Nasce ad Ancona Il Faro, centro diurno promosso dai salesiani

Il 16 settembre, ad Ancora, è stato inaugurato il centro diurno Il Faro, promosso dalla Casa Salesiana e dalla Parrocchia Santa Famiglia, con il sostegno economico anche di alcune istituzioni pubbliche e private. ll Centro diurno Il Faro è un nuovo servizio che si aggiunge ad altri già presenti nelle Regioni de centro Italia, promossi dai Salesiani dell’Italia Centrale. Ai tradizionali ambiti connessi allo sport e al teatro, alla catechesi e al cortile per il gioco libero, si sono aggiunti servizi e interventi come supporto di tipo psicologico, recupero e sostegno scolastico, spazi per gli adulti e le famiglie.

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“La Laudato si’: occasione per un mondo migliore?”: ad ottobre l’evento nella Chiesa di San Bernardino a Verona

Il 5 ottobre 2017 un’occasione di incontro e confronto sull’enciclica Laudato si’ nella chiesa di San Bernardino a Verona.  L’evento chiude il ciclo di manifestazioni della diocesi in occasione del Centenario delle Apparizioni di Fatima.

Organizzato dalla diocesi di Verona e dall’Ispettoria salesiana del Nord-Est, ad aprire il dibattito troveremo il vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti. Tra i presenti alla tavola rotonda, il cardinale Oscar R. Maradiaga, l’ex premier Enrico Letta e l’ex ministro degli Esteri e già commissario europeo Franco Frattini. Modera Daniele Cunego.

ILE e IME, si insediano i nuovi Ispettori

Don Giuliano Giacomazzi e don Angelo Santorsola si sono insediati come Ispettori dell’Ispettoria Lombardo-Emiliana e di quella Meridionale.

Il 28 agosto, è avvenuto il passaggio formale tra don Claudio Cacioli e don Giuliano Giacomazzi nel ruolo di Ispettore della Ispettoria Lombardo-emiliana.  I salesiani si sono ritrovati nella sede ispettoriale di Milano al mattino, per vivere un momento di ritiro spirituale, condotto dal Consigliere Regionale, don Stefano Martoglio. Don Martoglio ha sviluppato la propria riflessione a partire dal documento del Rettor Maggiore.  A mezzogiorno il Consigliere Regionale ha presieduto la santa Messa nella quale don Giacomazzi ha professato il giuramento e ha ufficialmente assunto la carica dell’ispettorato. La giornata si è conclusa nel pomeriggio con un momento assembleare, durante il quale il nuovo Ispettore ha rivolto ai confratelli il primo discorso, tratteggiando alcune prime linee-guida per il sessennio: confessione frequente, Eucaristia devota e rinnovata chiarezza nella propria scelta di consacrazione religiosa sono state le tre coordinate indicate come fondamenta a partire dalle quali affrontare le sfide pastorali ed educative dei nostri tempi.  In questa sede è stato presentato all’Ispettoria anche il nuovo Delegato per la Pastorale Giovanile, don Paolo Caiani, già incaricato per la Animazione Missionaria. (fonte: sito ILE)

Il 2 settembre, invece, in occasione dell’annuale Convegno di Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Salesiana Meridionale (IME), c’è stato l’avvicendamento dell’Ispettore tra don Pasquale Cristiani e don Angelo Santorsola, già nominato nel corso della sessione plenaria invernale del Consiglio Generale, dal Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernández Artime, con il consenso del suo Consiglio. L’insediamento del nuovo ispettore è avvenuto durante la Celebrazione Eucaristica presieduta da don Stefano Martoglio, Consigliere per la Regione Mediterranea, dove don Angelo Santorsola ha professato il giuramento e ha ufficialmente assunto la carica di Ispettore. Il giorno seguente il nuovo Ispettore ha rivolto ai salesiani e ai laici presenti il primo discorso, tratteggiando alcune linee guida per il sessennio, presentando il nuovo Consiglio e il nuovo Delegato per la Pastorale Giovanile, don Domenico Madonna. (fonte: ANS)

Il testo dell’insediamento di don Angelo Santorsola:

Potete immaginare che sono un po’ emozionato…

Non ho avuto molto tempo per pensare a quello che oggi sto vivendo perché sono stato totalmente impegnato a vivere l’obbedienza di direttore – economo a Napoli Vomero, opera bellissima ma con tanti problemi. 

