Melissa, la professoressa cantautrice del Pio XI di Roma

Melissa Ciaramella, di origini sicule, è una cantautrice, compositrice e pluristrumentista. È cresciuta in un oratorio salesiano in Sicilia e ascoltando artisti del calibro di Joan Baez, Tracy Chapman, Sting, Fiorella Mannoia. Una voce calda, la sua, e tra un viaggio e un concerto, un video su YouTube e una canzone su Spotify, insegna anche Educazione fisica. Perché Melissa attualmente vive a Firenze, ma è docente all’Istituto scolastico Pio XI di Roma, sulla Tuscolana, e per e con i suoi allievi ha anche prodotto un singolo, Se hai coraggio rubami il cuore, disponibile su YouTube.

 

 

 

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Laboratorio Don oggi: Educazione-Cultura-Pastorale

BARI – Nel pomeriggio di sabato 21 ottobre si è svolta, presso la Sala San Giuseppe sita nell’Istituto Salesiano Redentore di Bari, la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione agli allievi del Corso, sponsorizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Laboratorio Don oggi: Educazione-Cultura-Pastorale (=DB LAB)”, di Alta Formazione in Teoria e Tecnica della Comunicazione Sociale.
Dopo l’intervento di don Preite, ha preso parola il Magnifico Rettore dell’Università Pontificia Salesiana – Prof. don Mauro Mantovani – che ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Educare all’umanesimo solidale. Sfide e prospettive”.

A chiudere la serie di interventi previsti è stato don Giuseppe Ruppi, presidente dell’APS DB LAB. Don Ruppi, ringraziando il Rettore Magnifico dell’UPS per la preziosa presenza a questo evento, ha tracciato un bilancio sull’andamento del corso: “È stata un’esperienza davvero positiva, dove si è venuta a creare una bella sinergia tra docenti e allievi”.

Concludendo, don Ruppi ha inoltre annunciato l’avvio di un secondo corso incentrato sulla comunicazione sociale (previsto a inizio 2018) che verterà sulla figura dell’animatore parrocchiale.

 

 

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Genova, un anno pastorale per riflettere sul significato della Gioia del Vangelo

Un ciclo di incontri mensili che prenderanno il via il 24 ottobre 2017 nella parrocchia dei salesiani di Sampierdarena, a Genova, e avranno come oggetto l’Evangelii gaudium.

“Tutti gli incontri – si legge nella brochure di presentazione – hanno inizio con la preghiera del Rosario (in Chiesa) alle 20, cui segue la riflessione guidata da gruppi della Comunità parrocchiale, con eventuali interventi liberi (presso la Sala Luoni) e conclusione alle ore 22”.

Ogni mese laici e religiosi introdurranno un capitolo del documento per promuovere, approfondire e riflettere insieme sull’esortazione apostolica espressa dal Santo Padre.

Dopo l’intensa e attiva partecipazione da parte della comunità di fedeli riscossa dagli incontri su “Amoris laetitia”, un nuovo appuntamento in un intero anno pastorale per riflettere sul significato della Gioia del Vangelo.

Scarica il dèpliant e la locandina.

 

La notizia tratta da “SIR – Servizio Informazione Religiosa”.

“Progetto Giovani Conducenti”: al CNOS-FAP di Bari la terza tappa del tour

Franco Fenoglio, presidente della sezione Unrae veicoli industriali, ha dichiarato: «in Italia mancano 180mila autisti, dobbiamo prepararli e, soprattutto, dobbiamo lanciare sul mercato i nostri giovani. Ci poniamo concretamente il problema della disoccupazione giovanile nel nostro Paese e siamo già passati dalle parole ai fatti». E da qui è partita la sfida attraverso la promozione del progetto “Professione Conducente: alla guida del futuro” altamente professionalizzante mettendo a disposizione dei giovani interessati le risorse finanziarie e gli strumenti formativi necessari per ottenere i titoli richiesti.  Dopo gli incontri di Verona e Palermo, l’ultima tappa del tour è toccata alla sede del CNOS-FAP Regione Puglia a Bari. L’ispettore dei Salesiani dell’Italia Meridionale Don Angelo Santorsola ha accolto con entusiasmo il progetto in quanto perfettamente in linea con il programma educativo dei Salesiani.

