e in formazione, chierici che provenienti da diversi Paesi del mondo, sono protagonisti di un impegno globale. Significative le parole del salesiano guatemalteco Giuseppe Liano, ora missionario a Gjilan, in Kosovo. Quando decise di partire alcuni confratelli gli dissero: “perché andare fuori, se qui abbiamo parecchio lavoro da fare?”. “È vero – risponde – c’è tantissimo da fare, Però è vero anche che la Congregazione nel mondo è una sola e i giovani ci aspettano ovunque e i confratelli pure”. “Se la vigna è del Signore – aggiunge – Lui saprà come distribuire i suoi operai. A noi corrisponde fare ciò che Lui chiede, con l’amore che Lui ci dona, lì dove Lui ci vuole e ci invia”. “Se i primi salesiani non avessero rischiato quello che avevano per andare oltre – conclude – come avremmo noi conosciuto Dio, don Bosco e la nostra vocazione?”.

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Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà: Il Refettorio salesiano “Padre Chava” in aiuto dei più vulnerabili.

Il Refettorio salesiano “Padre Chava”, sito a Tijuana, Messico, sulla frontiera con gli Stati Uniti, festeggia 18 anni di aiuto alle persone più vulnerabili, specialmente i migranti provenienti dal Messico, dall’America Centrale e da Haiti, i disabili, gli anziani soli e le persone che vivono per strada o in povertà estrema.

L’opera di Tijuana è un punto di riferimento per i migranti, ai quali viene offerto non solo aiuto materiale, ma anche un’atmosfera familiare e accogliente.
Ma non è importante solo il cibo: contano anche l’igiene, il riposo e l’aiuto psicologico o amministrativo, sia per coloro che sognano di riunirsi con le loro famiglie negli Stati Uniti, sia per coloro che vengono espulsi dagli USA e arrivano al refettorio senza più nulla.
Oltre a curare il refettorio, i Salesiani offrono il taglio dei capelli una volta a settimana, assistenza psicologica, sanitaria (grazie alla Croce Rossa da lunedì a giovedì e a medici volontari, da lunedì a sabato), servizi di docce e cambio vestiti, così come l’opportunità di telefonare, affinché le persone che vi transitano possano entrare in contatto con i loro parenti.
In questi giorni, insieme altri centri salesiani della città, il refettorio “Padre Chava” funziona anche come centro per la raccolta dei generi di prima necessità da inviare come aiuti negli Stati messicani colpiti dai terremoti.

 

 

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Giornata dell’alimentazione: il progetto per fronteggiare la crisi alimentare in Venezuela

In Venezuela è emergenza umanitaria. Dal 2016 una pesante crisi economica ha portato il Paese al collasso: la metà della popolazione vive in povertà assoluta e moltissimi non hanno abbastanza denaro per comprare da mangiare. “La situazione è davvero drammatica. Li vedi frugare tra i sacchetti della spazzatura per rimediare qualcosa, nei fast food che chiedono alla gente un po’ di quello che mangiano, oppure all’ingresso dei panifici in attesa che le persone che comprano il pane possano darne un po’ anche a loro”, racconta a Fides Carlos Nieto Palma, avvocato venezuelano esperto in diritti umani.

In occasione della giornata mondiale dell’alimentazione segnaliamo il progetto in favore di ragazzi e giovani bisognosi nel collegio San Francisco de Sales, nell’oratorio-centro giovanile “Miguel Magone” e nella Parroquia María Auxiliadora di Caracas.

 

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Il Rettor Maggiore in visita alle Ispettorie del Brasile

Dal 14 al 27 ottobre un lungo viaggio per Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore, presso le Ispettorie salesiane di San Paolo e di Recife. Prenderà parte a molteplici eventi fino a giovedì 26 ottobre, quando pronuncerà il discorso di apertura del Seminario Regionale di Educazione Salesiana, prima del suo ritorno a Roma.

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Colombia si mette in mostra tra arte e religione

Bogotá, Colombia – ottobre 2017 – presso l’opera salesiana “Niño Jesús” e il collegio salesiano “León XIII”, dell’Ispettoria di Bogotá (COB), tra il 30 settembre e il 7 ottobre,  si è svolto il Festival Artistico Salesiano 2017, ispirato al tema della Strenna 2017 del Rettor Maggiore “SIAMO FAMIGLIA! Ogni casa, scuola di Vita e di Amore”. Al festival hanno partecipato 1.670 giovani provenienti da tutta la Colombia che hanno presentato esibizioni musicali, teatrali, di arti plastiche e visive, di letteratura, nelle bande sinfoniche e nella danza. Inoltre hanno potuto partecipare a due laboratori “formARTE” e “evangelizARTE”.

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L’istruzione rende liberi: la storia di Kanchan, indiana e studentessa di ingegneria civile in una scuola professionale di don Bosco

Questa è la storia di Kanchan Kumari Sao che vive in un villaggio del Jharkhand, Stato dell’India nord-orientale, e figlia di padre analfabeta e operaio edile. “Mio padre è sempre stato il mio eroe. Da analfabeta, voleva che i figli studiassero. E ha puntato i piedi contro il volere della famiglia, che voleva darmi in sposa a 16 anni”, racconta nella sua intervista a George Menamparampil, responsabile degli Uffici missionari della Congregazione di don Bosco. E il padre oltre che eroe anche un mentore, perché Kanchan sceglie una formazione in ingegneria civile in una scuola professionale di don Bosco per realizzare i suoi sogni, una casa tutta per sé e una grande impresa per offrire lavoro e nuove opportunità, soprattutto alle donne che devono accettare con vessazione e vergogna il loro bisogno di emancipazione e libertà.

 

La sua intervista su Asianews

La sensibilizzazione contro lo sfruttamento minorile viaggia sui social: la campagna promossa dal capo tribù Nana

Ad Adjena, un piccolo villaggio sulle sponde del Lago Volta, in Africa Occidentale, vive Nana Ayimedu Brempong III. Laureato in filosofia e antropologia e detective della polizia nazionale, Nana è principalmente un comunicatore che ha avviato una campagna d’informazione contro il traffico di esseri umani per lo sfruttamento del lavoro e sessuale dei minori attraverso trasmissioni radiofoniche, post su Facebook, messaggi su gruppi WhatsApp. I capi locali, infatti, non hanno adeguate competenze né gli strumenti necessari per affrontare da soli temi difficili come i diritti umani e la lotta ai traffici criminali in un Paese come il Ghana dove i bambini vengono venduti per fame. “Quando i leader tradizionali saranno stati educati a riconoscere e denunciare gli episodi di sfruttamento del lavoro minorile allora il fenomeno potrà finire. Non mi fermerò fino a che il traffico di esseri umani non sarà finito e ci riusciremo solo lavorando insieme”.  Queste sono le parole in una tavola rotonda svoltasi ad Accra sul tema “Traffico di esseri umani e immigrazione illegale”, a cui hanno preso parte i rappresentanti dell’Unione europea riuniti dal Vis-Volontariato Internazionale per lo Sviluppo e dai Salesiani di Don Bosco per il West Africa.

 

L’articolo completo sul sito dell’ AGI