Credetemi, tutto avrei potuto immaginare, tranne quello di svolgere questo servizio e di essere qui oggi. E’ vero che tanti mi avvicinavano, mi telefonavano per dirmi: “guarda che ti ho indicato come ispettore…”, ma per me era qualcosa da non considerare… Fino a quando il 24 gennaio don Stefano mi chiama…

Sono convinto che il Signore mi chieda questo, non perché sia più bravo, più intelligente o più non so che cosa. Sono certo che mi fa questo dono per potermi migliorare, per poter amare di più e meglio, per poter crescere nella fede. Dio è il Dio delle sorprese e ama sorprenderci sempre per educarci!

Sono cosciente che è un grande dono, carico di responsabilità, impegno, ma anche di tanta gioia nel rappresentare e servire donboscoalsud, in queste terre salesianissime.

Prometto che mi impegnerò a farlo con tutte le mie forze, con tutta la mia passione, con tutto quello che sono, ma ripeto ad alta voce, a voi confratelli, a voi giovani, a voi laici quello che don bosco ripeteva spesso nei dieci anni di formazione vissuti a Chieri: “Ho bisogno di tutti”.

Mi sento tanto piccolo e bisognoso dell’aiuto di tutti pur cosciente e consapevole delle responsabilità personali che da oggi vivo in questo servizio di animazione e governo.

Mi sono fatto salesiano, non per combattere i confratelli o fare “carriera”, ma per amare i miei confratelli e servire al meglio i giovani, tutti i giovani e soprattutto quelli più poveri e abbandonati. 

Con la consacrazione religiosa Dio ci chiede di essere tutto a tutti e per noi salesiani, specialmente, per i giovani. Oggi questo mi viene ricordato con più forza nel nuovo servizio che inizio. Felice di essere salesiano, orgoglioso di essere un figlio di don Bosco e far parte di una grande e bella Famiglia, aiutatemi oggi e sempre a dire sempre: Vi voglio bene!

 Ed ora permettetemi solo alcuni ringraziamenti:

  • al Rettor Maggiore per la sua grande paternità;
  • a don Stefano per la sua infinita disponibilità, per la sua delicata e incoraggiante vicinanza, per la sua profonda umanità e per la sua amicizia;
  • a don CRISTIANI e al suo Consiglio che in questi 6 anni hanno lavorato per far crescere l’ispettoria, per la loro attenzione ai bisogni degli ultimi e, in particolare all’ispettore, per il suo grande zelo pastorale e operosità instancabile;
  • al mio Consiglio ispettoriale di cui dirà qualcosa domani;
  • alle FMA e in particolare a Sr Maria, ispettrice. Sono care sorelle che mi hanno sempre fatto sentire la loro accoglienza, il loro sostegno, la loro benevolenza, la loro preghiera;
  • alla mia comunità del Vomero, al meraviglioso corpo docenti, all’intera CEP che sta crescendo e soprattutto a tutti i giovani dell’oratorio e della scuola che in questi due anni mi hanno confermato nel dono della vocazione salesiana;
  • a tutti i giovani del MGS perché siete il sogno di Dio affidato ai salesiani. 

Concludo chiedendo a tutti e a ciascuno di pregare tanto per me, per il servizio che sono chiamato a vivere. Pregate perché sia umile e perché, come diceva il RM nella sua prima lettera, possa Appartenere di più a Dio, ai fratelli, ai giovani!
Buon viaggio a tutti!

 

“Una vita a imitazione di Cristo”: l’omelia di don Chavez al funerale di don Adriano Bregolin

Il 26 agosto, a Firenze, don Pascual Chavez ha celebrato il funerale di don Adriano Bregolin, morto per un improvviso infarto durante un’escursione in montagna. Don Bregolin, dopo undici anni come vicario generale della Congregazione salesiana, dal 2014 era direttore dell’istituto salesiano di Firenze.