 

Ulteriori dettagli sul sito Famiglia Cristiana

Roma, don Tom visita la comunità Beato Artemide Zatti

La comunità di  Beato Artemide Zatti di Roma ha ricevuto una inattesa e gioiosa sorpresa: il 26 settembre don Tom Uzhunnalil, accompagnato da don Abraham Kavalakatt, ha fatto una visita per ringraziare i suoi confratelli e chi, durante i 18 mesi di prigionia, ha pregato per lui da lontano.
Padre Tom è stato accolto dalla comunità costituita prevalentemente dai confratelli ammalati e lungodegenti, dal direttore don Francesco Pampinella, dalle suore e dal personale, salesiani e laici.
Momenti tristi e commoventi hanno accompagnato la visita, come quello del ricordo delle suore di Madre Teresa, rimaste uccise dall’agguato che ha portato al suo rapimento. “La sofferenza accompagnata dalla preghiera sono un dono prezioso da offrire per il bene altrui“, ha detto ai confratelli.

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Nasce ad Ancona Il Faro, centro diurno promosso dai salesiani

Il 16 settembre, ad Ancona, è stato inaugurato il centro diurno Il Faro, promosso dalla Casa Salesiana e dalla Parrocchia Santa Famiglia, con il sostegno economico anche di alcune istituzioni pubbliche e private. ll Centro diurno Il Faro è un nuovo servizio che si aggiunge ad altri già presenti nelle Regioni del centro Italia, promossi dai Salesiani dell’Italia Centrale. Ai tradizionali ambiti connessi allo sport e al teatro, alla catechesi e al cortile per il gioco libero, si sono aggiunti servizi e interventi come supporto di tipo psicologico, recupero e sostegno scolastico, spazi per gli adulti e le famiglie.

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“La Laudato si’: occasione per un mondo migliore?”: ad ottobre l’evento nella Chiesa di San Bernardino a Verona

Il 5 ottobre 2017 un’occasione di incontro e confronto sull’enciclica Laudato si’ nella chiesa di San Bernardino a Verona.  L’evento chiude il ciclo di manifestazioni della diocesi in occasione del Centenario delle Apparizioni di Fatima.

Organizzato dalla diocesi di Verona e dall’Ispettoria salesiana del Nord-Est, ad aprire il dibattito troveremo il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti. Tra i presenti alla tavola rotonda, il cardinale Oscar R. Maradiaga, l’ex premier Enrico Letta e l’ex ministro degli Esteri e già commissario europeo Franco Frattini. Modera Daniele Cunego.

ILE e IME, si insediano i nuovi Ispettori

Don Giuliano Giacomazzi e don Angelo Santorsola si sono insediati come Ispettori dell’Ispettoria Lombardo-Emiliana e di quella Meridionale.

Il 28 agosto, è avvenuto il passaggio formale tra don Claudio Cacioli e don Giuliano Giacomazzi nel ruolo di Ispettore della Ispettoria Lombardo-emiliana.  I salesiani si sono ritrovati nella sede ispettoriale di Milano al mattino, per vivere un momento di ritiro spirituale, condotto dal Consigliere Regionale, don Stefano Martoglio. Don Martoglio ha sviluppato la propria riflessione a partire dal documento del Rettor Maggiore.  A mezzogiorno il Consigliere Regionale ha presieduto la santa Messa nella quale don Giacomazzi ha professato il giuramento e ha ufficialmente assunto la carica dell’ispettorato. La giornata si è conclusa nel pomeriggio con un momento assembleare, durante il quale il nuovo Ispettore ha rivolto ai confratelli il primo discorso, tratteggiando alcune prime linee-guida per il sessennio: confessione frequente, Eucaristia devota e rinnovata chiarezza nella propria scelta di consacrazione religiosa sono state le tre coordinate indicate come fondamenta a partire dalle quali affrontare le sfide pastorali ed educative dei nostri tempi.  In questa sede è stato presentato all’Ispettoria anche il nuovo Delegato per la Pastorale Giovanile, don Paolo Caiani, già incaricato per la Animazione Missionaria. (fonte: sito ILE)