Di seguito il testo dell’omelia, con il ricordo della vita dedicata a don Bosco, in linea con ciò che San Paolo dice nella lettera ai Filippini: «Prendete in considerazione tutto quello che è vero, buono, giusto, puro, degno di essere amato e onorato, quel che viene dalla virtù ed è degno di lode».

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Carissimi Fratelli e Sorelle,

Con sentimenti di profondo dolore per la scomparsa così improvvisa di don Adriano Bregolin che ci ha lasciati sconvolti, ma con immensa gratitudine a Dio per il dono che ci ha dato in questo fratello, autentico figlio di Don Bosco, ci siamo radunati a celebrare questa eucaristia.

Ci accompagnano sua cognata, i nipoti, i cugini, gli amici e tanti membri della Famiglia Salesiana che, come noi, hanno avuto il privilegio di conoscerlo ed arricchirsi dei doni con cui piacque al Signore adornarlo. Molte altre persone, ad incominciare dal nostro Rettore Maggiore, don Ángel Fernández, e dalla Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Yvonne Reungoat, si sono fatte presenti attraverso messaggi, whatsapps, e-mail e telefono per porgere le condoglianze e rendere testimonianza alla sua vita dedita al servizio della Congregazione e della Famiglia Salesiana.

Eravamo in montagna, quelle montagne che tanto amava, e a 200 metri di arrivare al traguardo si è seduto, ci ha chiamato dicendo mi fermo, mi riposo e vi attendo. Subito sono sceso e al mio arrivo ho visto attorno a lui un gruppo di volontari che cercavano di rianimarlo. Presto è arrivato il Pronto Soccorso Alpino che ha fatto tutto il possibile senza esserci riusciti.

Scrive don Guido Poier, grande amico suo anche di salite su vette impegnative, “sapevo che ci sono tanti sentieri che portano al Signore: uno di questi passa attraverso la montagna. E lì Gesù gli ha fatto da guida fino agli ultimi passi”.

Il suo decesso è, umanamente parlando, “una grande perdita” per tutti, come ha scritto il Rettor Maggiore, per i suoi cari, per la Congregazione e la Famiglia Salesiana che ha servito con grande passione, creatività e competenza. Sono sicuro che Maria Ausiliatrice, di cui era un figlio devotissimo, e don Bosco, che considerava vero suo padre, lo avranno accolto e introdotto per mano in Paradiso e che adesso esulta assieme a loro e a tutti i santi della nostra Famiglia, nella dimora della luce, della pace, della gioia e della vita di Dio.

Scrive Madre Yvonne: “Il Signore conosce quello che è meglio per ogni persona ed Egli ha voluto chiamare don Adriano in un momento bello della sua vita: nella bellezza della natura in cui Lui è presente. Il fatto che eravate insieme è stato una grazia per don Adriano e anche per te.” Sono convinto che per don Silvano, don Guido e per me, questi ultimi giorni e, ovviamente, questo suo ultimo giorno tra noi, è stata infatti una ricca esperienza spirituale.

Senza cedere alla tentazione di fare dell’omelia un elogio della persona, ma convinto al tempo stesso che in questo caso ci sono molti elementi della sua vita che illustrano la Parola, non posso non fare della sua esistenza consacrata al Signore dietro le orme di Don Bosco, e del suo messaggio, uno spunto per la riflessione che condivido con voi.

Infatti, la vita di don Adriano è stata – a giudizio di quanti lo hanno conosciuto da vicino e hanno condiviso con lui la sequela e imitazione di Cristo, la fraternità e la missione, sogni e lavoro, gioie e sofferenze, speranze e preocccupazioni – una vita permeata dal Vangelo, imparato a casa e sviluppato e maturato lungo gli anni della sua vita salesiana. Mi azzarderei a dire che ha fatto del Vangelo nel suo insieme e delle Beatitudini, proprio perché un programma di felicità, il progetto della sua vita, con tutto lo sconvolgimento di valori e di atteggiamenti che il Vangelo e le Beatitudini comportano, ma che sono quelle che rendono la nostra vita gioiosa, radiante e significativa, una vera alternativa alla società imperante.