Il 2 settembre, invece, in occasione dell’annuale Convegno di Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Salesiana Meridionale (IME), c’è stato l’avvicendamento dell’Ispettore tra don Pasquale Cristiani e don Angelo Santorsola, già nominato nel corso della sessione plenaria invernale del Consiglio Generale, dal Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernández Artime, con il consenso del suo Consiglio. L’insediamento del nuovo ispettore è avvenuto durante la Celebrazione Eucaristica presieduta da don Stefano Martoglio, Consigliere per la Regione Mediterranea, dove don Angelo Santorsola ha professato il giuramento e ha ufficialmente assunto la carica di Ispettore. Il giorno seguente il nuovo Ispettore ha rivolto ai salesiani e ai laici presenti il primo discorso, tratteggiando alcune linee guida per il sessennio, presentando il nuovo Consiglio e il nuovo Delegato per la Pastorale Giovanile, don Domenico Madonna. (fonte: ANS)

Il testo dell’insediamento di don Angelo Santorsola:

Potete immaginare che sono un po’ emozionato…

Non ho avuto molto tempo per pensare a quello che oggi sto vivendo perché sono stato totalmente impegnato a vivere l’obbedienza di direttore – economo a Napoli Vomero, opera bellissima ma con tanti problemi. 

Credetemi, tutto avrei potuto immaginare, tranne quello di svolgere questo servizio e di essere qui oggi. E’ vero che tanti mi avvicinavano, mi telefonavano per dirmi: “guarda che ti ho indicato come ispettore…”, ma per me era qualcosa da non considerare… Fino a quando il 24 gennaio don Stefano mi chiama…

Sono convinto che il Signore mi chieda questo, non perché sia più bravo, più intelligente o più non so che cosa. Sono certo che mi fa questo dono per potermi migliorare, per poter amare di più e meglio, per poter crescere nella fede. Dio è il Dio delle sorprese e ama sorprenderci sempre per educarci!

Sono cosciente che è un grande dono, carico di responsabilità, impegno, ma anche di tanta gioia nel rappresentare e servire donboscoalsud, in queste terre salesianissime.

Prometto che mi impegnerò a farlo con tutte le mie forze, con tutta la mia passione, con tutto quello che sono, ma ripeto ad alta voce, a voi confratelli, a voi giovani, a voi laici quello che don bosco ripeteva spesso nei dieci anni di formazione vissuti a Chieri: “Ho bisogno di tutti”.

Mi sento tanto piccolo e bisognoso dell’aiuto di tutti pur cosciente e consapevole delle responsabilità personali che da oggi vivo in questo servizio di animazione e governo.

Mi sono fatto salesiano, non per combattere i confratelli o fare “carriera”, ma per amare i miei confratelli e servire al meglio i giovani, tutti i giovani e soprattutto quelli più poveri e abbandonati. 

Con la consacrazione religiosa Dio ci chiede di essere tutto a tutti e per noi salesiani, specialmente, per i giovani. Oggi questo mi viene ricordato con più forza nel nuovo servizio che inizio. Felice di essere salesiano, orgoglioso di essere un figlio di don Bosco e far parte di una grande e bella Famiglia, aiutatemi oggi e sempre a dire sempre: Vi voglio bene!

 Ed ora permettetemi solo alcuni ringraziamenti:

  • al Rettor Maggiore per la sua grande paternità;
  • a don Stefano per la sua infinita disponibilità, per la sua delicata e incoraggiante vicinanza, per la sua profonda umanità e per la sua amicizia;
  • a don CRISTIANI e al suo Consiglio che in questi 6 anni hanno lavorato per far crescere l’ispettoria, per la loro attenzione ai bisogni degli ultimi e, in particolare all’ispettore, per il suo grande zelo pastorale e operosità instancabile;
  • al mio Consiglio ispettoriale di cui dirà qualcosa domani;
  • alle FMA e in particolare a Sr Maria, ispettrice. Sono care sorelle che mi hanno sempre fatto sentire la loro accoglienza, il loro sostegno, la loro benevolenza, la loro preghiera;
  • alla mia comunità del Vomero, al meraviglioso corpo docenti, all’intera CEP che sta crescendo e soprattutto a tutti i giovani dell’oratorio e della scuola che in questi due anni mi hanno confermato nel dono della vocazione salesiana;
  • a tutti i giovani del MGS perché siete il sogno di Dio affidato ai salesiani. 

Concludo chiedendo a tutti e a ciascuno di pregare tanto per me, per il servizio che sono chiamato a vivere. Pregate perché sia umile e perché, come diceva il RM nella sua prima lettera, possa Appartenere di più a Dio, ai fratelli, ai giovani!
Buon viaggio a tutti!

 

“Una vita a imitazione di Cristo”: l’omelia di don Chavez al funerale di don Adriano Bregolin

Il 26 agosto, a Firenze, don Pascual Chavez ha celebrato il funerale di don Adriano Bregolin, morto per un improvviso infarto durante un’escursione in montagna. Don Bregolin, dopo undici anni come vicario generale della Congregazione salesiana, dal 2014 era direttore dell’istituto salesiano di Firenze.

Di seguito il testo dell’omelia, con il ricordo della vita dedicata a don Bosco, in linea con ciò che San Paolo dice nella lettera ai Filippini: «Prendete in considerazione tutto quello che è vero, buono, giusto, puro, degno di essere amato e onorato, quel che viene dalla virtù ed è degno di lode».

***

Carissimi Fratelli e Sorelle,

Con sentimenti di profondo dolore per la scomparsa così improvvisa di don Adriano Bregolin che ci ha lasciati sconvolti, ma con immensa gratitudine a Dio per il dono che ci ha dato in questo fratello, autentico figlio di Don Bosco, ci siamo radunati a celebrare questa eucaristia.

Ci accompagnano sua cognata, i nipoti, i cugini, gli amici e tanti membri della Famiglia Salesiana che, come noi, hanno avuto il privilegio di conoscerlo ed arricchirsi dei doni con cui piacque al Signore adornarlo. Molte altre persone, ad incominciare dal nostro Rettore Maggiore, don Ángel Fernández, e dalla Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Yvonne Reungoat, si sono fatte presenti attraverso messaggi, whatsapps, e-mail e telefono per porgere le condoglianze e rendere testimonianza alla sua vita dedita al servizio della Congregazione e della Famiglia Salesiana.

Eravamo in montagna, quelle montagne che tanto amava, e a 200 metri di arrivare al traguardo si è seduto, ci ha chiamato dicendo mi fermo, mi riposo e vi attendo. Subito sono sceso e al mio arrivo ho visto attorno a lui un gruppo di volontari che cercavano di rianimarlo. Presto è arrivato il Pronto Soccorso Alpino che ha fatto tutto il possibile senza esserci riusciti.

Scrive don Guido Poier, grande amico suo anche di salite su vette impegnative, “sapevo che ci sono tanti sentieri che portano al Signore: uno di questi passa attraverso la montagna. E lì Gesù gli ha fatto da guida fino agli ultimi passi”.