Come semplice confratello, come superiore –direttore e ispettore per sei anni nella Ispettoria di San Zeno di Verona–, e infine come Vicario del Rettore Maggiore per 11 anni, e ultimamente come Direttore di questa casa di Firenze, ha saputo dimostrarsi sempre un degno figlio di don Bosco, un signore nelle relazioni interpersonali, un uomo retto e trasparente, un sacerdote entusiasta e creativo in tutte le cose che gli sono state affidate, buon pastore, zelante e generoso, che aveva in mente la salvezza degli altri, specialmente quella dei giovani, in somma, un salesiano secondo il cuore di don Bosco.

Sono arrivati in questi pochi giorni, dal momento in cui ci è venuto a mancare, molti messaggi di cordoglio e tutti quanti hanno fatto vedere sfaccettature nuove che evidenziano la ricca personalità di don Adriano, ma sempre con un elemento che li accomuna e li rende armonici: la sua ricca umanità, la sua gentilezza e generosità, la sua disponibilità per servire ed accompagnare, il suo amore intenso a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco, la sua identità salesiana, la sua paternità.

Per don Adriano si adatta molto bene il programma di vita tracciato dalla lettera ai Filippesi, nella esortazione che la Chiesa ha voluto suggerire per celebrare la Festa di don Bosco: «Prendete in considerazione tutto quello che è vero, buono, giusto, puro, degno di essere amato e onorato, quel che viene dalla virtù ed è degno di lode». Era appunto questa sua personalità che lo rendeva attraente, simpatico, con un senso fine dell’umore che lo portava a scherzzare per far sentire bene le persone che lo avvicinavano o che lui avvicinava e accorciare le distanze senza cedere mai alla banalità.

Don Adriano amava vivere in profondità, consapevole che i veri tesori mai si trovano sulla superficie della terra, ma che si deve scavare in profondità.

È proprio bello, anzi è una grazia trovare confratelli come lui che diventano amici, compagni di cammino, “un amico spirituale sincero” con il quale sognare e aiutarsi ad “essere” quello che siamo chiamati ad “essere”.

Ci mancherà molto la sua presenza gentile e incoraggiante, il suo volto tranquillo e sorridente, la sua disponibilità ad aiutare chiunque, lo sguardo sereno e il suo pensiero al Paradiso.

Ci mancherà perché ogni persona è irripetibile, ma ci lascia in eredità una testimonianza e un messaggio di cui fare tesoro. Questi si possono trovare nella sua spiccata e fine sensibilità umana, nella sua capacità di amiciza profonda, nlla sua comunione spirituale, nel suo anelito di pienezza di vita, di amore e di felicità in Dio, nella sua forza interiore, nella sua esperienza spirituale che voleva condividere e che sapeva proporre in forma appassionata e convincente.

Carissimo Don Adriano, fratello e amico, adesso sei più felice che mai perché ora stai finalmente godendo della pienezza di vita in Dio, della gioia che non finirà mai, della luce in cui si rivela tutto l’essere profondo di Dio, perché già Lo puoi vedere a faccia a faccia.

Carissimi fratelli e sorelle, amici tutti, vorrei che la grande tristezza che ci ha portato la tua scomparsa così improvvisa lasci spazio al ringraziamento, alla supplica e alla speranza.

Don Silvano e don Guido sono testimoni di quanto tempo lo ho tenuto preso per mano mentre cercavano di rianimarlo, e quanto mi sono avvicinato al suo volto per dirgli tutto il mondo di bene che lo vogliamo e portargli la carezza che tanti di voi avresti voluto dargli.

Oggi vogliamo rendere grazie a Dio per la tua vita, dono prezioso che Lui ci ha fatto; e vogliamo pure ringraziare te per la tua esemplare forma di interpretare la vita salesiana. Riposa in pace nella casa del Padre, accanto a Maria Ausiliatrice e a Don Bosco, e intercedi per noi. Amen.