Il suo decesso è, umanamente parlando, “una grande perdita” per tutti, come ha scritto il Rettor Maggiore, per i suoi cari, per la Congregazione e la Famiglia Salesiana che ha servito con grande passione, creatività e competenza. Sono sicuro che Maria Ausiliatrice, di cui era un figlio devotissimo, e don Bosco, che considerava vero suo padre, lo avranno accolto e introdotto per mano in Paradiso e che adesso esulta assieme a loro e a tutti i santi della nostra Famiglia, nella dimora della luce, della pace, della gioia e della vita di Dio.

Scrive Madre Yvonne: “Il Signore conosce quello che è meglio per ogni persona ed Egli ha voluto chiamare don Adriano in un momento bello della sua vita: nella bellezza della natura in cui Lui è presente. Il fatto che eravate insieme è stato una grazia per don Adriano e anche per te.” Sono convinto che per don Silvano, don Guido e per me, questi ultimi giorni e, ovviamente, questo suo ultimo giorno tra noi, è stata infatti una ricca esperienza spirituale.

Senza cedere alla tentazione di fare dell’omelia un elogio della persona, ma convinto al tempo stesso che in questo caso ci sono molti elementi della sua vita che illustrano la Parola, non posso non fare della sua esistenza consacrata al Signore dietro le orme di Don Bosco, e del suo messaggio, uno spunto per la riflessione che condivido con voi.

Infatti, la vita di don Adriano è stata – a giudizio di quanti lo hanno conosciuto da vicino e hanno condiviso con lui la sequela e imitazione di Cristo, la fraternità e la missione, sogni e lavoro, gioie e sofferenze, speranze e preocccupazioni – una vita permeata dal Vangelo, imparato a casa e sviluppato e maturato lungo gli anni della sua vita salesiana. Mi azzarderei a dire che ha fatto del Vangelo nel suo insieme e delle Beatitudini, proprio perché un programma di felicità, il progetto della sua vita, con tutto lo sconvolgimento di valori e di atteggiamenti che il Vangelo e le Beatitudini comportano, ma che sono quelle che rendono la nostra vita gioiosa, radiante e significativa, una vera alternativa alla società imperante.

Come semplice confratello, come superiore –direttore e ispettore per sei anni nella Ispettoria di San Zeno di Verona–, e infine come Vicario del Rettore Maggiore per 11 anni, e ultimamente come Direttore di questa casa di Firenze, ha saputo dimostrarsi sempre un degno figlio di don Bosco, un signore nelle relazioni interpersonali, un uomo retto e trasparente, un sacerdote entusiasta e creativo in tutte le cose che gli sono state affidate, buon pastore, zelante e generoso, che aveva in mente la salvezza degli altri, specialmente quella dei giovani, in somma, un salesiano secondo il cuore di don Bosco.

Sono arrivati in questi pochi giorni, dal momento in cui ci è venuto a mancare, molti messaggi di cordoglio e tutti quanti hanno fatto vedere sfaccettature nuove che evidenziano la ricca personalità di don Adriano, ma sempre con un elemento che li accomuna e li rende armonici: la sua ricca umanità, la sua gentilezza e generosità, la sua disponibilità per servire ed accompagnare, il suo amore intenso a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco, la sua identità salesiana, la sua paternità.

Per don Adriano si adatta molto bene il programma di vita tracciato dalla lettera ai Filippesi, nella esortazione che la Chiesa ha voluto suggerire per celebrare la Festa di don Bosco: «Prendete in considerazione tutto quello che è vero, buono, giusto, puro, degno di essere amato e onorato, quel che viene dalla virtù ed è degno di lode». Era appunto questa sua personalità che lo rendeva attraente, simpatico, con un senso fine dell’umore che lo portava a scherzzare per far sentire bene le persone che lo avvicinavano o che lui avvicinava e accorciare le distanze senza cedere mai alla banalità.

Don Adriano amava vivere in profondità, consapevole che i veri tesori mai si trovano sulla superficie della terra, ma che si deve scavare in profondità.

È proprio bello, anzi è una grazia trovare confratelli come lui che diventano amici, compagni di cammino, “un amico spirituale sincero” con il quale sognare e aiutarsi ad “essere” quello che siamo chiamati ad “essere”.