Don Pascual Chávez V., SDB

Firenze, 26 Agosto 2017

In Piemonte le celebrazioni per ricordare Domenico Savio

Quest’anno ricorre il 175° anniversario della nascita di San Domenico Savio e il 160° della sua morte: per celebrare il “frutto tra i primi, tra i più belli, tra i primi il più squisito dell’opera educativa di don Bosco” (Pio XI), il ​Comitato per gli Anniversari della nascita e della morte di San Domenico Savio – che vanta della collaborazione sinergica tra il Comune di Castelnuovo, il Comune di Riva presso Chieri, la Basilica del Colle Don Bosco, la Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo in Castelnuovo Don Bosco, la Parrocchia Maria Assunta di Riva presso Chieri, la Parrocchia di Santa Maria e San Domenico Savio di Mondonio, le Cappellanie di Morialdo e di Ranello, i Cooperatori Salesiani di Castelnuovo/Colle Don Bosco e di San Giovanni di Riva presso Chieri, l’Istituto Scolastico Comprensivo Statale di Castelnuovo Don Bosco, Cocconato e Montiglio Monferrato ed altre Associazioni culturali – ha ideato un calendario di appuntamenti celebrativi al fine di tenere vivo il ricordo del giovanissimo Santo. 

domenicosavio 1279131​​Domenico Savio nacque infatti nella borgata di San Giovanni, frazione di Riva presso Chieri Torino, il 2 aprile 1842, visse per dieci anni in Frazione Morialdo in Castelnuovo don Bosco e morì in Mondonio il giorno 9 marzo 1857.
​Le Celebrazioni hanno avuto inizio a Mondonio il 9 marzo 2017 nella ricorrenza del 160° anniversario della morte del Santo. Domenica 2 aprile si festeggerà in borgata San Giovanni di Riva presso Chieri il 175° anniversario della sua nascita. Alle ​ore 20,30 nella Chiesa di San Giovanni il tradizionale appuntamento ​di ricordo da parte del borgo nat​ì​o ​della nascita di Domenico​, cui seguirà la ​celebrazione della ​Santa Messa ​con la conclusiva fiaccolata alla Casetta.

 

Il calendario delle celebrazioni:

Domenica 02 aprile, ore 20.30

Chiesa di San Giovanni di Riva presso Chieri: Santa Messa seguita da fiaccolata alla Casetta natia – Tradizionale appuntamento con il quale il borgo natio ricorda la nascita di Domenico nel giorno del 175° anniversario

Sabato 8 aprile, ore 16

Sala Consiliare Roffinello e Vercellio Castelnuovo don Bosco
“Don Bosco e Domenico Savio – La Santità che forma la Santità” – Convegno di approfondimento a cura di Don Arnaldo Scaglioni – Introduzione Don Edoardo Serra, Parroco di Castelnuovo don Bosco

Venerdì 5 maggio, ore 21 

Palazzo Grosso – Salone delle Feste Riva presso Chieri
“San Domenico Savio, quale modello per il mondo di oggi ?” – Incontro – intervista di Enrico Greco al Rettore della Basilica di Don Bosco Don Ezio Maria Orsini

Sabato 6 maggio, ore 21 

Mondonio – Casetta del Santo Castelnuovo don Bosco
Santa Messa avanti la casetta del Santo, segue processione per le vie del paese sino al pilone dedicato a San Domenico Savio

Sabato 6 maggio, orari: 9,30/12,3015/18,30

Mondonio, Sede Società Operaia Agricola Mondoniese in Via Municipale 4 Castelnuovo don Bosco
Mostra storico religiosa con immagini sacre e stendardi dedicata a San Domenico Savio a cura di Biblioteca San Domenico Savio di Mondonio. La mostra resterà aperta anche il giorno 7 maggio 2017 sempre con orario 9,30/12,30; 15/18,30

Domenica 7 maggio, ore 11

Chiesa di Sant’Andrea Apostolo
 Castelnuovo don Bosco
Solenne Celebrazione Eucaristica in occasione delle Prime Comunioni nella Chiesa dove si comunicò per la prima volta San Domenico Savio

Giovedì 11 maggio, ore 17 

Sala Consiliare Roffinello e Vercellio Castelnuovo don Bosco
“Educazione oggi – Lo “stile” Savio è attuale e attuabile ?” Tavola rotonda organizzata con l’ausilio dell’Istituto Comprensivo Scolastico Statale di Castelnuovo don Bosco

Sabato 13 maggio, ore 17 

Casetta natia di Domenico in Frazione San Giovanni – Riva presso Chieri
Momento formativo e di festa per i giovani dell’Unità Pastorale di Chieri. Alle ore 21,00 serata di festa e di musica per i giovani con la possibilità di passare la notte presso la Casetta in attesa del nuovo giorno.

Domenica 14 maggio, ore 10.30

Casetta natia di Domenico in Frazione San Giovanni – Riva presso Chieri
Momento celebrativo davanti al monumento del Santo. Santa Messa all’aperto, pranzo preparato dalla Scuola Alberghiera del Colle, pomeriggio di giochi e musica per i bambini, ragazzi e famiglie.

Sabato 20 maggio, ore 15 

Mondonio – Morialdo – Becchi
Castelnuovo don Bosco
Passeggiata in ricordo di San Domenico Savio con partenza da Mondonio, Piazzale San Sebastiano, sosta a Morialdo presso la casa in cui è vissuto San Domenico Savio, arrivo alla Basilica di San Giovanni Bosco al Colle dove si terrà un solenne Celebrazione Eucaristica

Sabato 8 luglio, ore 9 

Morialdo, Mondonio, Capriglio 
Castelnuovo don Bosco
In occasione dell’11°Raduno Nazionale dei Vespisti – che aprirà ufficialmente il 6 luglio in Castelnuovo don Bosco e terminerà 9 luglio 2017 – un momento particolare sarà dedicato l’8 luglio a San Domenico Savio con una escursione ed una visita guidata ai luoghi dove il Santo è vissuto e deceduto

Eventi Jesolo 2017, oltre 7mila giovani alla Festa MGS

Si sono conclusi gli Eventi Jesolo 2017!

FDR 3Alcuni numeri: 7.800 partecipanti alla Festa dei Giovani, 1.100 alla Festa delle Scuole, 5.100 alla Festa dei Ragazzi. Gruppi provenienti da Brasile, Romania, Ungheria, San Benedetto del Tronto, Roma, Milano, Brescia.
Più di 400 i giovani volontari dello Staff che hanno aiutato dietro le quinte, 150 i ragazzi dei Workshop che – guidati dagli artisti – hanno animato gli spettacoli, 30 associazioni di Volontariato presenti come Stand, 140 punti gioco in spiaggia. 40mila visualizzazioni delle dirette streaming. Circa 8 ore di diretta su Telepace per la Festa dei Giovani.

 

 

Queste sono solo alcune delle cifre che indicano non solo una grande attesa nei confronti di questi eventi, ma anche un servizio importante che il Movimento Giovanile Salesiano del Triveneto svolge territorialmente, accogliendo sempre nuove realtà partecipanti.
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Questa esperienza cresce infatti ogni anno e raggiunge migliaia di giovani che attendono con trepidazione di potersi iscrivere.
Come Pastorale Giovanile Salesiana ci entusiasma poter coinvolgere sempre più ragazzi nella realizzazione di questi eventi, affinché possano scoprire il proprio talento, la bellezza del servizio e della condivisione nello stile di don Bosco.

 

 

 

 

FDR 2Gli spettacoli, inerenti al tema dell’anno “Maestro dove abiti?”, hanno raccontato il cammino dell’uomo alla ricerca di Dio. L’ambientazione era la stessa per la Festa dei Giovani così come per la Festa dei Ragazzi: l’era Inca.

 

 

 

 

 

 

FDG 3Ha celebrato l’Eucaristia per entrambe le Feste don Stefano Martoglio, in visita straordinaria nella nostra ispettoria.

Arrivederci al 2018!

I 50 anni dell’oratorio di Santeramo

L’oratorio salesiano di Santeramo (BA), appartenente all’Ispettoria Meridionale (IME), ha festeggiato i suoi primi 50 anni. Nella prima settimana di febbraio si sono susseguite numerose attività di teatro, danza, musica e preghiera. I ragazzi, protagonisti dell’oratorio, hanno saputo allietare i presenti, ma soprattutto rappresentare una realtà solida, allegra e feconda. Le attività si sono concluse con il “Don Bosco Day”, un’intera giornata trascorsa insieme, grandi e piccoli, tra giochi, preghiera e agape, come una grande famiglia.

santeramo oratorio

(Fonte: ANS)