Ci mancherà molto la sua presenza gentile e incoraggiante, il suo volto tranquillo e sorridente, la sua disponibilità ad aiutare chiunque, lo sguardo sereno e il suo pensiero al Paradiso.

Ci mancherà perché ogni persona è irripetibile, ma ci lascia in eredità una testimonianza e un messaggio di cui fare tesoro. Questi si possono trovare nella sua spiccata e fine sensibilità umana, nella sua capacità di amiciza profonda, nlla sua comunione spirituale, nel suo anelito di pienezza di vita, di amore e di felicità in Dio, nella sua forza interiore, nella sua esperienza spirituale che voleva condividere e che sapeva proporre in forma appassionata e convincente.

Carissimo Don Adriano, fratello e amico, adesso sei più felice che mai perché ora stai finalmente godendo della pienezza di vita in Dio, della gioia che non finirà mai, della luce in cui si rivela tutto l’essere profondo di Dio, perché già Lo puoi vedere a faccia a faccia.

Carissimi fratelli e sorelle, amici tutti, vorrei che la grande tristezza che ci ha portato la tua scomparsa così improvvisa lasci spazio al ringraziamento, alla supplica e alla speranza.

Don Silvano e don Guido sono testimoni di quanto tempo lo ho tenuto preso per mano mentre cercavano di rianimarlo, e quanto mi sono avvicinato al suo volto per dirgli tutto il mondo di bene che lo vogliamo e portargli la carezza che tanti di voi avresti voluto dargli.

Oggi vogliamo rendere grazie a Dio per la tua vita, dono prezioso che Lui ci ha fatto; e vogliamo pure ringraziare te per la tua esemplare forma di interpretare la vita salesiana. Riposa in pace nella casa del Padre, accanto a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco, e intercedi per noi. Amen.

Don Pascual Chávez V., SDB

Firenze, 26 Agosto 2017

In Piemonte le celebrazioni per ricordare Domenico Savio

Quest’anno ricorre il 175° anniversario della nascita di San Domenico Savio e il 160° della sua morte: per celebrare il “frutto tra i primi, tra i più belli, tra i primi il più squisito dell’opera educativa di don Bosco” (Pio XI), il ​Comitato per gli Anniversari della nascita e della morte di San Domenico Savio – che vanta della collaborazione sinergica tra il Comune di Castelnuovo, il Comune di Riva presso Chieri, la Basilica del Colle Don Bosco, la Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo in Castelnuovo Don Bosco, la Parrocchia Maria Assunta di Riva presso Chieri, la Parrocchia di Santa Maria e San Domenico Savio di Mondonio, le Cappellanie di Morialdo e di Ranello, i Cooperatori Salesiani di Castelnuovo/Colle Don Bosco e di San Giovanni di Riva presso Chieri, l’Istituto Scolastico Comprensivo Statale di Castelnuovo Don Bosco, Cocconato e Montiglio Monferrato ed altre Associazioni culturali – ha ideato un calendario di appuntamenti celebrativi al fine di tenere vivo il ricordo del giovanissimo Santo. 

domenicosavio 1279131​​Domenico Savio nacque infatti nella borgata di San Giovanni, frazione di Riva presso Chieri Torino, il 2 aprile 1842, visse per dieci anni in Frazione Morialdo in Castelnuovo don Bosco e morì in Mondonio il giorno 9 marzo 1857.
​Le Celebrazioni hanno avuto inizio a Mondonio il 9 marzo 2017 nella ricorrenza del 160° anniversario della morte del Santo. Domenica 2 aprile si festeggerà in borgata San Giovanni di Riva presso Chieri il 175° anniversario della sua nascita. Alle ​ore 20,30 nella Chiesa di San Giovanni il tradizionale appuntamento ​di ricordo da parte del borgo nat​ì​o ​della nascita di Domenico​, cui seguirà la ​celebrazione della ​Santa Messa ​con la conclusiva fiaccolata alla Casetta.