ILE, forum giovani MGS: Con Te o senza Te non è la stessa cosa

Torna a Milano il Forum Giovani che il MGS (Movimento Giovanile Salesiano) organizza come momento forte di riflessione sulla spiritualità di don Bosco per i giovani dai 18 anni in su, con un’attenzione particolare a universitari, animatori degli oratori, giovani educatori, formatori ed insegnanti. Il Forum Giovani, a cui sono attesi oltre 400 Giovani da Lombardia, Emilia Romagna, Svizzera e San Marino, si terrà il prossimo 19 febbraio presso l’Istituto Sant’Ambrogio in via Copernico, 9 a Milano.
Quest’anno al centro della riflessione ci sarà il tema dell’incontro con il Signore Risorto, sulla linea con la Proposta Pastorale 2016-2017.
Manifesto Forum Giovani MGSPrimo momento della giornata sarà l’incontro con il testimone d’eccezione: don Pier Jabloyan, incaricato dell’oratorio salesiano di Aleppo in Siria, che svilupperà il tema dell’incontro personale con Gesù nella vita quotidiana anche in condizioni estreme come la guerra in atto nella città siriana. A seguire nell’auditorium dell’Istituto verrà proposto il recital “Ala di Sì”, favola musicale in un atto realizzata dai giovani salesiani, coordinati da don Erino Leoni, direttore della Casa Salesiana di Nave (BS).
Dopo il pranzo, ci saranno due momenti in cui saranno proposte riflessioni e approfondimenti riguardo quanto vissuto nella mattinata e la possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione.
Infine si concluderà la giornata con la Santa Messa celebrata da don Pier Jabloyan alle ore 16.00 nella Basilica di Sant’Agostino.
L’evento è proposto dal Movimento Giovanile Salesiano, in particolare dallo Staff Giovani che ha pensato, promosso e coordinerà l’evento.
Nato nel 1988, il Movimento Giovanile Salesiano si muove sulle orme del carisma di don Giovanni Bosco e della sua attenzione per l’educazione giovanile. La Proposta Pastorale di quest’anno ha come icona il Vangelo di Giovanni (1, 35-39) e come slogan “MAESTRO DOVE ABITI? Con o senza Te #nonèlastessacosa”.

Informazioni, materiali e foto:
 SITO: www.mgslombardiaemilia.it
 FACEBOOK: MGS Lombardia Emilia
 INSTAGRAM: mgslombardiaemilia
 TWITTER: @MGSLE
 #MGSforum #PrayforSyria

Bari, festa di Don Bosco è festa dell’educazione e della legalità

In occasione della festa di Don Bosco, presso il “Redentore” dei Salesiani di Bari si sono svolti numerosi eventi ed incontri, nel segno della valorizzazione dei giovani e della speranza per il futuro. Tra i principali appuntamenti vi sono stati la consegna di una targa da parte del comune di Bari ad alcuni importanti exallievi salesiani e la visita presso il centro salesiano di don Luigi Ciotti, sacerdote noto per il suo impegno nella promozione della giustizia e di lotta contro le mafie.

“Dalla buona o cattiva educazione della gioventù dipende un buon o triste avvenire della società” ha esordito il sindaco di Bari, Antonio Decaro, lo scorso 26 gennaio, durante la conferenza stampa di presentazione delle attività programmate per la festa di Don Bosco, articolate complessivamente dal 23 gennaio al 10 di febbraio.

Il Sindaco ha sottolineato l’importanza della presenza dell’opera salesiana “Redentore” nel quartiere “Libertà” di Bari, il cui grande impegno educativo aiuta direttamente tante famiglie in gravi difficoltà – non solo economiche – e offre dei benefici all’intera cittadinanza.

salesiani bari festa don boscoNel corso dell’incontro, sono state consegnate 6 targhe ad alcuni ragazzi che hanno frequentato la scuola e l’Oratorio del Redentore, a testimonianza del loro attuale impegno sociale e civile, nel campo della magistratura, della musica, della cucina, del volontariato: i magistrati dott. Giuseppe Gatti e Renato Nitti, componenti della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari; il dott. Michele Parisi, Giudice del Tribunale di Bari; lo Chef Daniele Caldarulo, Capitano della Nazionale italiana cuochi; il dott. Giuseppe Cifarelli segretario del Laboratorio culturale “Don Bosco oggi”; e Francesco e Gaetano Occhiofino, conosciuti come Reverendo e Torto del gruppo musicale “Bari Jungle Brothers”.

“Siamo sulla buona strada se oggi possiamo premiare ragazzi che abbiamo formato” ha affermato nell’occasione il Direttore dell’opera salesiana, don Francesco Preite.

Martedì 31 gennaio, giorno della festa di Don Bosco, presso l’opera salesiana le attività hanno previsto anche uno spazio di dialogo sul tema “La famiglia educa alla giustizia e alla pace”. Principale relatore è stato il Presidente dell’associazione contro le mafie “Libera”, don Luigi Ciotti, che ha anche presieduto la successiva Eucaristia in onore di Don Bosco.

“Zi Fonzo”: don Alfonso Alfano, Salesiano nelle periferie esistenziali

C’è da credere: ora certamente gode della gioia eterna con tanti “pischelli in Paradiso”.

In ogni luogo dove ha operato come Salesiano, senza dimenticare le periferie geografiche ha frequentato, appassionato educatore, le periferie esistenziali di ragazzi e giovani, senza tralasciare gli adulti.

Don Alfonso Alfano, originario di Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli, aveva compiuto 80 anni il 26 novembre. Salesiano dal 1954 e Sacerdote dal 19 marzo 1964.

Chiamato a diversi servizi di governo come Direttore e Parroco prima a Soverato e successivamente Ispettore a Napoli dal 1978 al 1984, ha svolto anche compiti di animazione a livello nazionale come Delegato per i Salesiani Cooperatori.

Negli anni nei quali fu Ispettore si trovò coinvolto nei primi passi del Progetto Africa e collaborò attivamente per la presenza in Madagascar da parte della sua Ispettoria unitamente ad altre Ispettorie italiane.

Probabilmente i suoi primi anni di vita che coincisero con le povertà e sofferenze della seconda Guerra mondiale cominciarono a rendere Zi Fonzo particolarmente attento alle povertà di mente e di cuore.

Questa sua passione, carica di misericordia nel nome di Don Bosco, si irrobustisce nei suoi primi anni di vita salesiana, quando ancora chierico, fa la sua esperienza a Villa Favorita a Resìna (antico nome di Ercolano) dove era attivo un Convitto per gli orfani di guerra.

Nel 1991 ha inizio la esperienza del Centro Minori a Roma-Sacro Cuore e dal 2007 prosegue a Napoli con il medesimo orientamento.

zi fonsoHa vissuto in pienezza il Sistema Preventivo, senza dimenticare nessuno dei suoi elementi: la ragione ha promosso corsi di recupero scolastico e apprendistato per il lavoro, la religione ha guidato cammini per dare un senso alla vita e per celebrare con gioia i Sacramenti, l’amorevolezza si è trasformata di volta in volta in ascolto senza tempo, in sguardi carichi di pazienza, in tempi di silenzio e di attesa pieni di speranza.

Il Sistema Preventivo ha guidato le molte forme di dialogo anche nelle sedi istituzionali, ora per un titolo di studio, ora per un tirocinio di lavoro, ora nel Tribunale dei Minori.

Per Zi Fonzo non c’erano ragazzi e giovani a rischio, situazioni nel disagio, persone da recuperare: queste parole gli stavano strette.

Ripercorrendo anche solo alcuni titoli dei libri nei quali ha voluto raccontare le sue esperienze, si può dire che ci sono ragazzi e giovani verso i quali come educatore c’è da andare come un “mendicante di lacrime”.

“Le Ali” tornano spesso nei suoi racconti e nelle sue esperienze perché come Educatore di Don Bosco desiderava che i giovani, senza distinzione per le negative esperienze pregresse, potessero volare come “Icaro torna a volare”.

Don Alfonso uomo di preghiera: non era difficile in alcuni momenti della giornata incontrarlo con il Rosario in mano: ecco la fonte della speranza, alla quale ha voluto intitolare i suoi primi tre volumi (Trilogia della speranza) e ora certamente fa festa con i “Pischelli in Paradiso”.