 

Il calendario delle celebrazioni:

Domenica 02 aprile, ore 20.30

Chiesa di San Giovanni di Riva presso Chieri: Santa Messa seguita da fiaccolata alla Casetta natia – Tradizionale appuntamento con il quale il borgo natio ricorda la nascita di Domenico nel giorno del 175° anniversario

Sabato 8 aprile, ore 16

Sala Consiliare Roffinello e Vercellio Castelnuovo don Bosco
“Don Bosco e Domenico Savio – La Santità che forma la Santità” – Convegno di approfondimento a cura di Don Arnaldo Scaglioni – Introduzione Don Edoardo Serra, Parroco di Castelnuovo don Bosco

Venerdì 5 maggio, ore 21 

Palazzo Grosso – Salone delle Feste Riva presso Chieri
“San Domenico Savio, quale modello per il mondo di oggi ?” – Incontro – intervista di Enrico Greco al Rettore della Basilica di Don Bosco Don Ezio Maria Orsini

Sabato 6 maggio, ore 21 

Mondonio – Casetta del Santo Castelnuovo don Bosco
Santa Messa avanti la casetta del Santo, segue processione per le vie del paese sino al pilone dedicato a San Domenico Savio

Sabato 6 maggio, orari: 9,30/12,3015/18,30

Mondonio, Sede Società Operaia Agricola Mondoniese in Via Municipale 4 Castelnuovo don Bosco
Mostra storico religiosa con immagini sacre e stendardi dedicata a San Domenico Savio a cura di Biblioteca San Domenico Savio di Mondonio. La mostra resterà aperta anche il giorno 7 maggio 2017 sempre con orario 9,30/12,30; 15/18,30

Domenica 7 maggio, ore 11

Chiesa di Sant’Andrea Apostolo
 Castelnuovo don Bosco
Solenne Celebrazione Eucaristica in occasione delle Prime Comunioni nella Chiesa dove si comunicò per la prima volta San Domenico Savio

Giovedì 11 maggio, ore 17 

Sala Consiliare Roffinello e Vercellio Castelnuovo don Bosco
“Educazione oggi – Lo “stile” Savio è attuale e attuabile ?” Tavola rotonda organizzata con l’ausilio dell’Istituto Comprensivo Scolastico Statale di Castelnuovo don Bosco

Sabato 13 maggio, ore 17 

Casetta natia di Domenico in Frazione San Giovanni – Riva presso Chieri
Momento formativo e di festa per i giovani dell’Unità Pastorale di Chieri. Alle ore 21,00 serata di festa e di musica per i giovani con la possibilità di passare la notte presso la Casetta in attesa del nuovo giorno.

Domenica 14 maggio, ore 10.30

Casetta natia di Domenico in Frazione San Giovanni – Riva presso Chieri
Momento celebrativo davanti al monumento del Santo. Santa Messa all’aperto, pranzo preparato dalla Scuola Alberghiera del Colle, pomeriggio di giochi e musica per i bambini, ragazzi e famiglie.

Sabato 20 maggio, ore 15 

Mondonio – Morialdo – Becchi
Castelnuovo don Bosco
Passeggiata in ricordo di San Domenico Savio con partenza da Mondonio, Piazzale San Sebastiano, sosta a Morialdo presso la casa in cui è vissuto San Domenico Savio, arrivo alla Basilica di San Giovanni Bosco al Colle dove si terrà un solenne Celebrazione Eucaristica

Sabato 8 luglio, ore 9 

Morialdo, Mondonio, Capriglio 
Castelnuovo don Bosco
In occasione dell’11°Raduno Nazionale dei Vespisti – che aprirà ufficialmente il 6 luglio in Castelnuovo don Bosco e terminerà 9 luglio 2017 – un momento particolare sarà dedicato l’8 luglio a San Domenico Savio con una escursione ed una visita guidata ai luoghi dove il Santo è vissuto e deceduto